LE COSE CHE DEVONO ACCADERE. L'Apocalisse di San Giovanni - Meeting di Rimini

LE COSE CHE DEVONO ACCADERE. L’Apocalisse di San Giovanni

 

Normalmente si pensa all’Apocalisse solo in termini catastrofici e l’immediata oscurità delle sue immagini scoraggia la maggior parte dei lettori. In realtà “apocalisse” significa “rivelazione”: Dio svela a san Giovanni qualcosa del suo mistero, gli mostra parte della sua gloria, gli concede il privilegio di vedere il regno di Dio già all’opera, non solo come futuro lontano.
L’Apocalisse non rivela qualcosa di diverso rispetto ai Vangeli. Essa ci mostra piuttosto che la venuta di Gesù è il senso di ogni istante: “Io sono l’Alfa e l’Omega, Colui che è, che era e che viene”. Ogni scena è dominata dalla Sua presenza, in un incalzare di immagini che continuamente riaprono il nostro orizzonte e ci introducono nel mistero della nostra salvezza.
Il Signore preme dietro ad ogni avvenimento, comprendendo tutto in un unico abbraccio, come un filo che lega insieme ogni cosa. Allora le visioni che descrivono il trono di Dio, lo stagno di fuoco, i terribili castighi che si riversano sui malvagi, le tribolazioni dei giusti, hanno l’unico scopo di muovere l’uomo, perché risponda allo sconfinato amore di Dio. Non parlano di un mondo immaginario, ma della nostra vita reale e ne svelano il cuore profondo.
Il mistero centrale cui siamo introdotti è quello di Cristo, guerriero vincitore in quanto “agnello condotto al macello”. Ciò significa non soltanto che la morte è vinta, ma che è vinta proprio attraverso la morte; che c’è un sangue versato che non insozza, ma ridona candore.
Nella sua prima apparizione, che racchiude tutto il senso del misterioso libro, Gesù si rivolge con queste parole a san Giovanni: “Non temere! Io ero morto, ma ora vivo per sempre e ho potere sopra la morte e sopra gli inferi”. Per questo l’Apocalisse è il libro della speranza cristiana.