NATALITÀ E FAMIGLIA

Press Meeting

“È tempo di scelte”. Tutti d’accordo i partecipanti all’incontro che, come è ormai tradizione da alcuni anni, l’Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà ha tenuto al Meeting di Rimini. Iniziato in sala C1 con un (abbondante) ‘quarto d’ora accademico’ di ritardo sul previsto orario delle 15, l’incontro ha avuto come protagoniste la natalità e la famiglia. O meglio, la natalità nella famiglia. Differenza sostanziale, ribadita con fermezza soprattutto dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi e dai deputati del Pdl, Barbara Saltamartini e Gabriele Toccafondi. Anche in questo caso questione di scelta e di valore, opinabile per molti enti locali che, nell’offerta di servizi in particolare per l’infanzia, creano corsie privilegiate per conviventi e genitori single, penalizzando chi ha costituito una famiglia ‘regolare’. “Quando le risorse non ci sono, e ora non ci sono – ha dimostrato ‘dando i numeri’ Toccafondi, membro della commissione Bilancio – è importante chiedersi cosa ha valore, quali siano le priorità. E per me vale più un figlio da educare che un gatto da castrare”. Conclusione che ha introdotto un altro punto condiviso: i tagli lineari indicati dalla recente manovra finanziaria “non s’hanno da fare”.
“Se le priorità sono famiglia e lavoro, qui si mettano le risorse – ha incitato Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera e promotore dell’Intergruppo per la sussidiarietà – e il primo segnale di differenza diamolo con il contributo di solidarietà, perché un conto è chiederlo a chi guadagna 90mila euro ed è single, un altro a chi, a parità di reddito, ha famiglia”.
Quoziente familiare (come lo chiama Saltamartini) o fattore famiglia (come preferisce Sacconi), comunque lo si intenda o lo si chiami, è uno strumento di equità fiscale e di politica nazionale non più rimandabile in un paese fanalino di coda al mondo per tasso di natalità. E un paese senza figli è un paese senza futuro.
Su questo punto, altra consonanza nel merito ma con qualche sfumatura nelle opzioni di intervento. La deputata del Pd Alessia Maria Mosca punta infatti più sulla conciliazione famiglia-lavoro per valorizzare le donne quali “motore di sviluppo del Paese e non mere erogatrici-sostitute di servizi che non ci sono”, mentre il collega Guglielmo Vaccaro, anche lui del Pd, evidenzia lo sbilanciamento della spesa sociale sul versante pensionistico a danno delle politiche familiari con un confronto ‘europeo’ fatto di nomi e di facce: “Raffaele, mio figlio, nato in Belgio; Alessandro, figlio di amici, nato a Salerno; Theodor, mio nipote, nato in Svezia. Tre futuri completamente differenti”.
“Prima ancora delle scelte politiche, però, è ora di una scelta politica-culturale anche nel mondo del lavoro – ha ribadito Sacconi – dai capi del personale alle parti sociali. Contratti di prossimità, rimodulazione degli orari… gli strumenti ci sono”.

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