
Debito e sviluppo: un bivio per l’Italia
Il dato è noto: oltre il 137% del PIL. Ma dietro questa cifra ci sono conseguenze quotidiane – meno margini per la spesa sociale, ritardi negli investimenti in sanità, scuola, infrastrutture. Un bivio che interroga tutti: politica, imprese, istituzioni, cittadini. Non basta discutere di “tagli” o “austerità”: occorre capire quali leve attivare per costruire un nuovo sviluppo.
Gli studi più recenti della Banca d’Italia e dell’OCSE insistono su un punto: un debito elevato non è solo un problema contabile, ma una questione che tocca la fiducia. Senza prospettive di crescita credibili, il rischio è che le risorse vengano assorbite dal servizio del debito anziché destinate a innovazione, formazione e inclusione sociale. Allo stesso tempo, però, il debito non è di per sé un ostacolo assoluto: se orientato a investimenti produttivi – quello che gli economisti chiamano “debito buono” – può diventare uno strumento di sviluppo. La vera sfida è distinguere tra spese che alimentano solo il presente e quelle che costruiscono futuro.
Da Gardini a Perrotta, protagonisti dell’economia e delle istituzioni a Rimini
Il confronto vedrà in campo personalità che rappresentano mondi diversi dell’economia e delle istituzioni, accomunati dall’esperienza diretta nel misurarsi con sfide di sistema. Maurizio Gardini, alla guida di Conserve Italia e presidente di Confcooperative, porta con sé la lunga esperienza nel settore agroalimentare, emblema di un modello che unisce imprenditorialità e cooperazione sociale. Luigi Gubitosi, oggi operating partner di Advent International, ha percorso una carriera che lo ha visto protagonista nei vertici di grandi aziende, dalle telecomunicazioni al mondo bancario, affrontando da vicino processi complessi di trasformazione e ristrutturazione.
Daria Perrotta, Ragioniere Generale dello Stato, incarna il punto di vista delle istituzioni pubbliche: la sua attività si muove ogni giorno sul difficile crinale tra vincoli di bilancio e diritti sociali, con la responsabilità di garantire sostenibilità ai conti dello Stato. Infine, Roberto Sancinelli, presidente e amministratore delegato di Montello S.p.A., ha saputo trasformare un’azienda del settore siderurgico in una realtà di punta nel campo dell’economia circolare, mostrando come anche dai vincoli ambientali possano nascere nuove opportunità di sviluppo.
A moderare il dialogo sarà Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, che guiderà il confronto cercando di mettere in luce convergenze e differenze di approccio.
Un appuntamento da non perdere
L’incontro “Mattoni nuovi per lo sviluppo” si terrà il 25 agosto 2025 alle ore 19.00 nella Sala Gruppo FS C2. L’iniziativa è sostenuta da Regione Emilia-Romagna, Montello e Yoga.







