

I cavalieri della bellezza
Il viaggio verso il Graal e la riscoperta della propria unicità affascina i bambini e gli adulti
La mostra nel Villaggio Ragazzi Yoga, padiglione B3, trasforma tutti in valorosi cavalieri: ragazzi e adulti vengono portati nella vecchia Camelot e in giro per il mondo alla ricerca del Graal.
È impressionante vedere come i bambini rimangano attenti per quaranta minuti con occhi curiosi e meravigliati. Vengono coinvolti durante il racconto, impersonificano i protagonisti, siedono alla tavola rotonda. Questa gioia traspare anche dalle parole dei curatori della mostra Emilia Beretta e Andrea Necchi.
Perché vale la pena, per voi, contribuire alla costruzione del Meeting?
«Partecipare al Meeting costruisce anzitutto me. Capisco che collaborare al pezzetto chi mi è chiesto, per le mie competenze e carisma, vuol dire costruire un’opera per me e per il mondo – risponde Emilia Beretta -. Stare qui segna la mia giornata perché per prendere sul serio loro devo prendere sul serio in primis me stessa».
Racconta Andrea Necchi: «Insegno alle medie e vedo la necessità di dire ai ragazzi che il mondo è un luogo bello, anche quando faticoso, ed è fatto per essere esplorato. Al Villaggio Ragazzi i bimbi lo vivono concretamente, possono staccarsi dai genitori senza paura e in ogni angolo trovano una proposta significativa. E poi ho bisogno di speranza e realismo, qui si racconta il mondo come nelle fiabe: il male, la morte non vengono censurati, ma possono essere sconfitti perché ci sono tanti semi di bellezza».
«Tutto è costruito con attenzione e cura, mi hanno colpito i ragazzi dell’accademia di Brera che sono venuti a donare il loro talento per costruire la mostra, così come gli elettricisti che hanno pensato per giorni alla luce migliore per illuminare i disegni» spiega Monica Fratta, curatrice dell’allestimento.
Come si concretizza questo nella mostra su re Artù e i suoi cavalieri?
«La leggenda di Artù racconta un caos, un disordine politico, un’assenza di pace ma Artù ricostituisce l’ordine con i suoi cavalieri, questi sono i mattoni nuovi. Desideriamo trasmettere ai bimbi la speranza e l’importanza della loro originalità» dice Necchi.
«Raccontiamo la storia di Parsifal, un cavaliere che si sente sbagliato e si vergogna delle sue domande, ma poi incontra qualcuno che gli ricorda che Dio è più forte di tutto il suo male, non ha sbagliato a chiamarlo - afferma Beretta -. E alla fine alcuni chiedono: quando tocca a me? C’è una cosa bella che vedono e la desiderano anche per sé stessi».









