30 anni di Meeting / gli interventi più significativi

Li Lu

Il Meeting giunge quest’anno alla sua trentesima edizione. In occasione di questo anniversario, da qui ad agosto segnaleremo sul sito quindici interventi di personaggi che hanno partecipato al Meeting e che hanno segnato la storia della manifestazione, raccontando le circostanze in cui avvennero e mostrando le immagini degli incontri.

Il Meeting da trent’anni si occupa dei grandi temi internazionali, dando voce ai protagonisti che sulla propria pelle vivono od hanno vissuto momenti storici fondamentali. Certamente il 1989 rappresenta un anno di svolta, segnato da grandi avvenimenti, come la caduta del Muro di Berlino od i sanguinosi attacchi in Piazza Tienanmen.

Testimone proprio della strage provocata dal regime comunista è un giovane ragazzo di 23 anni, Li Lu Male, che arriva al Meeting narrando quanto i suoi occhi hanno potuto vedere durante le manifestazioni a Pechino. L’incontro, dal titolo “Cina, l’immutabilità di un sistema”, presenta i racconti di altri tre ospiti, David e Peter Turnley, reporter, rispettivamente, per il Newsweek e per il Detroit Free Press, ed Aldo Brandirali.

Ancora oggi permane un fitto mistero sul quanto è accaduto nella Piazza di Pechino, rimangono le immagini, trasmesse in tutto il mondo, di un evento che avrebbe cambiato il corso della storia, una invocazione alla libertà rispettosa del desiderio di verità di ogni uomo. Li Lu, vice responsabile del comitato direttivo dello sciopero della fame e leader del Comitato di Gestione di Piazza Tienanmen, ha incantato per due ore il pubblico del Meeting, raccontando quanto accaduto durante la primavera del 1989. “Il popolo cinese viveva e vive una vita miserevole e la situazione è molto grave. Vi è un'inflazione molto forte, nessuna libertà di parola. I problemi si ripetono. Già nel 1919 gli studenti volevano parlare, levare la loro voce, in quanto rappresentanti della gente comune, per poter dare suggerimenti al governo. Niente di più. (…) Vorrei darvi un esempio: il 21 aprile più di 100.000 studenti erano seduti sulla piazza pacificamente, solo per scrivere un documento nel quale esprimere i nostri desideri”.

Li Lu racconta dello sciopero della fame, iniziato durante le manifestazioni pacifiche in Piazza Tienanmen, indetto per ottenere dal governo l’attuazione di alcune richieste basilari. Dopo tre settimane di occupazione, il 4 giugno inizia l’attacco dell’armata cinese, che ha portato al massacro di un numero ancora oggi indefinito di persone.

“Gli studenti decisero di creare un'università che si sarebbe chiamata Università di Democrazia della piazza di Tienanmen e hanno anche fatto questo statuto della democrazia e una statua intorno a cui abbiamo celebrato la creazione di questa università. Abbiamo fatto dei discorsi. Questo è durato due ore, le sole due ore di vita di questa università. Poi i carri armati sono entrati nella piazza e hanno spazzato via tutto quello che avevano creato. Gli studenti, gli operai, gli intellettuali, i cittadini, tutti sono stati uccisi e così anche la statua della nostra Università della Democrazia è stata spazzata via”.

Le parole di questo giovane protagonista sono ancora per noi oggi una testimonianza vivida della storia cinese. In particolare, rimane la forza, il desiderio di libertà che questo popolo chiede nei confronti del regime. Un incontro che è giusto ricordare, tra i tanti momenti del Meeting.

Li Lu ha riconosciuto una serie di punti di contatto tra il suo movimento e la manifestazione riminese: “mi hanno parlato del vostro movimento qui in Italia, sono stupito e commosso da quanto avete fatto, io posso capire la vostra lotta, quello che voi state facendo perché qualche cosa che vuol portare a trattare gli essere umani come tali. È esattamente quello che noi studenti vogliamo, quello per cui lottiamo, quello che vogliamo per il popolo cinese”.

Commuove ancora oggi la richiesta di Li Lu a conclusione del suo intervento: il giorno precedente al suo incontro, durante lo spettacolo inaugurale del “Miguel Mañara”, era rimasto colpito da “Povera voce”, una canzone, come da lui stesso commentata, “che parla di gente comune, normale, di esseri umani che dicono: il nostro mondo è piccolo ma bello, un mondo uguale per tutti”. Vorrei cantare questa canzone con voi, amici miei, e vorrei invitare tutti i miei amici a cantarla”.

Per leggere la trascrizione dell'intervento di Li Lu:
Cina, Immutabilità di un sistema

Guarda lo speciale dedicato ai 30 anni di Meeting realizzato dal Sussidiario.net


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