Il bene va fatto bene

26 Agosto 2025

Dialogo con Andrea Avveduto, giornalista di Pro terra sancta, che racconta il Medioriente da 15 anni.

“La speranza è possibile solo se c’è qualcuno che sa amare”. Le storie che abbiamo incontrato oggi intervistando Andrea Avveduto, giornalista di Pro terra sancta, sono testimonianze di speranza e di amicizia. Come quella di Louay, un frate francescano della Siria. Un giorno scopre che un suo amico parrocchiano è condannato per blasfemia dal tribunale islamico, a 10 giorni di prigione e a 100 frustate in pubblico. Visto che il suo amico ha circa 75 anni, e per lui subire 100 frustate vorrebbe dire morire, decide di andare lui stesso al tribunale islamico a parlare. “Non giudico il vostro modo di operare, perché dovete seguire la legge che vi è imposta”, ha detto, “ma vi chiedo solo una cosa: date le frustate che avreste dato al mio amico, a me”. Dopo varie riflessioni, il tribunale decide che non può rispondere con la morte ad un gesto di bene, quindi decide di liberarli entrambi. Da qui in poi quel tribunale non ha più condannato a morte nessuno. “Quando davanti a noi accade un grande gesto di amore, senza accorgercene, la nostra vita e il modo di cambiare le cose, cambia”.

Dopo la caduta del regime di Assad, le minoranze religiose fanno più fatica a convivere perché non sono più obbligate dal potere a farlo. Questo ha favorito, purtroppo, numerosi attentati, come quello avvenuto in una chiesa cattolica alcuni mesi fa. Un terrorista imbottito di esplosivi, durante una celebrazione è entrato in chiesa, per farsi esplodere. Solo il coraggio di un padre che lo ha abbracciato, trascinandolo fuori, ha permesso di limitare il numero dei morti.

In questa situazione drammatica, però, non ci sono solo attentati ed episodi di violenza, ma anche persone che cercano di costruire la pace, come l’attuale vescovo di Aleppo Hanna Jallouf che, in modo inaspettato, è diventato amico di Al-Julani, attuale presidente della Siria e leader della fazione siriana di Al Qaida.

Come hanno fatto a diventare amici?

“Quando era ancora prete, Hanna è andato da Al-Julani e gli ha detto: ‘Io non diventerò mai musulmano e tu non diventerai mai cristiano, ma cerchiamo insieme di trovare il bene per il nostro popolo’.

Tempo dopo, il Papa chiama Hanna e gli dice che lo proclamerà vescovo di Aleppo. Al-Julani lo viene a sapere e lo convoca da lui, insieme ad almeno 50 parrocchiani. Arriva il pullman e si ritrovano, tra millle paure, al palazzo del governo, qui li attende un rinfresco con tanti dolci e una torta gigante, oltre a delle bomboniere. ‘Ma questo non è un matrimonio!’ Dice Hanna, che non capisce. ‘Ma tu sei il nostro sposo!’ Gli risponde Al-Julani.

“Se c’è una luce di speranza che attraversa le crepe del dolore, c’è un’apertura per fare del bene”.

 

Carolina Chalhoub, Caterina Chrappan Soldavni, Lucia Favarato