VITA FRA MONDI

Proiezione del docufilm di Aldeas Scholas Films sui murales promossi da Scholas Occurentes, fondata da Papa Francesco.
Con l’introduzione di Mario Del Verme, coordinatore internazionale Sport Scholas Occurentes; Ezequiel del Corral, regista del docufilm; Mariana dos Santos Barradas, protagonista portoghese del docufilm ed educatrice Scholas Occurrentes.

Papa Francesco celebra con i giovani la creazione dell’opera più grande del mondo. In occasione della XXXVII Giornata mondiale della gioventù, papa Francesco dette la pennellata finale a un murale lungo quasi 4 chilometri, realizzato da giovani, anziani, bambini di diverse religioni e non credenti di varie nazionalità. L’opera culmina in una sorta di “Cappella Sistina” che riunisce la diversità di generazioni, origini e religioni.

Con il sostegno di Regione Emilia-Romagna

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MARIO DEL VERME

Buonasera a tutti e benvenuti a Vita Fra Mondi. “Bisogna trasformare il caos in un cosmo, trasformare quello che non ha senso, quello che è disordinato, quello che è caotico e farne un cosmo”. Così Papa Francesco ha descritto quello che lui ha visto alla GMG di Lisbona e in questo caso a Cascais, trovandosi di fronte un’opera enorme fatta dai ragazzi di Scholas due anni fa. Vita Fra Mondi riunisce i percorsi dei suoi protagonisti abbracciando tutte le generazioni attraverso una diversità di realtà e credenze, partendo dagli insegnamenti di Papa Francesco. Questo film è un inno all’umanità, insegnando con la sua poetica sonora e visiva la nostra responsabilità a guardare in faccia il nostro caos, andare incontro alla vita e dare un senso alla nostra esigenza. Il film nasce dall’esperienza comunitaria di Scholas. Papa Francesco, nell’incontro mondiale di Scholas il 5 giugno del 2020, ha definito così il suo lascito: “Scholas è nato da una crisi, ma non ha alzato i pugni per combattere la cultura, né ha abbassato le braccia per rassegnarsi. È uscita per ascoltare il cuore dei giovani, per coltivare una nuova realtà. Scholas si affaccia attraverso le fessure del mondo, non con la testa, ma con tutto il corpo, per vedere se dall’apertura ritorna un’altra risposta. Questo è educare. L’educare ascolta o non educa. L’educare crea cultura o non educa. L’educare ci insegna a festeggiare o non educa”. Qualcuno mi potrebbe dire: “Ma come? Educare non è sapere le cose?”. Questo è sapere, ma educare è ascoltare, creare cultura e celebrare. Così è cresciuta Scholas. Mariana dos Santos Barradas, una protagonista del film, così descrive la sua esperienza quando l’abbiamo invitata, sapendo che oggi avremmo trasmesso il film: “Nei luoghi deserti costruiamo con mattoni nuovi”. Quando ho letto questa citazione ho sentito che parlava proprio a noi, a ciò che viviamo in Scholas. Partecipare al film è stato per me un modo per dare immagine e voce al cuore della pedagogia di Scholas, la scelta di ascoltare veramente, di incontrare prospettive diverse, di costruire insieme un significato. Perché quando tutto ciò che ci circonda sembra rumore e vuoto, arriva quell’incontro che mi ricorda che non sono solo, che la mia voce conta e poi aggiunge: “Condividere chi sono, avere il coraggio di essere autentico, di commettere errori, di ridere, di commuovermi, di tornare al mio centro. Tutto questo è visibile nel film. Questi non sono personaggi, sono persone reali, storie reali, ognuno respirando attraverso la propria ferita”. Bellissima questa idea della ferita perché credo sinceramente che oggi l’umanità abbia bisogno di più spazi dove poter guardare, creare, costruire anche nel deserto. Stasera è qui con noi Ezeqiel del Corral che è il regista, insieme a Teresa Leverato che è in questo momento in Spagna a Madrid e poi ci racconterà. Adesso ci vediamo il film. Ezeqiel di Buenos Aires, ci conosciamo da diversi anni. Abbiamo condiviso l’esperienza di Scholas Occurrentes nei dieci anni con Papa Francesco, è stata una grande avventura col Papa. Vediamo il film e poi due domande al regista.

Proiezione del Film

MARIO DEL VERME

Ciao a tutti. E l’ospite inatteso, com’era il film nella parte finale, no? Allora, intanto grazie perché l’ho visto già qualche volta il film e mi commuove rivederlo perché questo ospite atteso è anche in me, lo cerco. E quindi vorrei chiederti due domande. Vorrei farti la prima domanda, è un po’ il tema del Meeting: “Nei luoghi deserti costruiamo con mattoni nuovi” e Aldeas significa villaggio. Quali sono i mattoni di Aldeas? Quali sono i mattoni nuovi di Aldeas? Quali sono i mattoni nuovi di questo film?

EZEQIEL DEL CORRAL

Bene, innanzitutto grazie a tutti di stare qua, di guardare il film. So che non è un film facile da guardare, quindi grazie. Per la risposta io ho qualcosa che ho scritto, quindi mi permetto di leggere, anche se l’italiano non è la mia lingua di cuore, la voglio tanto bene, quindi ho scritto anche in italiano. Spero, mi dispiace se dico cose in un italiano un po’ rustico. Però prima di parlare di mattoni nuovi vorrei soffermarmi un istante sul deserto e approfittare del fatto che siamo in Italia per evocare uno dei grandi maestri del deserto, uno che è stato capace di indicare molto tempo fa ciò che oggi ci accade come umanità, il grande Dino Buzzatti. Buzzatti lo ha fatto in un modo tanto semplice quanto concreto. Un deserto e una fortezza. In mezzo, una frontiera invisibile e una promessa di grandezza che non arriverà mai. Il deserto, un orizzonte aperto, il luogo della possibilità, espressione di ciò che è già morto, ma anche di ciò che non è ancora nato. Nel deserto si cammina, si alza lo sguardo al cielo, si prega alle stelle, nel deserto fiorisce la fede perché, come diceva Holderlin, “là dove cresce il pericolo cresce anche ciò che salva”. Il deserto è contatto con la propria sete, con ciò che ci apre le crepe della terra in attesa di essere colmate con l’acqua della vita. La minaccia più grande, più ancora che affidarsi allo sconosciuto del deserto, è quella di rinchiudersi nella paura, nella sicurezza dello conosciuto, nella soddisfazione delle certezze e continuare a girare a vuoto. Qualcuno mi disse una volta che il vero inferno è sentirsi soli, rinchiusi in sé stessi. La fortezza Bastiani in mezzo al deserto è forse la rappresentazione perfetta della macchina che l’essere umano si è inventato in ogni epoca per schiacciare l’incertezza, abolire il desiderio, silenziare la chiamata e vivere una vita piccola ma sicura, fatta di burocrazia, di regole rigide, di routine, fatta di promozioni, promesse e di imprese che non arrivano mai. La fortezza è la paura di vivere all’altezza della nostra stessa vita. Mattone dopo mattone, certezze dopo certezze, è stata costruita nel cuore di ogni cultura, ma anche dentro di noi. “Il deserto dei Tartari” è un classico e se lo è, come ogni classico, è perché è stato capace di ritrarre non solo il suo tempo, ma ciò che nel suo tempo si nascondeva come chiamata originale e dunque eterna, come pericolo e occasione di ogni tempo e di ogni cultura umana. La sete, la vita alienata, la vita autentica, il vuoto e il senso dell’esistenza. Papa Francesco aveva chiarissimo questo richiamo, distingueva sempre un’epoca di cambiamenti da un cambiamento d’epoca. Ebbene, i cambiamenti d’epoca accadono solo quando si abbandona la fortezza e si è capace di consegnarsi al deserto. Per questo, prima di parlare di mattoni nuovi, credo fermamente che dovremmo imparare ad abbandonare la fortezza e a camminare nel deserto. Papa Francesco, subito dopo aver assunto il suo pontificato, ha lanciato nel mondo Scholas, il suo movimento educativo con la missione di insegnare questo. Sapeva che l’educazione in tutto il mondo ci fornisce strumenti per sviluppare la nostra vita dentro la fortezza, ma nessuno ci insegna l’abbandono delle pretensioni, l’affidamento allo sconosciuto, la relazione con il mistero, l’apertura all’altro, alla propria sete, alla propria chiamata. Ci offrono le risposte, ma non ci mettono in contatto con le domande che da sempre hanno fondato tutte le culture e che lì rimangono e rimarranno finché ci sarà un essere umano sulla Terra. Scholas centra la sua pedagogia in questa dimensione. I suoi valori, le qualità umane che coltivano il suo movimento sono il mistero, la gratitudine, la passione, la bellezza, la creatività e la comunità. Tutti valori ricettivi, valori che implicano aprirci, renderci sensibili, lasciarci toccare dalla vita, abitare il caos che ciò comporta e dare un senso alla nostra esistenza. Sostituire la procrastinazione della fortezza con la celebrazione del presente. La gratitudine è il risultato finale, ma non ci attende in un futuro di gloria, ci accompagna serenamente nel quotidiano. Spero che Vita fra mondi, questo film, abbia generato in voi più domande che risposte. Spero sia stata un’esperienza, una commozione e che abbia provocato almeno un piccolo caos nei vostri cuori. Ci vuole coraggio per entrare in contatto con sé stessi e ci vuole poesia per dare una risposta originale, la più propria che io possa offrire a ciò che oggi la vita ci chiede come persone, come famiglia, come popolo, come umanità. Se i mattoni nuovi hanno come cava il dubbio della notte e la sete del deserto, se sono fatti di memoria, di sogni, di dolori e di gioie, di coraggio e di poesia, non so quale realtà vivremo, ma sono certo che ne varrà la pena. Grazie.

MARIO DEL VERME:

Allora, questi mattoni nuovi. Aldeas è un nuovo racconto e mi piacerebbe che tu ci raccontassi in qualche minuto e ci facessi vedere un pezzettino del film che stai facendo con Scorsese in cui vede protagonisti lui e Papa Francesco.

EZEQIEL DEL CORRAL

Allora, Aldeas è nata come un’intuizione dentro Scholas per trasformare piccole realtà, piccole comunità, piccoli villaggi in tutto il mondo attraverso il cinema. Quindi il cuore della pedagogia è quella dell’intuizione di più di vent’anni di Papa Francesco, quando era arcivescovo di Buenos Aires.  Dopo come Papa lui lo ha aperto al mondo e per i dieci anni del suo papato ci ha chiesto di creare un qualcosa di grande e di mettere al centro il linguaggio dell’arte come facciamo spesso nella nostra pedagogia. Quindi lui stesso ha chiamato Martin Scorsese, lo ha invitato ad essere parte di questo progetto che implica arrivare a queste piccole comunità, mettere insieme diverse generazioni, chiedere a loro delle loro storie, mettere la camera nelle mani della gente, attraverso il cinema creare il legame con la propria radice e aprire un orizzonte di futuro e in qualche modo permettere loro di resistere a questa perdita della diversità culturale. Quindi invece di continuare, mi piacerebbe, se tutti siamo d’accordo, ascoltare Scorsese tre minuti di video.

VIDEO: MARTIN SCORSESE

Hello. I’m going to take a moment to talk about the Aldeas project which is a very special place in my heart. This invitation to lead this project came from Pope Francis. A man I admired, a man I was really lucky enough, fortunate enough to know and a man I came to love. We met about ten years ago for the first time and every new encounter, every new meeting, it was a mutual understanding which deepened and I think became richer. And we found a real common ground, I believe a Meeting point between art and spirituality because the Holy Father didn’t just value art. He saw it as a calling, a way to break through and penetrate what we consider existence, the surface of existence. He said this to an audience of artists and writers at the Vatican which I was present. He said: “You are the eyes that see and dream. We have one eye of flesh that sees what’s in front of us and another eye of glass with which we see our dreams.” And he said that we as artists were able to see the world’s depth and he meant it not as a privilege but he said: “Look, this is a bigger responsibility. You are the voice of the restlessness of the human spirit.” He reminded us of this and then he challenged us to find new words and images and gestures to express and show the example of Jesus and the teachings of the gospels which address the very heart of what it is to be human.

Aldeas puts this challenge, this need into action. I think the Holy Father envisioned it as a universal educational movement in which film or cinema would play a key role in making the culture of encounter a reality. So I was excited and certainly honored to accept this invitation to lead the project. For me, film, cinema as a means of learning about other people, of cultural encounter, learning who other people are, is a very personal matter because the films that I saw in my youth, I’m talking about when I was ten or twelve, fourteen, fifteen, the films I saw from India, Japan and so many European nations and the ones later that I saw that started coming in from different parts of the world in the nineteen sixties like Senegal and Kazakhstan and China and Argentina, these opened my eyes to so much, to ways of living and being and thinking that I would never have known otherwise. So the documentary film we’re working on now, “Aldeas: What is your story?”, has a very strong personal meaning to me, deeply personal because it’s a journey back to my own roots in Sicily. And it’s also a tribute to the Holy Father, a gesture of cinema, a cinematic gesture that honors his memory and the spirit of his ministry, his dream of creating a human community that is ever expanding, a culture of encounter, of Meeting and understanding in which all of our different roots come together and intertwine. I think it’s a beautiful dream and at this moment in human history it is truly a necessity. So I thank you for joining us and bringing this extraordinary initiative conceived by Pope Francis to life. I thank you.

MARIO DEL VERME

Quando sarà rappresentato il film?

EZEQIEL DEL CORRAL

L’idea è di finire il film nuovo per il primo anniversario della morte di Papa Francesco. Però nel frattempo si sta sviluppando anche il progetto che c’è dietro il film, che sono queste piccole comunità di cinema, una è in Sicilia, a Polizzi Generosa, poi in Gambia, in Indonesia, nel nord dell’Argentina e iniziano a nascere anche in piccole realtà che ci stanno chiamando adesso. Quindi è un progetto al di là del film e il film ovviamente sarà la possibilità di continuare il progetto. È un sogno del Papa Francesco che stiamo cercando di farlo diventare realtà.

MARIO DEL VERME

Grazie Ezeqiel.

EZEQIEL DEL CORRAL

Grazie, grazie a voi tutti e ringraziamo il Meeting che ci ha invitato a questa splendida serata. Grazie, grazie al Meeting, grazie a tutti.

Data

25 Agosto 2025

Ora

21:00

Edizione

2025

Luogo

Sala Gruppo FS C2
Categoria
Incontri