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L'archeologia fattore di rinascita e coesione in Siria

Il progetto dei coniugi Buccellati all'evento a San Marino

L’archeologia può essere pensata come una scienza giovane, capace di impegnarsi in un dialogo con le comunità locali e il loro territorio? Può coinvolgere anche in maniera drammatica i giovani di una nazione martoriata dalla guerra? A queste domande risponde la mostra, che sarà proposta in Fiera di Rimini in occasione del XXXIX Meeting per l’amicizia fra i popoli, “I millenni per l’oggi”, a partire dal caso specifico di ricerca archeologica al sito di Tell Mozan, antica Urkesh, in Siria.

Come anticipazione di questo evento
lunedì 18 giugno alle ore 18.00
a Villa Manzoni, Dogana (Repubblica di San Marino)
si terrà l’incontro

“I valori nascosti dell’archeologia: un episodio della guerra in Siria”

promosso dal Congresso di Stato della Repubblica di San Marino in collaborazione con Banca di San Marino SpA e la Fondazione “Meeting per l’Amicizia fra i Popoli”.

Interverranno:
Giorgio e Marilyn Buccellati archeologi, promotori dei progetti di recupero e valorizzazione dei siti siriani
Con un indirizzo di saluto di:
Nicola Renzi segretario Affari Esteri e Giustizia
Domenico Lombardi amministratore delegato Banca di San Marino SpA
Emilia Guarnieri presidente Fondazione Meeting per l’Amicizia fra i Popoli
Info: tel. 0549 882225 / 882213 - email ufficiostampa@esteri.sm

Durante l’incontro si parlerà della situazione in Siria e del ruolo che l’archeologia inaspettatamente si trova a ricoprire. Gli estremisti islamici in questi anni si sono posti l’obiettivo di abbattere il valore storico e culturale dei siti archeologici; questo ha portato i due archeologi a chiedersi come poter far fronte alla situazione, restituendo alla popolazione il valore del patrimonio culturale disperso o distrutto.

La risposta dei coniugi Buccellati è un tentativo straordinario che mira al recupero di questi siti, tra cui la città biblica di Urkesh, luogo fondamentale per l’unione di culture differenti. L’archeologia si è rivelata uno strumento fondamentale per restituire alla società, così eterogenea, un forte senso d’identità.

«Il convegno, di cui siamo molto orgogliosi, consolida il rapporto storico con la Repubblica del Titano e inaugura quello con la Banca di San Marino» afferma la presidente del Meeting Emilia Guarnieri. «Che tutto questo avvenga all’insegna della cultura» continua la presidente «è qualcosa di estremamente significativo sia per una realtà come il Meeting, sia per una realtà come la Repubblica di San Marino soprattutto quando la cultura, come in questo caso, è sinonimo di civiltà, di resistenza alla barbarie».

«Il caso di Tell Mozan mostra il valore profondo della storia», conferma Giorgio Buccellati, «un valore che assurge a una dimensione tanto più sentita quanto più viene messo in pericolo da chi questa storia vuole sradicare: il cosiddetto stato islamico. Due modi antitetici di concepire l’identità: a partire da proclami effimeri, strumentali o addirittura perversi, oppure da valori veri e condivisi». Attorno agli scavi infatti sono emerse sinergie inaspettate, tanto più sentite quanto più grandi erano le distanze e forti le spinte disgregatrici.

“Le forze che muovono la storia sono le stesse che rendono l’uomo felice”, titolo del Meeting 2018, significa quindi anche che la popolazione siriana può dare nuovo senso al proprio passato, anche remotissimo, infondendovi nuova luce a partire dal presente. Paradossalmente, è il presente che nutre il passato, nel momento stesso in cui scopre lì l’humus del quale si nutrono le proprie radici.


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