I rotoli di Qumran - Meeting di Rimini
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I rotoli di Qumran

 

‘Qumran è una località sul Mar Morto dove, all’interno di varie grotte, sono stati scoperti antichi ed importanti manoscritti. La prima scoperta avvenne, casualmente, nella primavera del 1947: un ragazzo beduino alla ricerca di una capra individuò l’entrata di una caverna mai vista prima; all’interno, dentro antiche giare, lunghi rotoli manoscritti. Seguì, con gli anni, la scoperta di altre 11 grotte vicine con manoscritti simili. Tutte le caverne contenevano scritti in lingua ebraica e aramaica (la località aveva conosciuto l’insediamento monastico degli Esseni, una corrente dell’ebraismo), eccetto una, la grotta 7, scoperta nel febbraio 1955, dove si trovarono frammenti con scritti in greco attribuibili al Nuovo Testamento. I reperti della grotta 7, il cui studio non è ancora terminato, costituiscono il materiale più antico e significativo per riproporre il problema della datazione dei Vangeli e degli scritti del Nuovo Testamento. Gli studi del gesuita Padre José O’Callaghan sul frammento denominato 7Q5, identificato dallo studioso in un passo del Vangelo di Marco (cap. 6, vv. 52-53), farebbero retrocedere di una generazione la datazione del testo che risulterebbe anteriore all’anno 50, mentre la datazione consueta colloca la composizione dei Vangeli tra il 70 e il 100 d.C. Importanti conferme a queste tesi sono venute anche dalle indagini dello studioso luterano Carsten Peter Thiede, Direttore della Christliche Medien-Akademie di Wetzlar, curatore della mostra del Meeting. L’esposizione è articolata in tre parti: quella che si occupa della “contemporaneità” di Cristo nell’epoca in cui è storicamente vissuto, la parte più propriamente archeologica e filologica relativa al sito ed ai frammenti neo-testamentari di Qumran, la sezione relativa alla storia del ritrovamento dei rotoli veterotestamentari e ai sistemi di conservazione e di studio dei medesimi. La prima sezione, attraverso immagini e foto, presenta luoghi, scavi archeologici e scoperte epigrafiche che permettono di gettare uno sguardo sulla vicenda terrena di Gesù; la seconda documenta le interpretazioni dei frammenti e l’attribuzione, da parte di Padre O’Callaghan e di altri autori, del citato frammento della grotta 7 al Vangelo di Marco; la terza illustra con pannelli, fotografie, oggetti e plastici la scoperta dei rotoli di Qumran. Gli studi sui frammenti della grotta 7 di Qumran, pur se contrastati da una certa parte del mondo accademico, non hanno mai avuto smentite scientifiche. Ha detto Ignace de la Potterie, sottolineando le implicazioni di questi studi: “L’esegesi moderna tendeva a separare il fatto storico dal suo significato. I fatti diventavano sempre più secondari, quasi mitologia; rimaneva solo il senso spirituale. Ma fatto e significato sono inseparabili nel cristianesimo”.’

Data

21 Agosto 1993

Edizione

1993
Categoria
Esposizioni Mostre Meeting