
Un libro-icona da riscoprire e contemplare
Situato nella sezione dei libri sapienziali della Bibbia, il Cantico dei Cantici brilla come un piccolo faro luminoso: un testo prezioso che trova spazio di riflessione anche in un incontro della 47ª edizione del Meeting per l’amicizia tra i popoli. Tra i relatori, il poeta e traduttore Davide Brullo definisce il Cantico «un roveto ardente in cui tutti si scottano», mentre il cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, lo descrive come un testo «tanto pericoloso quanto trasparente».
Nel Cantico il nome di Dio non compare mai esplicitamente, ma viene “balbettato” attraverso l’immagine di una “fiamma divina”: «Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché forte come la morte è l’amore, tenace come il regno dei morti è la passione: le sue vampe sono vampe di fuoco, una fiamma divina» (Ct 8,6).
Un amore cosmico che “muove” tutte le creature
L’amore tra l’amato e l’amata, protagonisti del libro, lascia intravedere il mistero stesso di Dio. La loro unione è il segno del Dio Creatore che chiama all’esistenza ogni cosa: un Dio che crea amando e ama creando.
Questo sentimento non è soltanto un’esperienza intima e individuale - simbolo dell’alleanza che Dio instaura con ciascun essere umano - ma è l’espressione di un amore “cosmico”, riflesso dell’affetto incondizionato del Creatore per tutte le sue creature.
Il Cantico ci ricorda che l’amore è la corda più profonda dell'animo umano: l’unica capace di dischiudere il senso della vita, di accendere il desiderio di pienezza e di risvegliare in noi il bisogno fondamentale di amare e di essere amati.
Perché tornare al Cantico per osare e amare?
Il Cantico rispolvera l’altissima dignità dell’essere umano e rivaluta l’importanza della reciprocità tra uomo e donna. Non teme di affrontare la radicale fragilità che si sperimenta quando si ama, perché l’amore è una pienezza che passa attraverso il vuoto, una conoscenza che attraversa la ricerca, una luce che risplende dopo la tempesta.
Chi ama non teme di avventurarsi nel buio. È proprio da quella penombra che si sperimenta come l’amore sia l'unica forza che “move il sole e l’altre stelle”, il mondo intero e la vita di ogni essere vivente.







