
Quando la fotografia entra nel mistero
Ci sono immagini che restano, che non si dimenticano. Alcune riescono perfino a sfiorare qualcosa che va oltre ciò che mostrano. Ecco il senso di questa mostra: raccontare il sacro non con parole, ma attraverso lo sguardo di grandi fotografi che hanno scelto di posare l’obiettivo là dove la fede diventa gesto, rito, presenza.
Fotografie che parlano di pellegrinaggi, preghiere, danze, silenzi. E che lasciano emergere il legame profondo tra la spiritualità e il corpo, tra la terra e il cielo, tra la tradizione e il presente. In questi scatti, spesso in bianco e nero, si avverte la forza di un’intuizione che non cerca di spiegare ma di condividere un’esperienza.
Sguardi autorevoli, voci riconoscibili
I nomi in mostra non hanno bisogno di molte presentazioni. Basti citare:
- Gianni Berengo Gardin, classe 1930, testimone instancabile della vita italiana, dalla Venezia popolare agli interni dei conventi: sempre con discrezione, sempre con rispetto.
- Sebastião Salgado, fotografo brasiliano tra i più celebri al mondo, ha raccontato le ferite del mondo e la dignità di chi le porta: in ogni scatto c’è un senso di redenzione.
- Ferdinando Scianna, siciliano, ha unito racconto, cultura e spiritualità. Le sue immagini sono una lunga riflessione sul senso delle cose, tra memoria e simbolo.
Accanto a loro, Antonio Biasiucci, Giorgia Fiorio, Mimmo Jodice, Mario Giacomelli, Markéta Luskačová, Harun Farocki: ognuno con un tratto riconoscibile, ognuno capace di avvicinarsi al mistero senza mai semplificarlo. Insieme compongono una sorta di polifonia visiva che attraversa epoche, geografie e sensibilità.
Un allestimento che accompagna, non disturba
Colori forti a parete, fotografie in bianco e nero, testi brevi ma intensi. L’allestimento vuole offrire uno spazio di ascolto visivo, di immersione e di quiete. Un invito a rallentare, a entrare in un ritmo diverso.
Ogni elemento è pensato per creare un ambiente che non imponga un significato, ma lo lasci affiorare. I testi che accompagnano le immagini non spiegano, ma aprono varchi di senso, aiutando il visitatore a seguire la propria traiettoria dentro le storie evocate.
Questa mostra è un invito a mettersi in cammino, anche solo con lo sguardo. A lasciarsi provocare da uno scatto, a riconoscere nei volti degli altri qualcosa che ci riguarda. Una proposta, semplice e profonda, che si rivolge a chiunque sia disposto a fermarsi un attimo e guardare.
Informazioni pratiche
La mostra I sentieri del sacro è aperta al pubblico dal 22 al 27 agosto 2025, alla Fiera di Rimini, nell’ambito del 46° Meeting per l’amicizia fra i popoli.
L’ingresso è libero. È consigliata la prenotazione attraverso l’app Meeting Rimini, per vivere l’esperienza con più calma.
Tutti i dettagli qui: I sentieri del sacro – Meeting Rimini









