
«Immaginate di venire al mondo adesso…»




Fare il padre vuol dire ricordare a qualcuno che siamo figli
La fregatura sta qui. «Siamo abituati a non pensare alle domande fondamentali della vita», proseguiva Poretti, «e a viverla senza riflettere: ci siamo, quindi carriera, star bene, vivere comodi, agiatamente, no? E la fregatura è proprio questa. Apparente, però: perché una volta che uno percorre questa strada credo possa scoprirne la ricchezza. Ed è un’ospitalità meravigliosa. Fare il padre vuol dire ricordare a qualcuno – perché è una cascata – che siamo figli, che dipendiamo da qualcuno, che non ci siamo fatti da soli. E poi ho detto che conosco tutti i tipi di papà: quelli che non si sveglieranno mai di notte quando il bambino piange (quasi tutti), quelli che non cambieranno mai un pannolino (un po’ più di “quasi tutti”) e poi quelli che gli hanno già comprato il pallone».
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