Hadjadj Fabrice

Figlio di genitori di origine ebraica tunisina, maoisti, attivisti rivoluzionari nel maggio francese   in gioventù Hadjadj è stato  ateo e anarchico e ha mantenuto un approccio nichilistico  per più di venti anni. Nel 1998 si è convertito al cattolicesimo. Battezzato all’abbazia di Solmeses,  dal cattolicesimo prendono slancio la sua indagine filosofica e il lavoro letterario.

A poco più di 30 anni, insieme con John Gelder, cura un’antologia a più mani, Objet perdu, alla quale collaborarono autori come Michel Houellebecq, Dominique Noguez, e Raoul Vaneigem. Il suo primo testo di rilievo è Réussir sa mort: Anti-méthode pour vivre, che ha vinto il Grand Prix catholique de littérature nel 2006.  Si tratta di un saggio sulla morte nell’era tecnologica: “Ci tocca scegliere tra una liquidazione tecnica e una vita offerta. Non c’è alternativa: darsi la morte o donare la vita per ciò che ne vale la pena”. Altre onorificenze gli sono state conferite negli anni successivi

Attualmente Hadjadj insegna filosofia e letteratura a Tolone.

Sposato dal 1998  con l’attrice Siffreine Michel, è padre di nove figli, cinque femmine e quattro maschi.

Ha scritto numerose opere tra cui le più recenti, tradotte in italiano

  • Che cos’è la verità (con Fabrice Midal Torino  Lindau, 2011 (Qu’est ce que la vérité?, Salvator, 2010)
  • Il Paradiso alla porta, Torino, Lindau, 2013 (Le Paradis à la porte, Seuil, 2011).
  • Ma che cos’è una famiglia?, Milano, Ares, 2015
  • Istruzioni per l’uso, Milano, Ares 2017

Onorificenze;

  • Grand Prix catholique de littérature  ( 2006.)
  • Prix du Cercle Montherlant – Académie des Beaux-Arts (2009)
  • Prix de littérature religieuse (2010)
  • Prix spiritualités d’aujourd’hui (2013)
  • Membro del Pontificio Consiglio per i laici
  • Prix du cardinal Lustiger dell’Academie Francaise (2020)
  • Premio Internazionale Cultura Cattolica (2021

 

ultimo aggiornamento: 12 Luglio 2022

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