La natura, maestra di Gaudì

23 Agosto 2025

Come la natura ha stimolato il modo di vedere, immaginare e ideare l’arte del grande architetto spagnolo.

Chiara Graziadei, curatrice della mostra  “Antoni Gaudì maestro della pietra e collaboratore della creazione”, ci ha guidati alla conoscenza dell’architetto spagnolo.

Durante la visita della mostra la sala che ci ha più colpito è stata quella che esponeva una foglia di palma, una conchiglia, una pigna di cipresso, un ramoscello di lavanda, semplici oggetti che hanno ispirato le forme architettoniche nel suo lavoro.
Gaudì da bambino era affetto da reumatismi che lo hanno costretto a stare spesso fermo: questa condizione apparentemente negativa, gli ha permesso di osservare la campagna e la natura circostante.

E’ stato interessante cogliere l’attenzione di Gaudì nei confronti della natura e della creazione; ogni aspetto naturale era lo spunto per realizzare qualcosa di bello e utile. Infatti lui diceva: “La natura è la mia maestra”.

Un momento importante per Gaudì è stato l’incontro con Eusebi Guell che durante la vita dell’artista lo finanzierà e lo aiuterà a realizzare le sue opere più importanti. I due poi diventeranno grandi amici. Dalla natura di questo rapporto emerge una peculiarità che accompagna le opere di questo artista: nella sua vita ha sempre collaborato con qualcuno e viveva la letizia e la felicità in quello che realizzava.

Aveva a cuore il benessere degli operai e delle loro famiglie. Sapeva che l’opera della Sagrada sarebbe stata lunga, quindi ha pensato ad abitazioni belle e comode per loro, delle scuole per i figli, dove potessero imparare usando i materiali forniti dalla natura (conoscere la geografia usando la terra e l’acqua).

In questo percorso ci siamo imbattuti in una frase di Gaudì che ci ha provocati:
“Per fare bene le cose bisogna prima amarle, di seguito verrà la tecnica” . Possiamo dire che Anton Gaudì fosse solamente un architetto?

 

Antonia, Alessandra, Giulia, Francesco, Tommaso