Diventiamo grandi ma non basta. Con Cecilia Torchiana abbiamo parlato di come è cambiato in questi anni il Villaggio Ragazzi del Meeting.
C’è sempre stato il Villaggio Ragazzi al Meeting ma non è sempre stato cosi come lo vedete oggi. L’idea del Meeting è sempre stata l’incontro tra adulti ma anche tra ragazzi, in questi anni pero è cambiato molto ed è diventato più grande. Come noi.
Cecilia Torchiana è la responsabile del Villaggio Ragazzi dal 2022, ci lavora tutto l’anno insieme ad un gruppo di 15 volontari (quasi tutte donne). Dal 2019 lavora all’ ufficio mostre del Meeting e tre anni dopo ha preso anche la responsabilità del Villaggio.
Questo luogo nel tempo si è evoluto, infatti oggi non solo i bambini e i ragazzi lo frequentano ma anche i genitori e i loro amici.
L’idea di Cecilia è che il villaggio non sia un “parcheggio” dove lasciare i bambini e andarsene, ma un posto dove i ragazzi possono imparare un sacco di cose, anche riguardo al tema del Meeting.
“Già il fatto di essere qua mi fa sentire voluta”, racconta Cecilia.
Come vi è venuta l’idea di fare uno spazio giochi antichi quest’anno?
“Eravamo con degli amici, al Giardino dei Colori, quando abbiamo visto un’area dedicata ai giochi antichi e i nostri figli si sono messi a giocare e sono rimasti tutto il pomeriggio lì a divertirsi. Abbiamo pensato subito che doveva esserci un’area giochi antichi anche al Meeting! Da lì è partita l’idea.”
Quando è stato fatto il sito online del Meeting e la pagina del Villaggio ragazzi ?
“Sono nati quasi subito perché voi ragazzi facevate degli articoli cosi belli che ci sembrava un peccato non pubblicarli”
Ti senti mai stanca di lavorare in fiera?
“ Si, è molto faticoso essere responsabile del villaggio ragazzi. Ogni tanto mi ritrovo esausta dal Meeting ma ogni volta che mi guardo intorno, mi succede qualcosa, come questa intervista che mi fa ricordare di essere voluta qui adesso.”
Non possono essere separati il contenuto e il contenitore, racconta Annalisa Titolo, designer che si occupa degli allestimenti.
Quanto tempo avete per allestire la fiera ?
“Incominciamo a pensarci ad ottobre, ma sono solo idee vaghe: incominciamo a lavorarci sul serio solo a gennaio. Per prima cosa faccio la bozza di come potrebbero essere disposte le mostre e i laboratori. Quest’anno ci siamo divisi in due gruppi: metà faceva la mostra di re Artù, l’altra metà Gaudì.”
E ci sono mai imprevisti?
“Succede molto spesso, ad esempio quest’anno ci hanno avvisato all’ultimo che volevano fare un muro di mattoni con delle parole, per fortuna abbiamo risolto disegnando con dei pennarelli. Lavorando spesso in gruppo infatti riusciamo più facilmente a risolvere i problemi.”
Elena Tonini, Ancilla Martinuzzi, Tommaso Martinuzzi, Christian Luchitta









