
Hibakusha, una testimonianza che attraversa il tempo
6 agosto 1945. Alle 8:15 del mattino una luce accecante squarcia il cielo di Hiroshima. Tre giorni dopo, anche Nagasaki viene colpita. È l’inizio dell’era atomica. Chi è sopravvissuto a quelle esplosioni ha visto cambiare per sempre la propria esistenza. In Giappone li chiamano Hibakusha: letteralmente, “persone colpite dall’esplosione”.
Nel tempo, alcuni di loro hanno scelto di trasformare il ricordo in memoria. Hanno dato vita all’organizzazione Nihon Hidankyo, che da decenni si batte per un mondo libero dalle armi nucleari. Proprio a questa associazione è stato assegnato il Premio Nobel per la Pace 2024. Non per un riconoscimento simbolico, ma per la concretezza con cui da 70 anni gli Hibakusha incontrano quotidianamente scuole, istituzioni, governi, con un impegno basato sulla memoria e sulla speranza.
Mimaki, Tomonaga, una sola domanda: che cosa significa sopravvivere?
Al Meeting saranno presenti Toshiyuki Mimaki e Masao Tomonaga, due testimoni che non hanno mai smesso di raccontare.
Mimaki, nato a Hiroshima, aveva tre anni quando la bomba colpì la città. Era con la famiglia a Kusatsu, poco più di due chilometri dall’epicentro. Non ha visto la luce accecante, ma ne ha vissuto tutte le conseguenze: la morte del padre, le ustioni della madre, una lunga scia di dolore che ha segnato la sua infanzia e la vita adulta. Oggi, da vicepresidente di Hidankyo, Mimaki gira il mondo per dire: «Ciò che è successo a me, non deve mai più succedere a nessun altro».
Tomonaga, invece, è nato a Nagasaki nel 1943. Due anni appena, quando la bomba devastò la città. È figlio di Msanobu Tomonaga, medico che ebbe in cura Takashi Paolo Nagai, il medico cristiano di Nagasaki sopravvissuto alla bomba e morto nel 1951 in fama di santità e che gli era vicino al momento della morte. Quelle immagini, quei racconti, lo segnarono. Ha scelto di diventare medico anche lui, specializzandosi in ematologia. Per decenni ha curato pazienti colpiti da leucemie e altri tumori causati dalle radiazioni. Oggi è professore emerito all’Università di Nagasaki, unendo il rigore dello scienziato alla forza del testimone.
In un’intervista rilasciata a Simone Disegni per Open online, Tomonaga ha detto: «Molti dei miei pazienti erano bambini. Curarli significava non solo salvare una vita, ma mantenere viva la memoria di quello che era successo. Non possiamo permetterci di dimenticare». «L’arma nucleare è ancora viva nel mondo», ha aggiunto, «è una realtà, non una teoria. Per questo dobbiamo continuare a raccontare».
“La testimonianza degli Hibakusha”, un incontro per chi vuole ascoltare
L’appuntamento è per lunedì 25 agosto 2025, alle ore 12:00, presso l’Auditorium isybank D3 alla Fiera di Rimini. A moderare l’incontro sarà Bernhard Scholz, presidente della Fondazione Meeting.
Non sarà una conferenza. Sarà un’occasione di condivisione: di dolore, ma anche di umanità. Perché la pace non è un’utopia, se qualcuno ha il coraggio di viverla e raccontarla, anche dopo aver toccato l’inferno.
ℹ️ Tutte le informazioni sull’incontro sono disponibili qui:
👉 Sopravvivere alla bomba atomica – La testimonianza degli Hibakusha









