Clément Olivier

Nato nel 1923, in Linguadoca, è fra le personalità più prestigiose della cultura francese contemporanea. Scrittore, storico, teologo, attualmente insegna a Parigi al Liceo “Louis Le Grand” e all’Istituto di teologia ortodossa “S. Sergio”.

In gioventù, come voleva la sua tradizione familiare, fu socialista ed ateo. Si dedicò all’azione politica durante la seconda guerra mondiale, partecipando attivamente alla resistenza francese. In quegli anni frequentava l’Università e fu allievo di Adolphe Dupront, studioso di psicanalisi storica e di antropologia religiosa.

L’esperienza della guerra segnò profondamente il suo cammino spirituale. Afferma Clément ne L’altro sole: “attraverso la guerra e dopo mi sono rifiutato di eludere la morte, la condizione della morte, l’enigma”.

A ventisette anni, dopo che l’angoscia esistenziale lo aveva condotto alle soglie del suicidio, si convertì al Cristianesimo, sotto l’influsso di Valdimir Lossky, un grande teologo russo emigrato in Francia dal tempo della rivoluzione. Per questa influenza, e in parte anche per effetto dei pregiudizi familiari che gli rendevano difficile l’ingresso nella Chiesa cattolica, divenne ortodosso.

Della religiosità orientale lo colpivano soprattutto “il mistero del cosmo e dell’eros, l’indicazione di Dio fin nella carne, la pulsazione vissuta dello Spirito”. A trent’anni ricevette il battesimo.Successivamente conobbe Paul Evdokimov, che lo avviò alla piena scoperta della filosofia religiosa russa: “Evdokimov per me era la sintesi vivente di questa filosofia religiosa, della tradizione patristica e del pensiero francese”. E questi sono rimasti sempre i punti cardinali della sua riflessione: i Padri della Chiesa, la tradizione orientale, i pensatori cristiani (Solov’ev, Berdjaev, Dostoevskij, Peguy soprattutto).
Teologia per lui è scienza della preghiera, sempre concreta e sempre inerente alla vita. Per questo i temi costanti del suo pensiero sono intimamente legati agli interrogativi ed ai problemi più attuali:
– il lavoro come partecipazione dell’uomo all’opera creatrice di Dio;
– il confronto col socialismo;
– l’esperienza dell’amore e della morte;
la rinascita, insomma, di un Cristianesimo capace di trasfigurare la vita di ogni giorno.

“Se con l’iniziazione cristiana potessimo diventare sin da quaggiù degli esseri capaci di comunicare la vita,… allora tutto diventerebbe possibile, anche superare i due suicidi totali che ci minacciavano: quello della materiail suicidio atomico – e quello delle animeil suicidio nichilista“.

In questa prospettiva la Speranza cristiana non è vuota tensione verso un orizzonte inafferrabile nel tempo e nello spazio e l’uomo, quindi, non è più prigioniero della fatale alternativa di farsi angelo o bestia. Insieme è vinta la logica passionale del “tutto o niente” e la tentazione permanente del pensiero umano di impadronirsi del Mistero.

Numerose le opere di Clément tradotte in italiano da Jaca Book. Citiamo: Vangelo e rivoluzione: nel cuore della nostra crisi (che contiene anche contributi di Guillon e Bosc); Riflessioni sull’uomo; L’altro sole – Autobiografia spirituale; Solzenicyn in Russia; Il volto interiore; La rivolta dello spirito.

Ultimo aggiornamento: 14 Agosto 1993