Scoperte o invenzioni?

24 Agosto 2025

Siamo andati a visitare la mostra HOMO FABER, chiedendoci come mai proprio questa fosse arrivata al Meeting. Lo abbiamo chiesto allo scienziato e curatore della mostra, Sergio Riva.

Sergio ci ha spiegato che partendo dal titolo del Meeting che fa riferimento ai “nuovi mattoni”, insieme a Euresis , hanno pensato di preparare un percorso espositivo che illustrasse i “nuovi materiali”.
In particolare, ci siamo soffermati su due materiali: uno molto noto, la plastica, l’altro meno conosciuto, il Nitilon.

PLASTICA O POLIPROPILENE

La plastica è stata inventata dall’italiano Giulio Natta, che nel 1954 con il suo gruppo di studio inventò un nuovo polimero: il polipropilene. La cosa più importante è che lui non l’ha scoperta da solo; infatti, ognuno aveva una propria specializzazione che ha permesso questa nuova invenzione.
Subito si sono resi conto che questo materiale era altamente resistente e in si diffuse velocemente in moltissimi ambiti.
L’altra caratteristica di questo materiale è che essendo resistente è indistruttibile e quindi difficile da smaltire. Quindi ci si è resi conto che bisognava affrontare una nuova sfida. Si possono creare nuove plastiche biodegradabili?  Ebbene, hanno addirittura scoperto come si fa a costruire la plastica dagli scarti vegetali!

LEGA MEMORIA DI FORMA

Sapete che esiste un materiale che, se riscaldato, ritorna alla sua forma originaria? Noi l’abbiamo conosciuto direttamente con un esperimento: il Nitilon. Si tratta di una lega di Nichel e Titanio inventata negli Stati Uniti nel 1962 per scopi bellici. La cosa interessante che abbiamo appreso, è che questo materiale è ora usato moltissimo in ambito biomedico. Nel 2002, infatti, hanno realizzato una valvola stent che si utilizza negli interventi cardiovascolari. E’ stata una scoperta rivoluzionaria che ha migliorato la vita di moltissime persone.

Subrahmanyan Chandrasekhar premio Nobel per la Fisica diceva: “In qualche strano modo, qualsiasi fatto scoprii o qualsiasi percezione nuova ebbi non mi parve mai una mia “scoperta”, bensì piuttosto qualcosa che esisteva da sempre e in cui ebbi solo la fortuna di imbattermi”.

Insomma, per costruire con “mattoni nuovi” bisogna sempre considerare i mattoni che esistevano prima.

Bianca Maria, Chiara, Rebecca e Samuele