Radio Radicale, quarant’anni di racconto del Meeting

Eugenio Andreatta Home, News

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Forse non tutti sanno che oltre al nostro canale Youtube, c’è anche un’altra fonte nel nostro paese che ospita regolarmente i convegni del Meeting, oltretutto con un notevole lavoro di catalogazione, trascrizione, aggiunta di note e di tag. È il sito web di Radio Radicale. Proprio in questi giorni Gianni Rubagotti, collaboratore volontario della testata con un’innata passione per gli archivi audio, ci ha fatto pervenire documenti che testimoniano di un interesse radicale al Meeting fin dagli anni Ottanta (nella foto, la redazione della Radio nel 1983) che può destare stupore, visti i non pochi punti di divergenza su temi anche essenziali.

Ecco quindi dagli archivi della testata gli audio della conferenza stampa di presentazione dell’edizione 1985, e nello stesso anno l’incontro con padre Romano Scalfi sull’Altra Europa, un approfondimento sul mondo della cooperazione, il convegno con Andreotti e il ministro degli esterni della Germania Ovest Genscher, l’incontro con monsignor Ersilio Tonini sulla droga (con posizioni evidentemente molto lontane da quelle dei radicali) e perfino l’intervento di don Luigi Giussani sul tema “Dio ha bisogno degli uomini” così come la conferenza stampa di presentazione dell’edizione 1986.

Da dove arriva l’interesse di Radio Radicale per il Meeting già negli anni Ottanta? «Può stupire molto che la radio nata dal Partito Radicale si sia interessata a questa manifestazione», risponde Rubagotti, «Pannella veniva dagli anni Settanta della legalizzazione del divorzio e dell’aborto ed era erede di una cultura lontana, anticlericale, che non sembra avere proprio nulla a che fare con don Giussani. Il primo documento relativo al mondo di Comunione e Liberazione che si trova negli archivi digitali della radio (disponibili gratuitamente online sul sito radioradicale.it, ndr) non è relativo al Meeting ma è un dibattito intitolato “Cooperazione per l’aiuto allo sviluppo” organizzato dal Movimento Popolare a Roma nel 1984. E i radicali di allora venivano proprio da una battaglia contro lo sterminio per fame dove avevano incontrato il mondo cattolico».

Il Meeting, spiega Rubagotti, era in linea con una regola che Pannella dava ai suoi militanti, «quella di fare attività ad agosto, quando c’è poco da raccontare e quindi c’è più spazio sui media, e quindi anche la Radio in quel periodo aveva fame di notizie». Il motivo più profondo però secondo Rubagotti in realtà era un altro: «È probabilmente l’essenza stessa di Radio Radicale che proprio perché radicale è dare voce alle voci, a tutte le voci, anche e soprattutto alle più lontane. Permettere ai suoi ascoltatori di farsi un’idea della politica in base all’accesso diretto al documento integrale e non ai riassunti mediati dei giornali e al confronto fra le diverse culture politiche. Il Meeting con i suoi dibattiti culturali, i suoi ospiti di valore internazionale (come il ministro degli esteri della Germania Ovest Genscher nel 1985) prima che un evento che era lontano dai valori di Pannella era per la radio un evento irrinunciabile perché con una caratteristica molto rara nella politica di questi giorni: aveva qualcosa di profondo da dire».