I giorni del Sud

Sofia Bronzetti

Dibattito a più voci sullo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia

 

Rimini, 18 agosto – Lo sviluppo del sud quale proiezione della crescita dell’Italia, genera un dibattito di grande attualità con un panel di relatori che prosegue nel futuro e consegna spunti concreti alla politica nei prossimi mesi. Questo è il senso dell’incontro “I giorni del sud”, delle ore 19, nell’Arena Sussidiarietà & Lavoro B1, introdotto da Sandro Bicocchi, vice presidente Fondazione per la Sussidiarietà, con sei relatori, Claudio De Vincenti, professore di Economia Politica dell’Università La Sapienza di Roma, Adriano Giannola, presidente Istituto Svimez, Vito Grassi, presidente Industriali Napoli, Mario Mauro, presidente Centro Studi Meseuro per l’Europa del Mediterraneo, Fabio Rampelli, vice presidente della Camera dei Deputati, Luigi Traettino, presidente Confindustria Caserta.

L’idea del convegno, scaturita dal dibattito dell’intergruppo parlamentare e la Fondazione per la Sussidiarietà, si materializzerà il 12 e 13 novembre con il progetto che porta il titolo dell’incontro, concretamente una serie di dibattiti e tavole rotonde fra Napoli e Caserta, con il Marocco fra gli stati invitati, sullo futuro dello sviluppo dell’area del Mediterraneo.

Ad aprire gli interventi in sequenza, Vito Grassi e Luigi Traettino, quali portavoce degli industriali delle due città campane. «Senza una visione strategica sul meridione e il Mediterraneo», dice Grassi, «il paese non potrà uscire dalla crisi, senza l’attuazione di infrastrutture, servizi, logistica, trasporti, sviluppo dei poli portuali il sud è spacciato. Di conseguenza il declino del sud è anche del nord», aggiunge. «I segnali che il nostro paese non è preso in considerazione escluso dalle rotte commerciali, conseguenza di una politica miope, sono almeno due. Un primo segnale e l’esclusione dagli investimenti del progetto Via della Seta della Cina verso i preferiti porti del Pireo e il canale di Suez a scapito del porto di Taranto; un secondo è la crescita di occupati del più recente porto di Tangeri rispetto a Gioia Tauro che langue di nuovi cassaintegrati».

Per Traiettino il Meeting, già dal titolo genera dibattito e smuove le coscienze, «soprattutto nel ripensare al ruolo strategico dell’Italia e l’Europa che assume il mezzogiorno e, in particolare, il “mare nostrum”, il Mediterraneo, culla di ricchezza, di scambi commerciali fin dall’antichità, di culture, di costruzione della civiltà occidentale». Per il relatore una risposta ce l’abbiamo in mano, «occorre dare finalmente attuazione alle zone economiche speciali che consentono di attrarre investimenti per determinate aree del mezzogiorno con prospettive di crescita».

Un quadro lapidario sulla crisi è stato tracciato da Giannola che attraverso l’Istituto Svimez fotografa la situazione del sistema paese partendo dai mancati investimenti per il sud. «È fondamentale discutere di questi problemi nelle città del nord, tutte le regioni anche le più ricche hanno da perdere. Il citato porto di Tangeri dal 2006 ha creato 40 mila posti di lavoro con un incremento in pochi anni che porterà a 70 mila addetti. I nostri porti non solo i già citati Taranto e Gioia Tauro ma altri come Napoli, Cagliari, Agusta,  con grandi potenziali strategiche nell’asse mediterraneo sono in declino . Dai nostri studi gli scambi commerciali mondiali nell’area sono al 40 per cento, l’Italia è fuori, mentre le merci destinate al nord passano da Amburgo e Rotterdam, una cosa assurda». La parola d’ordine è dare attuazione agli investimenti per il sud nella logistica, energia, infrastrutture, rigenerazione urbana.

Claudio De Vincenti, già ministro per la coesione sociale e il mezzogiorno, è il firmatario della legge sulle aree economiche speciali per il sud: «La non attuazione da oltre un anno è mezzo», dice, «è un problema burocratico di interpretazione e di lite fra due agenzie dello Stato, la loro attuazione è fondamentale per il paese. A questo gap si aggiungono la carenza di infrastrutture e servizi nei trasporti, nel ciclo di smaltimento dei rifiuti fonte di inquinamento, di distribuzione dell’acqua, bene essenziale, elementi di disparità fra nord e sud».

Anche Mario Mauro, attraverso il centro studi che presiede, dipinge un quadro a tinte fosche: «La questione del meridione, lo sviluppo e l’attenzione o meno che dedica la politica è di tutti. Lo sviluppo di altre aree portuali rispetto ai nostri porti in crisi è nota, la legge che porta investimenti e sviluppo a Tangeri, condivisa dal re e  frutto del dibattito parlamentare nel paese, è del 2007 anni dopo rispetto al caso di Gioia Tauro”».

Sulla linea della condivisione di tutti gli aspetti trattati, l’intervento del vice presidente dei deputati italiani, Fabio Rampelli: «Tutto dipenderà da quanto si avrà voglia di investire per il sud, occorre non attendere e investire in risorse finanziarie e umane per il futuro del paese».

 

(G.G.)

 

Responsabile Comunicazione Eugenio Andreatta tel. 329 9540695 eugenio.andreatta@meetingrimini.org

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