L’IA, il più grande bibliotecario del mondo

25 Agosto 2025

“Bisognerebbe sempre fare dei sogni grandiosi”, parola di Diego De Simone, esperto di Intelligenza Artificiale.

L’Intelligenza Artificiale è uno strumento come gli altri, ma con un grandissimo potenziale, che probabilmente cambierà molti lavori, ne farà sparire alcuni, ma ci aiuterà a crearne di nuovi. Per esempio i fabbri, prima che arrivassero le macchine, facevano i chiodi a mano, oppure i cassieri delle banche, che fino a un po’ di anni fa scrivevano tutti gli ordini a mano. Oggi non esistono quasi più, sostituiti dai computer, anche se resiste il lavoro dei consulenti.

È la grande rivoluzione del nostro secolo, magari può far paura, come negli anni ’80 faceva paura ad esempio l’arrivo dei computer, o di internet nel 2000. Alcuni dicevano che sarebbe stata la fine del lavoro ma non è stato così. O come con l’avvento delle auto che ha fatto quasi sparire le carrozze trainate dai cavalli.

Ne abbiamo discusso oggi con Diego De Simone, esperto nel campo dell’intelligenza artificiale e autore di due libri (‘Siamo tutti non fungibili’ e ‘NFT’)

Quando è nata l’IA?

“Non c’è stato un momento preciso, ma si è sviluppata in anni di lavoro e di studio. Pensate che esisteva già dagli anni ’50!”

Davvero? Noi pensavamo che fosse nata negli ultimi anni!

“Invece no, pensate che Alan Turing, noto matematico inglese che ha anche aiutato gli inglesi a decriptare il codice Enigma dei nazisti, aveva già sviluppato un modo per riconoscere se la risposta data ad una domanda fosse di un uomo o di un’intelligenza artificiale.”

Pensi che l’IA possa essere usata anche per provocare dei danni?

“È uno strumento, come la macchina, può essere usato come qualunque altro strumento: con scopi positivi, quindi può essere molto utile e redditizio, o per altri negativi e allora può essere dannosa”.

Cosa possiamo fare per convivere con questa tecnologia?

“Dobbiamo usare meglio la nostra intelligenza per comprenderla meglio. Dobbiamo conoscerla per non temerla.”

Ma è vero che l’IA può scrivere un’infinità di libri e che potrebbe sostituire gli scrittori?

“Può scrivere tantissimi libri, per esempio, quelli tecnici su come funziona una determinata cosa, l’IA li fa molto bene. Però non potrà mai provare un’esperienza, come quella di scrivere o come una passione umana. In realtà l’Intelligenza Artificiale è molto ‘stupida’, ma ha una memoria gigantesca. E come se fosse il più grande bibliotecario del mondo che sa a memoria tutti i libri ma non ne conosce il significato. È un problema di dove tu raccogli le tue fonti. Per esempio, proviamo a chiedere al mio sito di Intelligenza Artificiale personalizzato qual è la squadra di calcio più titolata d’Italia.”

(Lo abbiamo fatto, e sapete cosa è venuto fuori? La Roma!)

Ma come è possibile, la Roma ha vinto solo tre scudetti?

“È vero, ma ho creato un sito finto con l’intelligenza artificiale, in cui ho riscritto gli ultimi cinquant’anni di storia del calcio italiano, con la Roma come squadra più vincente. Capite che si tratta di un problema di fonti? L’IA, prima di funzionare, deve essere programmata. Per esempio in questo caso io ho modificato le mie fonti in modo errato e così anche il risultato è falso.”

L’intelligenza artificiale ruba i dati personali davvero?

“No, in realtà siamo noi che glieli diamo di nostra spontanea volontà, attraverso i social, ad esempio. Per essere più sicuri è meglio però usare app di IA a pagamento, perché hanno un servizio di privacy più sicuro.”

Quindi usiamo l’Intelligenza Artificiale, ma con intelligenza umana e con responsabilità!

Raul Condello, Emanuele Iuliano, Francesco Corrado, Anita Ottini