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The right path

Il Meeting '18 raccontato da una giovane giornalista americana

Nella nostra vita ci si aspetta sempre di incontrare esperienze che cambiano il nostro punto di vista, qualcuno invece si aspetta che la propria fede nell’umanità sia risanata. Io ho sempre puntato a quest’ultimo obiettivo.

Prima di arrivare in Italia il mio approccio alla vita era molto diverso. Ho aspettato quattro anni per trovare una esperienza travolgente, qualcosa che avrebbe risanato la mia fede nella vita e nel giugno 2018 ho scoperto il Meeting, un evento che si svolge ogni anno nella Fiera di Rimini. Quando mi sono informata riguardo al Meeting ho pensato: è veramente possibile una cosa del genere? Un grande raduno di persone da tutto il mondo che parlano di amicizia, attenzione all’altro e accoglienza? Tre concetti che ho cercato disperatamente ovunque io sia stata. Durante i due mesi di collaborazione con questa importante Fondazione ho conosciuto tanti amici, sono stata testimone di questa attenzione all’altro e sono stata accettata per quello che sono.

Per me il Meeting è stata una bellissima esperienza dove ho trovato persone che avevano a cuore tanti argomenti e questioni che oggigiorno in molti ambienti sono considerati di poco conto. E dopo una ricerca di quattro anni mi sono sentita a casa, non più un’estranea e di questo sono grata. Questo mi ha aiutato a ritrovare il giusto sentiero. Ogni aspetto di questa esperienza mi ha ricordato innanzitutto il perché sono diventata giornalista. Il Meeting ha creduto in me anche quando io avevo smesso di credere in me stessa.

Nel percorso di ogni persona ci sono persone che ci spingono verso il successo. Ho avuto la possibilità di scrivere nel Quotidiano Meeting grazie a questo tipo di persone. Mi hanno dato l’opportunità di uscire dal guscio e di sfruttare abilità che pensavo di non avere. E così il Meeting continua a ricordarmi di quella citazione della serie "Modern Family": «Nessuno consegue un obiettivo senza l’aiuto della famiglia e degli amici che allontanano dalle cattive idee e ti portano verso quelle buone».

Perché ogni volta che qualcuno raggiunge un obiettivo lo raggiunge grazie all’aiuto di migliaia di eroi silenziosi, una squadra di giocatori altruisti che offrono il loro sostegno, non per ottenere riconoscenza, ma solo perché è la cosa giusta da fare.

R.