Vi raccontiamo il Meeting del Reno

Marzo 2026
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“Ein Schatz in zerbrechlichen Gefäßen” (un tesoro in vasi di creta) è il titolo dell’undicesima edizione del Rhein Meeting, la manifestazione che si svolge al centro Maternushaus di Colonia, a pochi passi dal celebre Duomo, e che quest’anno si tiene da venerdì 13 a domenica 15 marzo. Qui potete trovare il programma delle tre giornate. Lo seguiremo con il racconto, i video, le foto.

Intanto qui don Gianluca Carlin, prete triestino in Germania dal 1994, ci racconta perché proprio questo tema: «Siamo in un periodo in cui si parla molto di crisi. Qui in Germania, a livello sociale, a livello personale, se ne dibatte nelle scuole, nella società, nella politica. Noi abbiamo voluto partire non dalla crisi, ma da quello che può dar speranza all’uomo».

Venerdì 13 marzo. I volontari, la mostra di Ermanno, il ministro Liminski

Come tutti i Meeting che si rispettano, nelle immagini raccontiamo l’incontro iniziale con i volontari (non ancora tutti, sono in tutto una cinquantina)

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e qui le visite guidate alla mostra “Un tesoro in vasi di creta - Ermanno ‘lo storpio’ chiamato a guardare in alto”, completamente tradotta in tedesco (video compresi), che è il fil rouge dell’intero evento.
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L’evento clou della serata è però l’incontro “Fede cristiana e responsabilità politica”, un dialogo con Nathanael Liminski (CDU), ministro per gli Affari federali ed europei, gli Affari internazionali e i Media del Land Nordrhein-Westfalen e capo della Cancelleria di Stato.

Nel corso dell’incontro si parla del rapporto tra fede personale e impegno politico. Liminski, quarantenne cattolico molto impegnato nella vita pubblica, è diventato noto a livello nazionale già in giovane età per il suo coinvolgimento nella rete “Generation Benedikt” ed è oggi tra i politici emergenti più riconosciuti in Germania.

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Nel suo intervento, Liminski ha descritto l’impegno politico come un servizio essenziale per il bene comune, fondato sull’immagine cristiana dell’uomo e sulla difesa della dignità umana. Ha dichiarato poi di rifiutare fermamente le “guerre culturali” e l’uso strumentale e divisivo della religione, condannando duramente sia le derive dell’AfD sia il populismo statunitense, rivendicando al contempo una forte sovranità europea nella regolamentazione dei media e delle Big Tech. Infine, ha proposto una vigorosa apologia del compromesso politico: «Lungi dall’essere un cedimento morale, esso rappresenta l’espressione più alta della democrazia, necessaria per tradurre gli ideali in soluzioni concrete e migliorare la società senza rifugiarsi nell’immobilismo della pura dottrina».

Qui una nostra sintesi in 5 punti del suo intervento.

Sabato 14 marzo. Il vescovo Varden, le fragilità dei più giovani e Gaudí

Belle facce stamattina al Meeting del Reno.
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Arriva l’ospite più atteso, Erik Varden. “Vie d’uscita dalla solitudine” il titolo del suo intervento. Convertito al cattolicesimo, VArden appartiene all’ordine dei Trappisti ed è stato abate dell’abbazia di Mount St. Bernard in Gran Bretagna. Ha studiato teologia e filosofia a Cambridge. A fine febbraio ha predicato gli esercizi spirituali per Leone XIV e la Curia romana. Nel 2025 è stato relatore sul tema del Meeting: “Nei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi”. Qui a Colonia risponde invece alle domande di don Gianluca Carlin, che in precedenza aveva introdotto il tema generale dell'evento (qui i 5 punti della sua introduzione).
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Ecco cosa ci ha detto Varden stesso, riassumendo due passaggi importanti del suo intervento, “Vie d’uscita dalla solitudine”. Se vi incuriosiscono le sue parole e vi interessa sapere qualcosa di più, vi proponiamo una nostra sintesi molto ampia del suo intervento.

Il pomeriggio di sabato si è aperto con un intervento dedicato a una delle questioni più urgenti del nostro tempo: la crisi psicologica che attraversa molti adolescenti e giovani. Sul palco Ulrich Voderholzer, psichiatra e direttore sanitario della Schön Klinik Roseneck di Prien am Chiemsee, uno dei centri europei più importanti per la cura dei disturbi alimentari e dei disturbi ossessivo-compulsivi. Da anni Voderholzer lavora quotidianamente con giovani pazienti e con le loro famiglie, osservando da vicino le fragilità, le pressioni e le domande che segnano questa generazione.
Nel programma dell’evento ci sono varie iniziative dedicate ai più giovani. Sabato pomeriggio i ragazzi dai 10 ai 18 anni hanno partecipato a una visita guidata al Kölner Dom, uno dei simboli più straordinari della città. Il Duomo di Colonia è ancora oggi un’opera viva, cresciuta pietra dopo pietra nel corso dei secoli.
E intanto la mostra “Un tesoro in vasi di creta” continua ad attirare l'interesse dei visitatori, con visite guidate spontanee non previste dal programma.
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L’ultimo incontro della giornata è la conferenza multimediale di Kathrin Benz, studiosa di Gaudí, e si intitola proprio “Rapiti dalla bellezza: Antoni Gaudí e la Sagrada Família di Barcellona”. Ecco i 5 punti che ci hanno colpito di più.

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Non poteva mancare un grande classico del Rhein Meeting, la cena nella birreria “Dom im Stapelhaus” sulle rive del Reno, conclusa con una cantata che ha coinvolto i 300 partecipanti. E il supporto musicale è di prim’ordine.
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Domenica 15 marzo. Santa Messa, villaggio ragazzi e famiglie accoglienti

La santa messa che apre la giornata di domenica 15 marzo si tiene nella basilica di Sant’Orsola, patrona di Colonia. Orsola, secondo una tradizione medievale, era una principessa cristiana uccisa a Colonia insieme a 11.000 compagne dagli Unni nel IV-V secolo. Celebra il vescovo Erik Varden. Attraverso l’itinerario spirituale della Quaresima e in particolare la guarigione del cieco nato, ha ricordato il celebrante, la Chiesa ci esorta a non restare neutrali, ma a scegliere coraggiosamente Cristo come “luce del mondo”, permettendogli di ricrearci e di illuminare e trasformare ogni oscurità della nostra vita.
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Potrebbe mancare uno spazio per bambini e ragazzi al Rhein Meeting? Certo che no. Ci sono due ambienti dedicati, per i più piccoli con giochi e animazione e per i più grandi, che stamattina hanno ascoltato attentissimi una presentazione su Gaudí della professoressa Kathrin Benz.
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Toccante la testimonianza finale. Due famiglie, i Cech e i De Santis-Bosi, testimoniano la sfida di crescere figli con gravi disabilità. Quella che all’inizio sembrava una tragedia si è trasformata in un privilegio. Grazie alla fede e all’abbraccio di veri amici, hanno scoperto l’immenso valore di ogni vita. Da questo cammino nascono opere solidali come l’ong “La Mongolfiera”, dimostrando che il dolore condiviso apre alla gioia.
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 La gallery fotografica del Rhein Meeting

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