30 anni di Meeting / Gli interventi più significativi

Hans Urs von Balthasar

Il Meeting giunge quest’anno alla sua trentesima edizione. In occasione di questo anniversario, da qui ad agosto segnaleremo sul sito quindici interventi di personaggi che hanno partecipato al Meeting e che hanno segnato la storia della manifestazione, raccontando le circostanze in cui avvennero e mostrando le immagini degli incontri.

Hans Urs von Balthasar (1905 – 1988) è considerato uno dei più importanti teologi cristiani del Novecento. L’arco della sua opera, contenuto in ben 119 volumi, abbraccia l’intera eredità occidentale della filosofia, della letteratura, dell’arte e della teologia. Dopo gli anni della formazione, durante i quali studiò appassionatamente musica e letteratura, nel 1929 entrò nella Compagnia di Gesù. Decisivi per la sua formazione teologica furono gli incontri con Erich Przywara, Henri de Lubac, Karl Barth, mentre la collaborazione con Adrienne von Speyr portò alla fondazione dell'istituto San Giovanni, della Johannes Verlag ed alla elaborazione di un pensiero teologico dominato dall'idea che solo l'amore è credibile. Su questo fondamento von Balthasar costruì la sua vasta opera teologica che prese forma compiuta nella trilogia di Gloria, Teodrammatica, Teologica.

Nel 1972, con i teologi Henri de Lubac, Joseph Ratzinger e altri (Karol Wojtyla collaborò successivamente a portare la rivista in Polonia), Balthasar fondò la rivista internazionale di teologia e cultura Communio, che oggi è pubblicata in quattordici lingue diverse. Come ricorda il teologo americano David Schindler in un articolo su Tracce del mese di Maggio (http://www.tracce.it/default.asp?id=266&id2=245&id_n=7003&ricerca=Balthasar ) per il teologo tedesco Communio fu “uno strumento per esplicitare la dottrina conciliare di fronte alle controversie ed alla dilagante incertezza che seguì il Concilio rispetto alla fede cattolica storica e al significato stesso dell’esistenza umana”. Nel giugno del 1984 Giovanni Paolo II gli consegnò il premio internazionale “Paolo VI” e successivamente lo nominò cardinale, ma von Balthasar morì pochi giorni prima del concistoro.

L’attualità del pensiero di von Balthasar è stata ribadita anche da Benedetto XVI, il quale ha riconosciuto la dimensione spirituale della sua teologia. Come emerge dalla lettera inviata da Papa Ratzinger durante l’incontro commemorativo “Solo l’amore è credibile”, in occasione del centenario dalla nascita del teologo di Basilea, (Roma, 6-7 ottobre 2005), Benedetto XVI ha ricordato von Balthasar: “Ritengo che la sua riflessione teologica mantenga intatta fino ad oggi una profonda attualità e provochi ancora molti ad addentrarsi sempre più nella profondità del mistero della fede, tenuti per mano da una guida così autorevole”.

Von Balthasar ed il Meeting si incontrano una sola volta: era il 1984, anno intitolato “America, Americhe: 1984. l’impossibile tolleranza?”. Il famoso teologo prese parola all’ incontro, “Se Cristo non fosse più scandalo e follia per gli uomini e popoli”, di fronte ad un pubblico di almeno quindici mila persone. Scrisse Il Tempo: “Uno dei maggiori teologi del secolo ha parlato davanti a 15.000 giovani che lo hanno ascoltato in silenzio assoluto”. Mentre l’inviato del Il Messaggero scrisse: “Assistere ad una conferenza di Hans Urs von Balthasar è un avvenimento intellettuale insolito, un’esperienza affascinante”. Alla conferenza pubblica seguì anche un incontro informale dove venne letteralmente assalito da nugoli di domande che lo sorpresero per il livello di comprensione, l’acutezza e la forza di esperienza umana che esprimevano. Nel suo intervento definì “scandalo” e “follia” nel contesto biblico e mise in discussione la Chiesa e le società del tempo, in questo caso le due Americhe, che razionalmente tradiscono “la folle sapienza di Dio, per aderire alla propria umana sapienza”.

Durante l’intervento esaminò la contemporaneità, caratterizzata da una perdita del contatto con la teologia cristiana propriamente detta. L’uomo si avvale di una forma di razionalismo che tradisce lo Spirito che regna nella Chiesa e si affida al proprio sapere. In tal modo la follia divina si fa dialettica, portando le società contemporanee ad un uso improprio del Vangelo per far politica e perseguire una “teologia della liberazione”. Ma, come sosteneva von Balthasar, la libertà non è qualcosa che si può imporre, mentre il mondo è pieno di questa pretesa. “Lo scandalo della Croce e la follia di Dio non sono affatto degli slogan a nostra disposizione. (…) L’uomo terreno non accoglie le cose proprie dello stato di Dio; per lui sono stoltezza e non le può capire, perché è grazie allo Spirito che si giudica. Ma l’uomo spirituale giudica tutte le cose, (perché) noi possediamo il pensiero di Cristo. Noi l’abbiamo, non come un possesso, ma sempre come dono. E questo dono ci è dato non per noi, ma per essere comunicato e questo dono liberatore si diffonde solo nella comunione. E la comunione che libera ed è la libertà, essa sola, che rende possibile la comunione. Ma noi non costruiamo né la libertà né la comunione. Entrambe e la loro unità sono pura grazia di Dio”.

Nel 1989 gli venne dedicata la mostra al Meeting “La verità è una sinfonia”, dove in una parte si ripercorse la sua formazione culturale, musicale e religiosa, proseguendo successivamente attraverso gli scritti del grande teologo. Il senso della mostra era quello di approfondire e rendere manifesto un “metodo teologico” di cui von Balthasar si era fatto portavoce, che vive nella costante tensione fra l’uno (il Cristo), il tutto e la molteplicità, cioè nelle forme dell’umano nelle quali prende forma ed espressione il volto di Gesù.

Per leggere la trascrizione dell'intervento di von Balthasar:

Se Cristo non fosse più scandalo e follia per gli uomini e popoli

Per vedere la mostra a lui dedicata:

La verità è una sinfonia

Guarda lo speciale sui 30 anni di Meeting realizzato da Il Sussidiario.net


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lunedì 11 maggio 2009





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