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SOPRAVVIVERE ALLA BOMBA ATOMICA. LA TESTIMONIANZA DEGLI HIBAKUSHA
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Toshiyuki Mimaki, Nihon Hidankyo Organization, premio Nobel per la Pace 2024; Masao Tomonaga, professore scuola di Medicina dell’Università di Nagasaki. Modera Bernhard Scholz, presidente Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli ETS
Il Premio Nobel per la Pace 2024 è stato assegnato all’associazione Nihon Hidankyo, fondata dagli Hibakusha, i sopravvissuti ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. Nell’80° anniversario dallo scoppio della bomba atomica, mentre le minacce nucleari si manifestano nuovamente in relazione a guerre e conflitti, gli Hibakusha continuano a testimoniarci lo sforzo per realizzare un mondo libero dalle armi nucleari e ci mostrano un’autentica esperienza di pace.
Con il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Tracce
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BERNHARD SCHOLZ
Buongiorno e benvenuti a questo incontro sulla pace, e di questo parliamo. Prima di iniziare vorrei presentare e ringraziare la nostra amica Wakaka Sawito che dal 1988 ci aiuta nel Meeting. Lei è professoressa dell’Università di Nagoya in certe parti dell’anno e insegna l’italiano. Poi viene primavera all’Università Cattolica per insegnare il giapponese. La saluto adesso perché lei deve andare in cabina per tradurre i nostri ospiti. Grazie mille che sei venuta. Grazie.
WAKAKA SAWITO
Sentite bene, vero? Allora, eccomi, sono tornata a Meeting di Rimini. Io sono veramente contenta perché innanzitutto l’amicizia con voi è ormai dal 1988. Io sono una buddista. Io sono veramente contenta perché questo miracolo accade ogni giorno, quindi vi ringrazio tantissimo perché l’amicizia non si può fare da sola, quindi grazie a tutti.
BERNHARD SCHOLZ
Prima di iniziare devo fare un’altra cosa, devo farvi vedere questi bellissimi origami che ci hanno regalato i nostri ospiti. Gli origami sono delle opere d’arte che si fanno a mano e mentre la si fa si prega per la pace. Ci hanno portato 10.000 origami che distribuiscono in questi giorni al Meeting, fatte dalle loro comunità come segno della pace alla quale loro vogliono contribuire con la loro testimonianza. Li lasciamo qua come segno. Ringrazio di cuore Tishiyuki Mimaki della Nihon Haidanyo Organisation che ha avuto il premio Nobel della pace nel 2024 e il professor Masao Tomonaga dell’Università di Nagasaki. La foto che vedete dietro di noi è una foto della commemorazione del 9 agosto a Nagasaki alle ore accesa alle 11:02 nel momento in cui cadeva la bomba. E per noi, tra l’altro, in quel momento in cui cadeva la bomba il signor Mimaki aveva tre anni, il signor Tomonaga due anni. Sono della generazione dei sopravvissuti che hanno vissuto la loro infanzia in quelle città distrutte. Le ringrazio soprattutto per una cosa, hanno fatto un viaggio lunghissimo con tante difficoltà e quindi a maggior ragione siamo molto contenti di averli con noi oggi. La bomba all’uranio esplosa su Hiroshima il 6 agosto ha ucciso 140.000 mila persone. La bomba al plutonio, perché purtroppo hanno fatto anche esperimenti con l’uranio nato di plutonio, è stata sganciata su Nagasaki tre giorni dopo, ha provocato 74.000 morti e tutte le due città sono state rase dal suolo. Noi usiamo questi numeri, ma ogni singola persona è stata uccisa e questo riguarda anche altri momenti in questo Meeting in cui ci ricordiamo sempre di cifre, però è anche importante ricordarsi che sono sempre singole persone con una storia, una vita che vengono uccise. Ci sono commemorazioni che sono fine a sé stesso, metterci anche un modo di ricordare che ciò che vogliamo fare con questo Meeting è la costruzione con mattoni nuovi e bisogna rinnovare ogni tanto la memoria anche di questi eventi per rendersi conto di quale male l’uomo è capace e al contempo, e di questo sono particolarmente grato a loro due, dare testimonianza di come questo male può essere superato per un bene più grande. E questa è la grande testimonianza che loro portano nel mondo che è possibile vivere una memoria senza rancore, senza odio, ma con un cuore aperto a costruire dovunque una vita nuova. Prima di ascoltare i nostri due ospiti vorrei leggere la lettera del Vescovo di Nagasaki, Monsignor Peter Michiaki Nakamura, che lui ci ha voluto inviare per questo incontro. Ve la leggo. “In qualità di cittadino del Paese che ha subito la tragedia della bomba atomica, vorrei ringraziare il Meeting per aver invitato dal Giappone il signor Tshikui Mimaki, membro rappresentante del Consiglio giapponese delle Organizzazioni delle Vittime della Bomba Atomica, la Nihon Hidankyo Organization, e il signor Masao Tomanaga, medico e Presidente dell’Associazione Amici dei Sopravvissuti alla Bomba Atomica della Prefettura di Nagasaki. Quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario del bombardamento atomico. Il numero di sopravvissuti e la bomba atomica sta diminuendo e stiamo entrando in una generazione che non conosce più l’esperienza della guerra o i danni causati dalle bombe. In questo contesto, gli Stati dotati di armi nucleari o i Paesi sotto il loro controllo non partecipano ancora alla Convenzione sulle Armi Nucleari e la possibilità di sviluppare e utilizzare le più recenti armi nucleari è in aumento. Inoltre, in alcuni luoghi si stanno già combattendo varie guerre e molte persone stanno soffrendo per i danni causati da questi conflitti. A questo proposito, vorrei ringraziare, per aver ospitato al vostro incontro a Rimini, la Nihon Hidankyo Organization, che ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace l’anno scorso. Sono anche grato al dottor Masao Tomonaga, che avete invitato al vostro incontro per la sua amicizia personale e la sua guida, in parte perché vive nella città di Nagasaki e in parte perché è il presidente dell’associazione che onora il defunto dottor Takashi Nagai”. Il padre del professor Tomonaga è stato il medico che ha curato Takashi Nagai. “Prego che il vostro incontro di commemorazione per la tragedia della bomba atomica sia il primo passo per realizzare la pace che Dio desidera e, come un’onda del mare, possa straripare e commuovere il mondo intero. Da Nagasaki, con amore fraterno nel Signore, Peter Michiaki Nakamura, arcivescovo di Nagasaki.” Mi permetto di fare la prima domanda al signor Mimaki. L’associazione da voi creata aveva come prima attenzione quella della cura delle vittime, che spesso non era anche trascurata, ma al contempo avete assunto una missione importante, cioè quella di rendere presente al mondo la forza distruttiva delle armi nucleari e di testimoniare vie per la pace, vie di riconciliazione. La mia domanda è questa: come voi perseguite questo scopo e quali sono i vostri impegni perché questa riconciliazione possa accadere?
TOSHIO KIMIMAKI
Buongiorno, sono Toshio Kimimaki della Nihon Hidankyo, l’associazione giapponese dei sopravvissuti alla bomba atomica. Dopo aver viaggiato per quasi 30 ore, finalmente sono arrivato a Rimini. Innanzitutto desidero esprimere la mia sincera gratitudine al Meeting per il vostro invito. Come sapete, il Giappone è l’unico paese nel mondo colpito da una bomba atomica. Le bombe atomiche furono sganciate su Hiroshima il 6 agosto 1945 e su Nagasaki il 9 agosto 1945. Così la guerra è terminata. Proprio quest’anno, ad agosto, abbiamo commemorato l’ottantesimo anniversario del tragico evento della bomba atomica. È un momento toccante essere qui con tutti voi al Meeting di Rimini per questa occasione. Nel 1956 è stata fondata dalla signora Uchiro Moritaki l’associazione delle vittime di Hiroshima di nome Hidankyo. L’associazione afferma che le armi nucleari e l’umanità non possono coesistere. L’umanità deve vivere. Questa è una negoziazione assoluta non solo delle armi nucleari, ma anche dei rifiuti nucleari dell’energia utilizzata pacificamente, perché il plutonio impiega 25.000 anni per diventare innocuo. Sia le bombe atomiche che l’energia nucleare pacifica non possono coesistere con l’umanità. Ero un consigliere comunale quando un consigliere più anziano mi ha chiesto di prendere il suo ruolo nell’attività di Hidankyo. Quando ho cominciato, il rappresentante era il signor Sunao Tsuboi, quarto presidente di Hidankyo. Ho avuto esperienza della bomba atomica quando avevo tre anni e non avevo quasi nessun ricordo, mentre il signor Tsuboi all’epoca aveva vent’anni. Per questo motivo ha avuto un’esperienza terribile e aveva il forte desiderio che le armi nucleari dovessero essere abolite completamente. La prima volta che ho partecipato a una manifestazione all’esterno con il signor Tsuboi è stato nel maggio 2010, quando si è tenuta a New York la conferenza sul Trattato di Non Proliferazione delle Armi Nucleari. Il motto del signor Tsuboi era “non arrendersi mai”. E ora vorrei introdurre le ultime parole scritte da lui. Ho passato tanti anni di sogni e speranze. Ho ora 94 anni, varie malattie e mi rimane poco da vivere. La mia forza fisica e mentale viene piano piano meno. Sono consapevole di tutto questo, ma non mi arrendo mai. Nel 2014, quando mi hanno invitato negli Stati Uniti come rappresentante di Hiroshima a un incontro commemorativo per le vittime della bomba atomica organizzato da un gruppo civico a Washington DC, ho parlato in varie conferenze, nella chiesa locale, nella università e al Memoriale di Martin Luther King. All’inizio del mio discorso ho detto: come cittadino giapponese mi scuso per l’attacco a Pearl Harbor da parte dell’ex esercito giapponese e di alcuni politici e poi ho raccontato la mia testimonianza del bombardamento atomico e delle sue tremende conseguenze. Verso la fine della conferenza una giovane donna americana venne di corsa verso di me con le lacrime agli occhi e mi diede una lettera. C’era scritto: “Negli Stati Uniti si giustifica il bombardamento atomico perché ha messo fine alla guerra e quindi ha salvato ulteriori vite, ma noi dobbiamo scusarci con il Giappone”. Sono stato molto felice di sapere che la vera pace può essere raggiunta perdonandosi l’un l’altro. Al National Air and Space Museum Smithsonian ho avuto l’opportunità di vedere l’aereo B-29 Enola Gay che ha sganciato la bomba atomica. Inoltre ho visitato il museo dedicato all’olocausto degli ebrei, ma avevo il cuore spezzato da una storia così crudele, così sono uscito per strada. Nonostante siano passati 80 anni dal bombardamento atomico, l’abolizione delle armi nucleari è progredita lentamente. Il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari è stato adottato dalle Nazioni Unite nel luglio 2017, ma la realtà è che gli Stati dotati di armi nucleari e i paesi che si dice siano sotto l’ombrello nucleare non lo hanno ancora firmato o ratificato. Quindi quello che loro dicono “siamo nel giusto ad avere la bomba” è sbagliato. I sopravvissuti alla bomba atomica di Hiroshima del 6 agosto 1945 sono testimoni sopravvissuti ai raggi di calore, alle radiazioni e alle onde d’urto. Hanno girovagato alla ricerca dei genitori, fratelli e parenti scomparsi e sono stati esposti alla radiazione e hanno mangiato verdure contaminate. Ci sono molte persone che sono diventate orfane e hanno dovuto sopportare molte fatiche o che hanno vissuto da sole in un’epoca in cui non esistevano strumenti di sostegno, dovendo portare con sé i loro traumi in mezzo a una grande confusione. All’epoca ci sono state difficoltà estremamente dure, dolorose e tristi che oggi non potremmo nemmeno immaginare. Il 4 gennaio 2012 è giunta la notizia che le parole della memoriale della bomba atomica erano state spruzzate di vernice da persone senza cuore. Si tratta di un monumento commemorativo pieno dei pensieri delle persone che vogliono vivere la loro vita pienamente insieme alle tante persone morte nel bombardamento atomico. È stata una giornata triste fin dal primo mattino. Dopo la vittoria del Premio Nobel per la Pace del 10 dicembre 2024, la mia vita è cambiata radicalmente e sono diventato ancora più impegnato. Ho avuto la possibilità di discutere di pace con moltissime persone non solo a Hiroshima ma nell’intero Giappone e a volte ho anche incontrato il Primo Ministro per esprimere le mie opinioni. L’8 marzo 2025, in occasione della visita in Giappone del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ho avuto il grande onore di incontrarlo a Hiroshima. Ero molto commosso quando il Presidente mi ha detto direttamente: “Spero in un’umanità capace di apprendere dai propri errori, di costruire un mondo in cui nessuno dovrà più sperimentare una tragedia del genere”. “Ciò che voi avete vissuto e la lotta che avete sostenuto per un mondo migliore tocca a tutti voi e tutti noi”. “Vi ringrazio per aver scelto di trasformare il dolore in monito, la sofferenza in speranza e la tragedia in impegno”. L’unico desiderio dei sopravvissuti alla bomba atomica è che non vengano creati mai altri sopravvissuti alla bomba atomica. Per farlo dobbiamo eliminare le armi nucleari dalla terra. E noi siamo attivi per questo, non arrendersi mai.
BERNHARD SCHOLZ
Bene grazie. Al Dottor Professor Tomonaga abbiamo chiesto di raccontarci, perché come avete sentito ha vissuto la sua infanzia, la sua gioventù e poi come medico tutte le conseguenze decennali dopo la caduta della bomba, le varie ferite psichiche anche, non solo fisiche. E gli abbiamo chiesto come è possibile affrontare questo, come sopravvivere, ma non solo sopravvivere, come vivere dentro e con questo grande dolore. A lui la parola.
MASAO TOMONAGA
La maggior parte di noi ha cercato di sopravvivere dopo che si erano resi conto di aver superato la devastazione iniziale. Alcuni Hibakusha avevano delle ferite grandissime, si sono suicidati e non avevano più voglia di vivere, ma il numero di suicidi era piuttosto esiguo. Gli Hibakusha di Nagasaki, rappresentanza dell’umanità, sono stati abbastanza forti da risorgere e sperare in un futuro di recupero e nella creazione di nuove famiglie. Nel giro di tre mesi hanno anche iniziato a ricostruire le loro case, anche se erano delle povere baracche. Ora la loro età media supera gli 86 anni. Nonostante l’età avanzata, alcuni di loro sono ancora molto attivi nel movimento per l’eliminazione delle armi nucleari. Tuttavia nel mondo esistono ancora delle armi nucleari, più di 12.000 armi nucleari sono detenute da nove stati. Alcuni di essi stanno addirittura aumentando il numero delle loro testate nucleari in questo decennio e quindi vediamo ancora un’espansione delle armi nucleari, una nuova tendenza che si contrappone al disarmo nucleare iniziato alla fine della Guerra Fredda nel 1991. Lo scorso 10 dicembre il Comitato per il Premio Nobel per la Pace ha assegnato il premio 2024 alla Nihon Hidankyo, la confederazione giapponese delle organizzazioni dei sopravvissuti alle bombe atomiche e all’idrogeno che era stata fondata a Nagasaki nel 1956. Il Presidente del Comitato per il Premio Nobel per la Pace, il signor Friedness, ha dichiarato durante la cerimonia di premiazione degli Hibakusha che hanno rotto questo tabù del nucleare con il loro duro e lungo movimento antinucleare iniziato dal 1956, attraverso le loro testimonianze sulle bombe atomiche che erano state portate in tutti i paesi del mondo. Questa attività ha impedito il terzo uso della bomba atomica dopo Nagasaki. Hanno gridato “Nagasaki deve essere l’ultima città a essere distrutta da una bomba nucleare nella storia dell’umanità.” Durante il periodo della Guerra Fredda il tabù nucleare era diventato una norma internazionale, però sembrava fragile. Adesso, dopo l’invasione russa dell’Ucraina e con la minaccia di Putin di ricorrere alle armi nucleari, questo deterioramento della sicurezza nucleare richiede nuovamente il movimento degli Hibakusha per diffondere le loro testimonianze in tutto il mondo e soprattutto per le generazioni giovani, al fine di ristabilire il disarmo nucleare per la futura realizzazione di un mondo senza nucleare. Terumi Tanaka, di 92 anni, un Hibakusha di Nagasaki, rappresentante dell’Associazione Hidankyo e di tutti gli Hibakusha, ha promesso con una voce forte di ricominciare ancora una volta a lavorare per l’educazione alla pace dei giovani di tutto il mondo. Sono stato anche invitato a partecipare alla cerimonia dal Comitato per il Premio Nobel per la Pace e mi è stato chiesto anche di intervenire sul palco del Forum internazionale per superare l’attuale grave declino della sicurezza nucleare. Mi sono concentrato soprattutto sui miei 60 anni di assistenza medica e di ricerca sugli effetti della radiazione atomica sulla salute e ho riassunto che molti tipi di tumori solidi adesso stanno aumentando le sindromi mielodisplastiche con l’abbreviazione MDS, che è una forma di leucemia che colpisce gli anziani. Stanno mostrando curve di plateau dopo 80 anni dall’esposizione alle radiazioni ricevute in un minuto dall’esplosione del 1945. L’Istituto sulla Bomba Atomica dell’Università di Nagasaki studia gli effetti sulla salute e ha rivelato, grazie a uno studio di follow-up a lungo termine sulle cellule del corpo degli Hibakusha, in particolare sulle cellule staminali degli organi, come le cellule staminali del sangue nel midollo osseo sono state danneggiate a livello del DNA, causando molte anomalie cromosomiche e geniche nelle cellule precancerose o preleucemiche che sopravvivono insidiosamente per tutta la vita degli Hibakusha e questo provoca l’insorgenza sporadica di malattie maligne in alcuni di essi. Pertanto l’effetto dell’esposizione alle radiazioni sulle cellule del corpo è di fatto permanente. Purtroppo noi medici non disponiamo ancora di un trattamento efficace per eradicare tali cellule precancerose o preleucemiche. Io stesso ho sviluppato un cancro alla prostata sei anni fa, all’età di 76 anni. Applicando una nuova terapia radiologica con fasci di carbonio pesante al mio cancro alla prostata, ho ottenuto una remissione completa per sei anni. Quindi grazie ai recenti progressi dell’assistenza medica gli Hibakusha sono più felici di prima. Lo studio sulla seconda generazione di Hibakusha è ancora in corso e si basa su una tecnologia sofisticata di analisi di tutto il genoma completo che è stata sviluppata di recente per rivelare la trasmissione di anomalie genetiche dai genitori Hibakusha con dosi elevate di esposizione ai loro figli dopo 80 anni. Ci vorranno alcuni anni ancora per completare lo studio che si sta facendo su oltre 500 coppie. Gli effetti a lungo termine delle radiazioni della bomba atomica indicano chiaramente la natura anti-umanitaria delle armi nucleari e questo ha portato al consenso globale sulla natura disumana di tali armi e all’istituzione del trattato internazionale sulla proibizione delle armi nucleari, il TPNV, questo nel 2017. Queste armi dovrebbero essere eliminate tempestivamente e non dovrebbero mai essere riprodotte e utilizzate in una guerra nucleare errata. Il TPNV è stato il risultato più importante di questo decennio, tuttavia nessuno degli stati nucleari ha firmato il TPNV. Il Trattato sulla Non Proliferazione delle Armi Nucleari, l’NPT, è in vigore da 50 anni, ma non ha portato a risultati positivi in materia di abolizione nucleare con un grave deterioramento della sicurezza. Altri temi sono le misure per superare le politiche di deterrenza nucleare che sono fermamente mantenute dai nove stati nucleari dopo la fine della Guerra Fredda nel 1989. Nel 2023 la mia associazione di Hibakusha ha organizzato un tour negli Stati Uniti con 10 Hibakusha che hanno visitato studenti, universitari e liceali. Abbiamo potuto intrattenere delle conversazioni con più di 1000 cittadini statunitensi, durante le quali abbiamo scoperto che gli studenti statunitensi considerano le armi nucleari come qualcosa di anti-umanitario e che devono essere eliminate in futuro. Tuttavia hanno anche confessato di non riuscire a trovare delle buone misure da proporre al loro governo per abbandonare le armi nucleari. Poi abbiamo l’altra domanda che abbiamo ricevuto dal Meeting. Quali sono i desideri dei cittadini del mondo per un futuro senza armi nucleari? E questa è la mia risposta: l’era nucleare di cui noi cittadini di Hiroshima e Nagasaki siamo stati testimoni e osservatori diretti è durata oltre 80 anni, durante i quali abbiamo vissuto nel terrore di un terzo uso delle armi nucleari. Purtroppo siamo sempre più pessimisti sul futuro dell’eliminazione delle armi nucleari. La probabilità di un’estinzione globale dell’umanità a causa di una guerra nucleare su vasta scala sembra aumentare gradualmente e noi, gli Hibakusha, siamo fortunati ad avere già vissuto 80 anni. Però i giovani del 2025, adesso, dovranno vivere in un futuro incerto. Vogliamo che sia senza armi nucleari, ma questo sarà realizzato oppure no? Entro 20 anni noi, gli Hibakusha, diremo addio all’era nucleare e ai cittadini del mondo, ma la generazione dei giovani assisterà probabilmente al terzo uso delle bombe atomiche in una guerra o per un incidente. La loro responsabilità di cambiare la politica di deterrenza nucleare dei loro governi e la strategia sull’uso delle armi nucleari diventerà una realtà nei prossimi decenni. Come ha sintetizzato il Forum Nobel per la Pace di Oslo, il dialogo e la comprensione reciproca saranno indispensabili. Questo significa che la generazione dei giovani di tutto il mondo dovrà riuscire a creare una solidarietà che superi i confini tra stati dotati di armi nucleari e stati che non ne possiedono. Essi hanno il diritto di creare una solidarietà politica e allo stesso tempo hanno la responsabilità di realizzare un mondo senza armi nucleari. Vi ringrazio.
BERNHARD SCHOLZ
La seconda domanda che lui ha citato, Masao Tomonaga l’abbiamo rivolta per sapere quali sono i riscontri che lui ha nelle varie sedi di organizzazioni internazionali che lui frequenta e dove lui espone tutto quello che evidentemente è il momento più ampio, è quello che ci ha detto oggi e come avete sentito la risposta è neanche tanto ottimista. Lui vede che non è scontato che le armi nucleari vengano proprio censurate e che occorre uno sforzo continuo per ricordare le terribili conseguenze dell’utilizzo di queste armi. Uno poteva anche sperare che fosse un po’ più recepito la drammaticità di queste armi ma purtroppo dalla sua esperienza non è così come avete sentito e quindi a maggior ragione occorre quello che lui ha già introdotto, una comunicazione alle future generazioni, un incoraggiamento di mettersi in gioco per far modo che queste armi vengano proprio abolite e questo quindi la mia domanda al signor Mimaki voi fate un grande lavoro educativo con la vostra organizzazione e soprattutto con i giovani come svolgete questa attività.
TOSHIO KIMIMAKI
L’età media dei sopravvissuti alla bomba atomica è di 86 anni. Ciò nonostante, stiamo facendo del nostro meglio per affermare petizioni nella strada e per fare conoscere al maggiore numero possibile di persone, le esperienze dei bombardamenti atomici. Tuttavia non so per quanto tempo sarò in grado di farlo, pertanto la nostra speranza è che la prossima generazione comprenda pienamente l’orrore della bomba atomica e porti avanti le nostre attività. Inoltre Hiroshima e Nagasaki, entrambe bombardate, stanno lavorando insieme e nutrono grandi speranze per i giovani del futuro. Ad esempio a Hiroshima, l’apprendimento della parte di pace è incorporato nell’istituzione scolastica. Gli studenti della scuola elementare imparano a conoscere l’anno, il mese, il giorno e l’ora in cui la bomba atomica è stata sganciata e visitano il museo della bomba atomica nel Parco della Pace per ascoltare le storie dei sopravvissuti. Il 6 agosto partecipano a una cerimonia commemorativa di fronte alla Cupola della bomba atomica di Hiroshima e cantano la canzone della pace di Hiroshima. Inoltre gli studenti delle scuole elementari, medie e superiori che vengono da tutto il Giappone, visitano Hiroshima e Nagasaki in gita scolastica per capire veramente che cosa significa la pace. Vado anche nelle scuole elementari vicine e nelle scuole superiori lontane per parlare delle mie esperienze. A partire dall’attacco a sorpresa a Pearl Harbor, molti civili hanno perso la vita nei bombardamenti atomici. Io e la mia famiglia abbiamo sofferto molte difficoltà, così come molte persone oggi. Spero che quelli che mi ascoltano arrivino a capire in modo naturale nei loro cuori la disumanità della guerra e delle armi nucleari. Ci sono varie organizzazioni per i giovani, per esempio Kakuwaka che chiede ai membri del Parlamento eletti a Hiroshima se sono favorevoli o contrari al trattato di divieto delle armi nucleari. Le risposte sono pubblicate su Internet. L’Associazione dei figli dei sopravvissuti alle esplosioni nucleari è un’organizzazione che rilascia un libretto sanitario dei sopravvissuti anche alle seconde generazioni che non lo ricevono dallo Stato. Gli ambasciatori di pace delle scuole superiori è un’iniziativa tramite la quale i cittadini di Nagasaki attraggono studenti delle scuole superiori da tutto il Giappone e li inviano una volta all’anno all’ONU, continuando a fare appello per l’abolizione delle armi nucleari con le firme raccolte dal popolo giapponese. Ho saputo che il Meeting dell’Rimini è sostenuto da tanti giovani volontari. Mi ha colpito molto il fatto che i volontari siano i protagonisti non solo della gestione diretta di varie attività, ma che contribuiscano anche nei modi più diversi come parcheggiatori sotto il sole cocente, oppure con l’accompagnamento degli ospiti in auto, con i servizi di pulizia eccetera. Sono convinto che i protagonisti della creazione della pace siano tutti i giovani che saranno responsabili di questo futuro. Il futuro è un auspicio che i giovani di Hiroshima e Nagasaki partecipino al Meeting dell’Rimini e facciano insieme attività di volontariato per favorire l’amicizia e approfondire la solidarietà per la pace al di là delle differenze. In conclusione desidero portare nel mio cuore queste parole, “non arrendersi mai”, che sono state il punto di riferimento della mia vita e voglio continuare a impegnarmi per questo finché vivrò. E a voi giovani che siete il futuro del mondo vorrei offrire le parole, “non arrendersi mai”, per la pace nel mondo. Per questo prego voi adulti di nutrire i più giovani con la compassione propria del nostro buddismo e con l’amore del cristianesimo. Ecco, tutti insieme nei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi. Grazie.
BERNHARD SCHOLZ
Come avete sentito da questo applauso il vostro messaggio, la vostra testimonianza è stata colta accolta col cuore e noi faremo di tutto perché quello che ci avete consegnato possa raggiungere anche le future generazioni. Aggiungo che il signor Tomonaga e il signor Mimaki incontreranno in questa occasione del meeting in diverse occasioni dei giovani con i quali parleranno di quello che oggi ci hanno testimoniato il dottor Tomonaga ha incontrato anche alcuni nostri medici per condividere con loro anche a livello più scientifico quello che ci ha esposto. Quindi grazie di cuore per il vostro ascolto e per la vostra accoglienza e grazie soprattutto ai nostri ospiti. Grazie a tutti.










