Risorse in sanità: prospettive per la persona ed il sistema

Redazione Web

Rimini, 19 agosto – «Il sistema sanitario non è una carità, non è beneficenza. Voi pagate perché siete dei contribuenti, ma i vostri soldi delle tasse vi verranno restituiti in un momento difficilissimo della vostra vita. Quando non vi dovrete vendere la casa, indebitarvi o soffrire maggiormente perché non avete soldi per pagare le cure». Walter Ricciardi, presidente WFPHA (World Federation of Public Health Association) ha definito così l’attuale sistema sanitario italiano durante la conferenza tenutasi presso la Sala Neri UnipolSai.

L’obiettivo è quello di mantenere un sistema pubblico e tutti hanno diritto alla tutela della salute anche se un sistema è fortemente a rischio. I motivi sono legati alla demografia insostenibile del paese, alla differenziazione professionale e allo scarso numero di medici che rimangono in territorio italiano. «Siamo di fronte ad un paradosso. Il servizio sanitario nazionale è una straordinaria risorsa, stiamo cominciando a vederlo zoppicare e noi lo dobbiamo difendere. Non soltanto noi addetti ai lavori ma anche i cittadini che molto spesso pretendono solo nel momento della malattia e del bisogno. Quel momento è troppo tardi. Il servizio sanitario nazionale va supportato quando si è sani, quando in qualche modo si può contribuire con un sostegno adeguato per poi non ritrovarsi soli nella malattia».

Marco Trivelli, direttore generale ASST Spedali Civili di Brescia, ha confermato che il nostro sistema sanitario è una ricchezza e stando al suo interno si vede il valore di una tradizione. Ha raccontato diversi casi di casi clinici, soffermandosi sulla gestione dell’ictus, facendo emergere la differenza tra la possibilità di svolgere la pratica medica e quella di organizzare tutti gli ospedali in modo tale che possano effettuare l’intervento nelle migliori condizioni: «In sanità c’è inflazione legata all’attività, non siamo in grado di mantenere lo sviluppo, perdiamo i medici italiani. Il problema per cui la sanità vede crepe interne è legato al fatto delle risorse, non abbiamo la capacità di dare risorse, o c’è una crisi del lavoro. Si lavora e non si produce ricchezza». All’interno del sistema ci sono scontentezza e insofferenza dovute al pensiero di non essere pronti o ben attrezzati e, come ha confermato il direttore, «non si crea lavoro o valore quando c’è una concezione bassa del proprio lavoro». La sanità, ha aggiunto, è caratterizzata da una competenza specialistica forte, che paradossalmente è una gabbia che viene superata quando grazie all’incontro tra il paziente e il medico si crea valore.

«La sanità è uno dei pochi motivi di vanto che abbiamo nel mondo. Il sistema sanitario pubblico è il cuore dello stato sociale, che a sua volta è il punto più alto della civiltà politico-istituzionale in Occidente. Quello che dobbiamo fare oggi è preservarlo»: così ha sottolineato Vincenzo De Luca, presidente Regione Campania. La tutela della salute è un valore non negoziabile, senza non possiamo avere aspettative di vita. L’Italia è arrivata ad un livello di indifferenza per cui, siccome le risorse sono limitate e dobbiamo decidere i valori, dobbiamo fare delle scelte. «Bisogna fornire la verità. Dare a tutti i cittadini le stesse risorse. Per fare questo serve organizzazione,  la sanità va programmata nel lungo periodo, ma la politica italiana di questi tempi non riesce nemmeno a programmare il domani».

(B.M.)

 

Responsabile Comunicazione Eugenio Andreatta tel. 329 9540695 eugenio.andreatta@meetingrimini.org

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