Conferenza stampa dei presidenti delle regioni

Redazione Web

Rimini, 23 agosto – A seguito dell’incontro “Le regioni e l’autonomia differenziata”, tenutosi in Sala Neri UnipolSai, i presidenti Stefano Bonaccini, della Regione Emilia-Romagna, Massimiliano Fedriga, della Regione Friuli Venezia Giulia, Attilio Fontana, della Regione Lombardia, Maurizio Fugatti, della Provincia Autonoma di Trento, Nello Musumeci, della Regione Siciliana, e Giovanni Toti, della Regione Liguria, hanno dato la loro disponibilità ai giornalisti per una conferenza stampa.

Alla domanda: «Come si possono definire le autonomie? Qual è la differenza tra autonomie soft e hard?» rivolta a Bonaccini, Attilio Fontana ha affermato che le autonomie soft e hard non esistono e che questa potrebbe considerarsi una cattiva rappresentazione della realtà. Bonaccini, dal canto suo, ha esposto la situazione della sua regione denunciando che ogni richiesta sull’autonomia era stata sempre rinviata. E ha aggiunto: «Qualsiasi governo verrà, io penso che per quanto riguarda l’Emilia-Romagna noi non facciamo passi indietro».

La parola governo è rimbalzata dando adito alla domanda più provocatoria: «Vi risulta che nei punti di Di Maio e Zingaretti ci sia l’autonomia regionale? Qual è l’auspicio in quanto presidenti di regione?». Ciò ha suscitato un botta e risposta tra Musumeci e Fontana. Il primo ha auspicato una legge attuativa a cui devono partecipare non solo i presidenti delle regioni autonome, bensì tutte. Musumeci si è inoltre chiesto perché il tema non abbia trovato riscontro nel governo precedente, mettendo al centro il tema dell’autonomia differenziata e anche quello della questione del Mezzogiorno. Fontana ha risposto alla domanda iniziale ricordando come fossero già presenti dei documenti per la proposta delle regioni ad autonomia differenziata e ha terminato il suo intervento dichiarando la sua incomprensione rispetto alle parole di Musumeci, definito da Fontana stesso «presidente non di una regione speciale, no, di una regione ultra speciale». Musumeci ha replicato contestando il fatto che non ci sia una legge di attuazione e che il documento, seppur preparato, non è minimamente una norma di legge.

Fugatti ha poi ribadito come il governo che potrebbe nascere da un’unione tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico vada contro la volontà espressa dall’ultimo voto nelle regioni del nord. Anche se, seppur questi ultimi dati possano essere veritieri, non smentiscono quelli dell’Emilia-Romangna, nella quale, Bonaccini ha tenuto a ribadire, la vittoria sarebbe andata al Partito Democratico. Ma sono di Fedriga le ultime parole che esprimono chiaramente un dissenso nei confronti di un governo “debole”, poiché non scelto dai cittadini e che opera quindi, non nel volere dei cittadini, ma con l’ambizione di rispondere a delle regole.

 

(A.F.)

 

Responsabile Comunicazione Eugenio Andreatta tel. 329 9540695 eugenio.andreatta@meetingrimini.org

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