Rimini, 25 agosto 2025 – Ogni impresa nasce da un sogno, ma crescere richiede molto di più: ascolto, coraggio, relazioni vere. Da questa intuizione, che ha dato vita alla Compagnia delle Opere (CDO), si è sviluppato un dialogo intenso al Meeting di Rimini sul tema “Partenariato profit – non profit: nuove frontiere di uno sviluppo sostenibile”, organizzato da CDO Opere Sociali e Fondazione Progetto Arca. Sul palco si sono alternati Alberto Sinigallia, presidente della Fondazione Progetto Arca; Dario Boggio Marzet, presidente del Banco Alimentare Lombardia; Luisa Gamba, head of partnership and public sector di Amazon Business Italia; Alessandra Goretti, corporate affairs & communication manager di JTI Italia. A moderare l’incontro è stato Sergio Luciano, direttore di Economy.
Il non profit: Progetto Arca e Banco Alimentare, 30 anni di storie
Alberto Sinigallia, presidente della Fondazione Progetto Arca, ha raccontato che da 31 anni Arca assiste i senza dimora a Milano e oggi è attiva in diverse regioni italiane: «Siamo nati grazie a fra Ettore, il frate dei poveri di Milano, e da allora tutte le sere siamo in strada. La distribuzione di pasti è il primo passo per creare una relazione con le persone, accompagnandole ad uscire dall’indigenza». I numeri di Arca parlano chiaro: 435.000 beneficiari in 30 anni, 23 milioni di pasti distribuiti, oltre 100.000 persone accolte nei dormitori, con il 77% dei casi conclusi positivamente (casa e lavoro ritrovati). «Dietro questi dati – ha sottolineato Sinigallia – ci sono 600 volontari e 250 dipendenti che ogni giorno scelgono di esserci».
Dario Boggio Marzet, presidente del Banco Alimentare Lombardia, ha raccontato la storia di un’altra istituzione del non profit italiano nata nel 1989 dall’intuizione di Danilo Fossati, fondatore della Star, insieme a un gruppo di volontari. L’esperienza del Banco ha cambiato il modo di pensare lo spreco alimentare: «Negli anni ’80 buttare via il cibo era uno scandalo. Da lì è partita la nostra missione: recuperare alimenti eccedenti e ridistribuirli a chi ha bisogno. Oggi il Banco è una rete nazionale di 21 organizzazioni regionali: nel 2024 abbiamo distribuito più di 100.000 tonnellate di alimenti e aiutato 1,7 milioni di persone. Solo in Lombardia, ogni giorno forniamo l’equivalente di 100.000 pasti», ha detto. Anche qui, il ruolo del profit è decisivo: dal supporto logistico di Amazon al volontariato aziendale, che vede centinaia di dipendenti impegnati fianco a fianco con i volontari del Banco.
La voce del profit: Amazon e JTI
Luisa Gamba, di Amazon Business Italia, ha ricordato che l’impegno dell’azienda va ben oltre la logistica: «Siamo intervenuti dopo l’alluvione in Emilia Romagna, supportando Croce Rossa e Protezione Civile con donazioni dirette e attraverso il marketplace. Ma soprattutto crediamo nella formazione: con AWS ci siamo impegnati a formare entro il 2026 200.000 studenti e docenti sulle competenze digitali e sul coding. Aiutare il non profit significa anche dotarlo di strumenti per digitalizzare gli acquisti: il nostro marketplace per il terzo settore consente di selezionare fornitori locali, garantire trasparenza e accedere a prodotti certificati sostenibili. È un modo concreto per liberare tempo e risorse, così che le organizzazioni possano concentrarsi sul loro vero lavoro: aiutare le persone», ha detto.
Alessandra Goretti, responsabile comunicazione di JTI Italia, ha precisato che non basta intervenire nell’emergenza, ma bisogna costruire relazioni di lungo periodo. Progetto Arca abbiamo ha istituito mense mobili, appartamenti sociali, progetti al Sud. Insieme a CDO Opere Sociali, JTI Italia ha lanciato un social contest che sostiene piccole realtà locali, permettendo loro di presentarsi, ottenere visibilità e realizzare progetti concreti.
Criticità e nuove frontiere
Il dibattito si è poi spostato sulle criticità da affrontare per rendere questo partenariato sempre più efficace. Boggio Marzet ha sottolineato la necessità di un quadro normativo chiaro e meno burocratico, soprattutto in materia di sicurezza alimentare e fisco: «Non sono soldi sprecati: sono risorse che generano un effetto leva enorme. Con 2 milioni di budget, distribuiamo alimenti per un valore di 50 milioni. Un ente pubblico non avrebbe mai questa efficienza», ha detto Sinigallia rilanciando la proposta di defiscalizzare il volontariato aziendale.
Il Social Contest: quattro progetti premiati
Uno dei momenti più attesi dell’incontro è stato il racconto del Social Contest promosso da CDO Opere Sociali con il sostegno di JTI Italia. A vincere sono state quattro realtà che dimostrano come l’innovazione sociale possa nascere dal basso: Il Banco di Solidarietà “Non Solo Pane” di Varese, che trasforma frutta in conserve donate alle famiglie in difficoltà: la Cooperativa Sociale “Giotto”, che ha sviluppato giardini terapeutici per malati di Alzheimer e persone fragili; l’associazione ”Cura e Riabilitazione”, che aprirà la Bottega dei talenti, dove persone con disabilità gravi potranno lavorare e incontrare il pubblico; l’impresa sociale torinese Panino e dintorni, che forma ragazzi autistici nella preparazione e vendita di panini e focacce nelle scuole, favorendo inclusione e cambiamento culturale.
Un’amicizia operativa per il bene comune
L’incontro si è concluso con l’intervento di Stefano Geno, presidente di CDO Opere Sociali: “Il denaro, quando viene messo in circolo per il bene comune, diventa uno strumento prezioso. Mettere insieme risorse private orientate al profitto con opere nate per aiutare è intrinsecamente buono. È la dimostrazione che l’impresa non vive di numeri soltanto, ma di relazioni. Quello che oggi abbiamo ascoltato non è retorica: è la prova che un’‘amicizia operativa’ tra profit e non profit può costruire davvero nuove frontiere di sviluppo sostenibile”.







