“I PROMESSI SPOSI ALLA PROVA” DI GIOVANNI TESTORI .

Press Meeting

Opera teatrale andata in scena per la prima volta nel 1984 nel memorabile allestimento di Franco Parenti al “Salone Pier Lombardo”, “I Promessi Sposi alla prova” di Giovanni Testori, è stata presentata al Meeting (due le repliche in programma), nel decennale della scomparsa del grande drammaturgo lombardo. Applauditissimo interprete Virgilio Gazzolo con il gruppo di giovani attori formato da Anna Dalla Rosa, Ancilla Oggioni, Giorgio Branca, Franco Palmieri, Lilli Valpecina, Elisabetta Vergani, per la regia di Maurizio Schmidt.
Lo spettacolo è cooprodotto da Elsinor, Teatro Stabile d’Innovazione, Associazione Meeting, con il patrocinio della Regione Lombardia.
Una scelta, quella di Testori di cimentarsi con la rilettura del capolavoro manzoniano, a cui egli si disse spinto, oltre che dalla comunanza dei luoghi d’origine e dalla frequentazione in qualità di critico d’arte della pittura lombarda del Seicento, da “una necessità intima, quasi angosciante, che diventava anche coscienza e dovere di restituire a me stesso ai miei contemporanei, la memoria di ciò che il mondo oggi cerca di distruggere, di eliminare”.
L’essenziale rilettura del testo proposta al Meeting , senza scenografie né costumi, si è avvalsa in maniera suggestiva dell’ambientazione nello spazio delle Piscine del nuovo quartiere fieristico, con il pubblico posto attorno al teatro d’acqua. Uno spazio su cui affacciarsi, come su “quel ramo del lago di Como” o sulle musicali rive dell’Adda, per rivivere l’intrecciarsi delle vite e dei drammi umani, riproposto con l’artificio del teatro nel teatro. Testori immagina che sia una compagnia di attori guidata da un vecchio maestro a dover mettere in scena il romanzo manzoniano. I protagonisti, tutti giovani d’oggi, si interrogano sui personaggi, sul dramma che ciascuno di essi vive, e la rappresentazione diventa per tutti un’esperienza rivissuta, una “prova” di vita. Ma “prova” è anche la drammatica contingenza storica, tra carestia, guerra, pestilenze, che viene affrontata coralmente dal popolo lombardo.
Il vecchio maestro arriva in un teatro, abbandonato in senso letterale, abbandonato all’incuria, nel quale gli uomini si sono addormentati come davanti a un “non-senso”, guarda sconfortato, sveglia tutti dicendo: “ricominciamo”.
“Ho voluto rivisitare proprio i Promessi Sposi – ha detto il regista Schmidt – perché quello che avviene in due ore e mezzo di spettacolo è in piccolo la fatica della vita”.

M.T.
Rimini, 27 Agosto 2003