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Predazzi Marco

Marco Predazzi è un medico che lavora da 45 anni con gli anziani, definendosi un “medico dei vecchi”.
La sua carriera e il suo approccio alla cura sono stati profondamente segnati da un’esperienza iniziata il 25 aprile 1969, quando, all’età di 16 anni, visitò il “ricovero di mendicità Bellora” con alcuni amici. Questa esperienza è stata definita da lui come una “coincidenza storica” che ha condizionato la sua intera vita.
Nonostante si definisca un “non credente profondamente religioso”, quest’idea che potesse esserci ancora un progetto per vite considerate devastate o dimenticate ha segnato la sua esistenza.
Riflettendo sul suo percorso, parla di una “vocazione”, intesa come una chiamata a cui si può solo rispondere, non qualcosa che si programma. Questa vocazione lo ha portato, a partire dagli anni ’60, a impegnarsi concretamente per cambiare la situazione degli anziani. Questo impegno ha portato alla nascita del segretariato sociale, all’accoglienza dei primi anziani e successivamente alla creazione della struttura “il Melo” a Gallarate. Il Melo è descritto come la prima SPA non lucrativa della storia, una struttura complessa che accoglie 150 anziani e 200 operatori, con servizi che vanno dall’asilo nido alla zona culturale e all’università per adulti.
Si è reso conto che le persone con Alzheimer, che possono vivere per molti anni in uno stato di “fine di vita” con limitate opzioni di cura adeguate, meritavano qualcosa di più rispetto alle RSA tradizionali. Egli ritiene che le RSA siano l’ultimo posto dove dovrebbe stare una persona con Alzheimer, poiché queste persone hanno un bisogno incredibile di vita, relazioni e integrazione.
Questo ha portato all’ideazione del progetto del Villaggio Alzheimer. Questo progetto, atteso a Casorate Sempione nel 2025, si basa su due principi fondamentali: “la casa” e “la piazza”. Invece di reparti, ci sono case che ospitano piccoli gruppi di persone (8-10), progettate per sembrare e funzionare come vere case, dove si svolge la vita quotidiana e gli operatori agiscono più come padroni di casa.









