Nuovi mattoni per l’Europa

Redazione Web

Rimini, 26 agosto 2025 – «L’Europa è ciò che noi abbiamo il coraggio di rendere possibile. Non è definita, non è completa, ma il destino di questo progetto unico dipende da ciascuno di noi. Lottiamo per l’Europa, non possiamo permetterci di arrenderci». Queste le parole Roberta Metsola, Presidente del Parlamento europeo, che hanno aperto il suo intervento nell’incontro “Nuovi mattoni per l’Europa”, moderato da Bernhard Scholz, presidente della Fondazione Meeting. La leader europea ha sottolienato la necessità di riforme concrete per rafforzare il ruolo dell’Unione in un contesto globale attraversato da guerre, crisi economiche e nuove sfide geopolitiche.

L’Europa tra coraggio e possibilità

Metsola ha sottolineato come l’Unione europea si trovi oggi ad affrontare scenari impensabili fino a pochi anni fa: «La guerra in Ucraina ha mostrato la nostra dipendenza dalla Russia, la crisi in Medio Oriente rivela quanto abbiamo bisogno di un’Europa più forte capace di promuovere la pace, e la crescita di oligarchie tecnologiche globali rischia di marginalizzare il nostro modello sociale». In questo quadro, ha ribadito che l’Unione non può limitarsi alla gestione ordinaria: «Lo status quo significa arrendersi, significa lasciare l’Europa ai margini. Siamo leader, dobbiamo solo avere il coraggio di prendere le decisioni necessarie».

L’audacia delle riforme: innovazione e competitività

Punto focale del discorso è stato l’appello a semplificare il quadro normativo europeo: «Abbiamo approvato 13.000 provvedimenti nella scorsa legislatura, contro i soli 3.000 degli Stati Uniti. Nessuna impresa può crescere dentro un contesto simile. Dove possiamo semplificare dobbiamo farlo, dove serve correggere, dobbiamo correggere». Ha inoltre evidenziato la necessità di rafforzare il mercato unico, investire in innovazione e colmare il divario tecnologico con Stati Uniti e Cina: «In Italia ho visto il supercomputer Leonardo, tra i più potenti d’Europa. Ecco l’esempio di come i nostri talenti possono essere messi al servizio della crescita. Ma dobbiamo fare in modo che Nicola, un giovane imprenditore calabrese che vuole solo poter lavorare nella sua terra, trovi in Europa un alleato, non un ostacolo».

Sostenere e non ostacolare: il ruolo della cooperazione

Metsola ha difeso con decisione il ruolo delle imprese europee: «Sono orgogliosa delle nostre industrie e voglio sostenerle, non ostacolarle. L’Europa deve dare meno lezioni con tono moralista e agire di più». Ribadendo il valore delle relazioni transatlantiche, ha confermato che l’accordo commerciale provvisorio con gli Stati Uniti «è un passo avanti, ma va trasformato in una vera opportunità per cittadini e imprese». Ha poi indicato Africa e America Latina come aree prioritarie per nuove partnership basate su investimenti e cooperazione solida.

Ucraina e Medio Oriente: difesa della libertà

Il sostegno all’Ucraina resta «determinante e non negoziabile»: «Non è solo altruismo – ha dichiarato Metsola – è difesa della nostra libertà. Nulla sull’Ucraina senza l’Ucraina, nulla sull’Europa senza l’Europa». Sul conflitto a Gaza ha chiesto con forza la cessazione delle violenze: «Troppi innocenti, troppi bambini stanno pagando il prezzo. Vogliamo che gli ostaggi vengano liberati e che il ciclo infinito di guerra e vendetta si interrompa».

Il Parlamento europeo come “centro di gravità”

Riprendendo le parole del Presidente Sergio Mattarella, Metsola ha ricordato che il Parlamento europeo è «il centro di gravità che collega istituzioni e cittadini». Da qui l’impegno a restare vicino ai popoli europei, soprattutto ai più giovani: «Il nostro compito è restituire fiducia. Dobbiamo mostrare coerenza e ambizione, perché i cittadini chiedono all’Europa di semplificare le loro vite e di aprire nuove opportunità».

Mattone su mattone: fiducia nell’Europa del domani

Metsola ha chiuso con un appello: «Sicurezza, competitività, semplificazione, pace. Questi non sono slogan, sono i mattoni del prossimo capitolo europeo. Se vogliamo la pace, dobbiamo proteggerla; se vogliamo la crescita, dobbiamo renderla possibile; se vogliamo la fiducia, dobbiamo meritarla». La presidente ha invitato a guardare al futuro con speranza: «Io credo nell’Europa, credo nel suo coraggio, credo nella sua capacità di cambiare. E lo dico come cattolica, come profonda europeista, come figlia del Mediterraneo: Viva l’Italia e viva l’Europa».

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