

«Un laboratorio di convivenza pacifica, dove il confronto non è conflitto e dove le differenze arricchiscono». Il Meeting è anche questo per Tommaso Sgubbi, uno dei tanti volti che animano il Meeting per l’amicizia fra i popoli. Il suo compito? Dare forma e sostanza a una delle aree più dinamiche della manifestazione: l’Enel Sport Village.
«Al Meeting mi occupo di organizzare le attività sportive, all’interno dell’Enel Sport Village» spiega. E non si tratta certo di un compito da poco, perché lo sport, qui, non è solo competizione o intrattenimento, ma una vera occasione di relazione e crescita.
Grazie alla collaborazione con il Centro Sportivo Italiano e Dole Basket Rimini, durante i giorni dell’evento verranno offerte gratuitamente numerose attività rivolte a tutte le età. Si va dai camp giornalieri per avvicinarsi a nuove discipline ai tornei e alle esibizioni, pensate per coinvolgere tanto i bambini quanto gli adulti. «Quest’anno ci sono davvero molte attività – racconta Tommaso – fra cui volley, lotta e arti marziali, scacchi, minigolf e calcetto».
La varietà delle proposte riflette lo spirito stesso del Meeting, un evento che si costruisce ogni anno grazie all’impegno corale di centinaia di persone. Per Tommaso, partecipare all’organizzazione è molto più di una responsabilità pratica: è un’esperienza umana profonda. «Partecipare alla costruzione del Meeting significa per me contribuire a un’opera collettiva dove ogni persona, ogni idea e ogni gesto ha un peso» afferma. «Il Meeting è fatto di persone che offrono tempo, passione, competenza e soprattutto cuore. E proprio in questo cantiere di umanità, ognuno scopre il proprio valore nel collaborare a qualcosa che va oltre sé».
Sguardo aperto e cuore in ascolto: è così che Tommaso descrive l’atmosfera che si respira a Rimini durante la manifestazione. Il Meeting, a suo dire, è una vera «finestra aperta sul mondo», un luogo che mostra come sia possibile «vivere insieme senza dover essere uguali». E aggiunge: «In un tempo in cui i muri sembrano crescere ovunque, il Meeting dimostra che si può costruire con ponti, parole, ascolto e amicizia. È come se Rimini diventasse per una settimana la capitale mondiale dell’incontro umano».
Anche per questo Tommaso ha scelto di sostenere il Meeting non solo con la propria presenza e il proprio lavoro, ma anche attraverso donazioni o con la firma per il 5xmille. «Sostenere il Meeting significa per me che il bene comune può nascere da iniziative che non inseguono profitto, ma relazioni umane, perché questo è un progetto educativo, culturale e sociale che ha per me un impatto reale».
Uno sguardo appassionato, il suo, che aiuta a comprendere il senso più profondo del Meeting: un luogo dove sport, cultura e umanità si intrecciano, generando incontro e bellezza.







