Incontro con l’insegnante e scrittore che ci ha fatto scoprire anche quanto sia importante osservare
Un giorno, una di noi, Elena, si è detta: “Elena, ora tu scrivi una storia.” Ma si è accorta che le idee che le venivano: erano noiose e non le davano gusto.
Oggi all’incontro con Pietro Viscardi, insegnante e scrittore, abbiamo scoperto che stava facendo una forzatura. Le idee, invece, non le creiamo noi, ma “ci piovono in testa”, come dice Collodi in Pinocchio. O come racconta J.K. Rowling, l’autrice di Harry Potter che, durante un viaggio in treno da Manchester a Londra, ha iniziato a fantasticare su una scuola di stregoneria che poi è diventata la famosissima Hogwarts delle sue storie. Anche a Pietro Viscardi piovono spesso le idee nella testa. Per esempio quando, durante il COVID, dovendo stare da solo a casa gli venne quella per un libro la cui protagonista è una ragazzina che va in bicicletta in una città fantasma. E da qui è nato uno dei suoi romanzi, “Corrieri”, uscito nel 2023: la storia di un pugno di ragazzi che con le loro biciclette portano il cibo agli uomini chiusi nelle loro case.
Ma allora dobbiamo star fermi e aspettare che le idee ci piovano sulla testa?
No! Un’idea non può essere forzata, ma va accompagnata. Non puoi essere pigro e aspettare che le idee ti vengano senza impegnarti, ma la vera arte sta nell’accompagnarle e trasformarle in qualcosa di grande. E per questo ogni esperienza può essere utile. Ad esempio, Gaudi raccogliendo una foglia di magnolia, scoprì che poteva usare quella forma per creare un tetto della scuola nel cantiere della Sagrada. Qui sta la differenza fra chi osserva e chi no: mentre Mastro Ciliegia vede in un tronco di legno soltanto un tronco, Geppetto ci vede la possibilità della nascita di un bimbo.
“Chi è senza speranza”, dice Flannery O’Connor, “non solo non scrive romanzi ma, quel che più conta, non ne legge. Non ferma a lungo lo sguardo su nulla perché gliene manca il coraggio”.
Occorre avere coraggio e impegnarsi! Come dice il protagonista del film Green Book: “Mio padre diceva: ‘qualunque cosa fai impegnati sempre, quando ridi, ridi, quando lavori, lavora e quando mangi, mangia tutto quello che c’è!’”
Ok, ma quando nella vita incontro degli ostacoli alle mie passioni, come faccio? Per esempio nel corso dell’incontro, una ragazza che ha la passione per l’equitazione e per problemi fisici non può più cavalcare, ha chiesto a Pietro: “E adesso come faccio?”
Lui ci ha pensato un po’ e ha detto che una risposta vera e propria non ce l’ha, e sarebbe stupido fingere di saperla. Però ha anche aggiunto che “i limiti che incontri nella vita sono anche maestri e strade. Com’è accaduto al grande poeta Ungaretti, al quale la guerra e le trincee hanno impedito di scrivere storie e che la scarsità degli spazi e del tempo per scrivere hanno costretto a scrivere poesie brevi, ma uniche”.
Forse, senza quei limiti, non avremmo avuto il grande Giuseppe Ungaretti.
Elena Rivara, Emanuele Iuliano, Giacomo Giudici, Camilla Mattiaccio








