Un volto nella storia che continua ad accadere

Redazione Web

Rimini, 26 agosto 2025 – Il Meeting di Rimini ha ospitato uno degli appuntamenti più attesi e intensi: la presentazione del volume “Un volto nella storia”, che raccoglie dieci lezioni di don Luigi Giussani tenute tra il 1969 e il 1970 al Centro culturale Peguy. A dialogare sul palco, moderati da Silvia Guidi (Osservatore Romano), René Roux, rettore della Facoltà di Teologia di Lugano, Margaret Karram, presidente del Movimento dei Focolari, Davide Prosperi, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione e curatore del volume. Un titolo evocativo che richiama l’idea cristiana del volto come luogo in cui si rivela il Mistero. “Un volto nella storia” è Cristo che continua a farsi presente e a cambiare la vita degli uomini attraverso la Chiesa e i carismi che lo Spirito suscita.

Roux: la radicalità di Giussani nella crisi del ’68

René Roux ha aperto con un’analisi teologica del contesto in cui Giussani parlava: «Le lezioni raccolte in questo libro sono una vera e propria introduzione al cristianesimo, come quella che Ratzinger pubblicò nel 1968. Dopo il Concilio Vaticano II e lo tsunami culturale del ’68, Giussani non si rifugia nell’astrazione ma torna all’essenziale: Cristo come speranza. Davanti alla crisi della teologia, della fede e della trasmissione ecclesiale, egli mostra come la fede non sia evasione intimistica, ma criterio di giudizio della realtà». Per Roux, la novità di Giussani sta nel realismo: rivolgersi ai giovani che aveva davanti senza strategie di inculturazione artificiale, ma puntando tutto sulla storicità dell’avvenimento cristiano.

Karram: unità e comunione come volto della Chiesa

La presidente del Movimento dei Focolari ha testimoniato la consonanza tra il carisma di Chiara Lubich e quello di don Giussani: «Mi ha colpito la sua affermazione: il criterio delle mie scelte è Dio. Da qui nasce la comunione cristiana, che non è opzionale, ma fondamento della vita ecclesiale. Giussani ci invita a collaborare a valorizzare ciò che fa l’altro, a costruire insieme la Chiesa. È un messaggio di straordinaria attualità». Karram ha ricordato come la vita comunitaria sia la condizione per portare speranza nel mondo: «Solo insieme possiamo entrare negli abissi della solitudine, delle guerre, delle violenze. Non per rassegnarci, ma per costruire trame di pace. La comunione è la via della Chiesa per il nostro tempo».

 Prosperi: “Cristo, speranza totale della vita”

Nel suo intervento, Davide Prosperi ha evidenziato l’attualità bruciante del testo: «Giussani denuncia le riduzioni che confinano la fede in un sentimento o in un’introspezione psicologica. Al contrario, Cristo è la speranza totale, globale, per la vita intera, non solo per l’aldilà o per una parte dell’esistenza. È un fatto storico, un avvenimento presente ora attraverso la Chiesa». Prosperi ha sottolineato che il cristianesimo è compagnia concreta: «Cristo rimane nella storia attraverso la comunità cristiana. Per questo Giussani afferma che la Chiesa è la nostra speranza. Senza questa presenza reale, il volto di Dio tornerebbe a essere lontano e astratto. La comunità cristiana diventa così soggetto di una novità che cambia i rapporti, contagia la società e genera opere».

Un dialogo di carismi e un compito per la Chiesa

Il confronto ha mostrato la sintonia tra esperienze diverse ma unite dalla stessa radice: Cristo come speranza presente. Karram ha ricordato l’amicizia tra Lubich e Giussani, nata dalla convinzione che la comunione tra carismi fosse una grazia per tutta la Chiesa. Roux ha invitato a rileggere le pagine del libro come una “palestra” di preghiera e amicizia, radice della fecondità di ogni esperienza cristiana. Prosperi ha concluso: «La personalità cristiana è missione. Costruire la Chiesa significa costruire speranza nel mondo. Senza questo, non saremmo utili a nessuno».

Cristo, speranza che accade nella storia

L’incontro si è chiuso con un richiamo alla radicalità del messaggio di don Giussani: Cristo non è un ricordo del passato né un’idea, ma un avvenimento che accade oggi. È un volto vivo che continua a incontrare l’uomo attraverso la comunità cristiana. «Non possiamo più permetterci di resistere al Regno di Dio», ha ricordato Silvia Guidi citando Papa Francesco. «C’è urgenza di testimoni che costruiscono cittadelle di speranza sull’orlo della disperazione».

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