30 anni di Meeting / gli interventi più significativi

José O’Callaghan

Il Meeting giunge quest’anno alla sua trentesima edizione. In occasione di questo anniversario, da qui ad agosto segnaleremo sul sito quindici interventi di personaggi che hanno partecipato al Meeting e che hanno segnato la storia della manifestazione, raccontando le circostanze in cui avvennero e mostrando le immagini degli incontri.

Il Meeting per tre anni ha avuto l’occasione di ospitare, tra i suoi relatori, José O’Callaghan, noto docente di Papirologia al Pontificio Istituto Biblico, autore e divulgatore dell’identificazione del frammento 7Q5, contenente un breve passaggio del Vangelo di Marco, precisamente i versetti 6,52 e 53.

O’Callaghan, gesuita spagnolo, con una lunga e prestigiosa carriera universitaria, iniziò a studiare a Roma i frammenti di papiro ritrovati nel 1987 nelle grotte tra le rocce ad ovest del Mar Morto, vicine al Kirbet Qumran. Lo studioso spagnolo ne parlò durante la sua prima visita al Meeting, nel 1991, durante l’incontro dal titolo “E Marco scrisse”, in compagnia di Giancarlo Cesana. “Devo confessare che non avevo mai avuto la pretesa di rintracciare un frammento neotestamentario, nella grotta 7 di Qumran. Il mio contatto con questa grotta si dovette al fatto che stavo redigendo un catalogo dei papiri greci dell’Antico Testamento. Poiché in quella grotta erano già stati identificati due papiri della LXX, dovevo interessarmi di quelli, e così sono entrato nella grotta 7 di Qumran. (…) In questa occasione mi lasciai trasportare di nuovo da questa mia curiosità scientifica e, in conformità con l’edizione ufficiale, supposi che si trattasse di una genealogia”.

In un primo momento, O’Callaghan ricercò tracce del papiro all’interno del Vecchio Testamento. Racconta così durante l’intervento: “Ero sul punto di abbandonare il mio impegno di identificazione di questo frammento, quando, più per reagire alla delusione del momento che per vera convinzione scientifica, osai verificare se nel Nuovo Testamento potesse esserci qualcosa di corrispondente ai frammenti conservati in questo papiro”.
Dalla pubblicazione dei suoi articoli, O’Callaghan fu oggetto di molta attenzione e di aspre critiche: la sua scoperta rappresentava la più antica testimonianza della vita e dei miracoli di Cristo, un primo “documento” della sua reale esistenza. “La vera questione di tutta questa problematica è la seguente: se la tradizione orale è molto lunga, le impressioni che gli uomini vanno trasmettendosi corrono il pericolo di modificare la realtà degli avvenimenti iniziali: questo lo sappiamo per esperienza personale(…)Per contro, se ora abbiamo un papiro di Marco dell’anno 50, risulta che solo a pochi anni dalla sua morte ci viene riferito dei miracoli del Signore da parte di autori che l’hanno visto personalmente o almeno ne hanno udito parlare da testimoni oculari o auricolari.”

Nel 1993, O’Callaghan tornò a far visita al Meeting, riproponendo a tema il frammento di papiro 7Q5, partecipando all’incontro “Tutto si gioca in un frammento: Qumran e archeologia cristiana”. Dopo due anni, l’attenzione scientifica verso questa scoperta era profondamente cambiata, abbandonando l’iniziale diffidenza. Scienza e fede, ancora una volta, possono coesistere: “In quanto Professore del Pontificio Istituto Biblico di Roma, la mia missione non è quella di fare apologetica, bensì quella di lavorare con il massimo rigore scientifico. D’altra parte, non ho mai dubitato che la vera scienza, con il culto della Verità, porti necessariamente a Dio.”

O’Callaghan, grazie alla sua scoperta scientifica, diviene così portavoce, attraverso il papiro, dell’autenticità dell’esperienza cristiana fin dalle origini. Nel 1995 tornò la terza volta al Meeting, esprimendo l’attaccamento alla manifestazione. Un’amicizia durata negli anni e testimoniata proprio dalle parole di O’Callaghan, durante l’incontro “Se il mondo si rivolse al cristianesimo senza miracoli, quest’uno è tal che gli altri non sono il centesmo” : diffusione del cristianesimo e storicità”. “L'anno 1991 ebbi l'onore di partecipare alla chiusura del Meeting. È stata davvero un'esperienza indimenticabile per tanti motivi, ma specialmente perché fu la prima occasione per conoscere da vicino il vostro movimento. Da quel momento ho avuto tanti rapporti con voi non soltanto in Italia e Spagna, ma anche in America Latina, Argentina e Brasile, e posso apertamente confessare che ovunque ho trovato lo stesso spirito e la stessa comunione di ideali per la propagazione del regno di Cristo. (…) Un collega alcuni giorni fa mi ha detto: "la tua scoperta sarà riconosciuta ma non ora, tra 40 o 50 anni: puoi metterti il cuore in pace". Ho messo da tempo il cuore in pace, con l'aiuto degli amici di Comunione e Liberazione.”

Leggi la trascizione dell'intervento "E Marco scrisse"

Leggi la trascrizione dell'incontro “Tutto si gioca in un frammento: Qumran e archeologia cristiana

Leggi la trascrizione dell'incontro “Se il mondo si rivolse al cristianesimo senza miracoli, quest’uno è tal che gli altri non sono il centesmo” : diffusione del cristianesimo e storicità

Guarda lo speciale sui 30 anni di Meeting realizzato da Il Sussidiario.net

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