VERSO IL MEETING 2012 - Tra desiderio e creatività

Un primo sguardo alle mostre della prossima edizione, un viaggio nella creatività e nella storia umana, seguendo il desiderio di infinito dell’uomo.

Gli uomini e le loro opere, la storia e la creatività umana, per documentare come l’uomo, cosciente del suo desiderio infinito, possa generare esempi e testimonianze per approfondire le circostanze attuali. Storie e approfondimenti per imparare per la prima volta, o ancora una volta, qual è la vera statura umana di ogni persona. Questo il contenuto e la sfida che le mostre di quest’anno porranno ai visitatori del Meeting.

Dall’amicizia con la professoressa russa Tat’jana Kasatkina, una delle più grandi esperte al mondo di Dostoevskij, è nata la proposta della mostra “È Cristo che vive in te. Dostoevskij. L’immagine del mondo e dell’uomo: l’icona e il quadro”. La rilettura dei suoi testi ci accompagnerà in un percorso per conoscere lo sguardo dello scrittore russo verso il mondo e il suo metodo creativo che ci permette di cogliere come le icone russe e la pittura sacra cattolica non si escludano a vicenda, ma siano elementi complementari di un’unica cultura cristiana.

Un team di professori e studenti universitari sono al lavoro per la mostra “L'imprevedibile istante. Giovani per la crescita”, un tema di scottante attualità che riguarda il futuro del nostro Paese. Sotto i riflettori è messa una fase cruciale della vita del nostro Paese, quella in cui si mostra la sua capacità di progettare il futuro: il percorso che i giovani compiono dagli studi all’avviamento dell’attività professionale. Il tema verrà affrontato attraverso la documentazione di esperienze che meglio sembrano affrontare i bisogni e le difficoltà. Di fronte all’attuale crisi non basta, a nessun livello, imparare a gestire meglio dei meccanismi, ma occorre saper cogliere e valorizzare quegli “imprevedibili istanti” in cui creatività, desideri, spirito di iniziativa diventano motore di sviluppo e di equilibrio sociale.

Esempi di uomini, che, a partire dal loro rapporto con l’infinito, hanno contribuito a costruire cattedrali, saranno riportati nella mostra “Ad Usum Fabricae. L’infinito plasma l’opera: la costruzione del Duomo di Milano”. Si partirà dalla cattedrale, poiché è l’edificio più espressivo della natura dell’uomo come rapporto con l’infinito, mettendo in luce il rapporto con il popolo, documentando, dunque, il legame con chi l’ha costruita, attraverso le cospicue donazioni. Si parlerà, inoltre, del rapporto tra la cattedrale e la città, per dimostrare come il cantiere abbia inciso profondamente sull’economia di Milano.

Dall’America Latina arriverà l’esposizione “Liberi per essere protagonisti. Bicentenario dell’indipendenza ispanoamericana”. A tema la storia del popolo ispanoamericano e il suo percorso di indipendenza. Ne emergerà, da un lato, l’autenticità dell’avventura umana, come impeto di un cuore che desidera una novità capace di cambiare il mondo, dall’altro, come l’impatto con la realtà porti ad una forte criticità, svelando il limite del desiderio di libertà, con il rischio di soccombere alla disperazione o al potere. Attraverso le figure dei comandanti del processo di indipendenza e le storie del popolo, una riflessione per capire qual è il vero motore del cambiamento.

Di libertà si parlerà anche nella mostra dal titolo “Albania, Atleta Christi. Alle radici della libertà di un popolo”. Attraverso grandi figure come quella di Giorgio Castriota Scanderbeg – l’athleta Christi che fermò l’avanzata ottomana verso l’Europa –, Madre Teresa di Calcutta o l’opera degli ordini religiosi cattolici, la mostra racconterà dell’indipendenza albanese, di cui ricorre il centenario, con una riflessione sul presente e sul vuoto identitario che vive il Paese ai giorni nostri.

C’è un valore profondo che accomuna ogni uomo? Basta curare la malattia o è più umano considerare la persona nella sua interezza? Sono le domande a cui risponderà la mostra scientifica di quest’anno, dal titolo: “Che cos’è l’uomo perché te ne ricordi? Genetica e natura umana nello sguardo di Jérôme Lejeune”. A tema la vita e l’opera del fondatore della genetica clinica, il cui processo diocesano per la causa di beatificazione verrà concluso l’11 aprile 2012, presso la cattedrale di Notre Dame di Parigi. Grazie all’apporto della Fondazione Lejeune e di un gruppo di genetisti internazionali, si racconta di Lejeune, dalla sua formazione alle scoperte scientifiche e della sua lotta in favore della vita. La mostra proseguirà con una sezione sugli enormi progressi della genetica – spesso utilizzati più per selezionare, che per curare la persona – e sulla domanda se sia possibile che il nostro destino sia scritto nei nostri geni.

John Waters e la sua passione per il rock saranno il motore della mostra “Tre accordi e il desiderio di verità. Rock’n roll come ricerca dell’infinito”. Ma si conciliano il rock e il desiderio infinito? Lo scopo della mostra è proprio quello di mostrare che, diversamente da quanto indicato dalla definizione di ‘musica del diavolo’, il rock è un mezzo che spesso riesce a trasmettere il senso più fondamentale dell’umano desiderio dall’artista all’ascoltatore, nonostante una cultura e un’industria discografica il più delle volte ostili. Si cercherà di tracciare questo viaggio dalle origini blues e gospel, fino ad arrivare a professionisti quali i Coldplay, gli U2 e i Mumford & Sons, che aderiscono a questo impulso originale senza cercare di attirare l’attenzione su ciò che stanno facendo. Verranno messi in risalto alcuni aspetti caratteristici dell’esperienza del rock: il processo di composizione, l’intensità della prestazione, l’onere della notorietà e il rischio di bruciarsi, quasi fatalmente, per la sproporzione delle energie che sono in gioco.

Infine, nelle piazze delle mostre verranno ospitate tre esposizioni dedicate a tre carismi, uomini, che, vivendo fino in fondo il loro rapporto con la realtà e con Dio, hanno generato un popolo: don Didimo Mantiero, don Eugenio Corecco e san Girolamo Emiliani.