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Incontro con il grande imam el-Tayeb: il Meeting «semina speranza nelle nostre anime»

Pace, dialogo, amicizia tra i popoli, lotta al fondamentalismo, senso religioso i temi trattati

La missione di tre giorni del Meeting di Rimini in Egitto si è conclusa mercoledì 24 ottobre con l’incontro con il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmed el-Tayeb, la maggiore autorità dell’intero mondo islamico sunnita. Un incontro a cui hanno partecipato anche alcuni rappresentanti della Biblioteca di Alessandria, il partner con cui è stata realizzata la trasferta egiziana del Meeting.

Pace, dialogo, amicizia tra i popoli, lotta al fondamentalismo, senso religioso i temi dell’incontro. Non identificati astrattamente, ma vissuti nel concreto, come concretissima è l’esperienza di quarant’anni di Meeting. È stato Wael Farouq in apertura dell’incontro a presentare il Meeting e la sua storia. Il Grande Imam ha ascoltato con attenzione sottolineando il valore dell’esperienza del Meeting, che «semina speranza nelle nostre anime» e aiuta le persone a vivere degnamente in un mondo caratterizzato da crisi e crescente povertà.

L’incontro di Al-Azhar, ha ricordato Emilia Guarnieri, nasce sull’onda dell’emozione per il recentissimo abbraccio tra il Grande Imam e papa Francesco, «un episodio che ci riempie di commozione» e che mostra come l’amicizia tra uomini veramente religiosi possa costruire la pace. El-Tayeb da parte sua ha definito l’incontro con papa Francesco «un dono di Dio, assolutamente non programmato».

«Nell’incontrarla portiamo tutti nel cuore la memoria di don Luigi Giussani», ha poi affermato Roberto Fontolan, direttore del Centro internazionale di Comunione e liberazione, «che ci ha insegnato un’esperienza viva della fede come risposta ai bisogni dell’uomo. Senza di lui oggi non saremo qui».

Molto belle le parole finali del grande Imam che si è soffermato sul «linguaggio dei cuori, che rende più sensibili ai bisogni del prossimo». «Sono stata colpita dalla personalità e dalla religiosità profonda del nostro interlocutore», ha commentato al termine Emilia Guarnieri, «ho percepito una sintonia profonda. Quando c’è il riconoscimento tra i cuori tutto il resto viene di conseguenza».