Incontro con la stampa estera: un dialogo sui temi internazionali del Meeting 2026

Luglio 2026
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All’indomani della presentazione ufficiale della 47ª edizione del Meeting di Rimini, svoltasi all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, giovedì 9 luglio si è tenuto a Roma un incontro più raccolto ma particolarmente significativo a Palazzo Grazioli di Roma, sede dell’Associazione della Stampa Estera in Italia.

In dialogo con giornalisti di vari paesi

Ad accogliere i partecipanti è stata la presidente dell’Associazione, Trisha Thomas, corrispondente di Associated Press. All’incontro hanno partecipato corrispondenti provenienti da diversi Paesi, tra cui Libano, Stati Uniti, Argentina, Spagna e Repubblica di San Marino.

Per il Meeting è intervenuto il presidente Bernhard Scholz, dando vita a un dialogo informale, diretto e approfondito che si è protratto per circa un’ora. È stata una conversazione aperta, nella quale i giornalisti hanno potuto confrontarsi sui temi che caratterizzeranno l’edizione 2026.

Particolare interesse ha suscitato la dimensione geopolitica del programma, che affronta alcune delle questioni più urgenti del nostro tempo attraverso il contributo di protagonisti provenienti da diversi Paesi e tradizioni culturali. Numerosi incontri saranno dedicati infatti ai grandi scenari internazionali, ai conflitti, al dialogo tra i popoli, alle sfide della cooperazione e al rapporto tra Europa e Mediterraneo. Ci sarà anche un incontro con relatori statunitensi dedicato ai 250 anni dalla dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti.

L’internazionalità del Meeting emergerà anche attraverso le mostre e gli spettacoli. Tra questi, il concerto inaugurale dello Yasmeen Choir, il coro giovanile di Gerusalemme che riunisce ragazzi di differenti culture e religioni, rappresenta un esempio concreto di come la musica possa diventare luogo di convivenza e dialogo.

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L’esperienza del Libano al centro del Meeting

Grande attenzione è stata riservata anche alla mostra dedicata al Libano, che racconta i decenni nei quali è stato esempio al livello globale di una convivenza feconda fra religioni e culture diverse. La mostra fa anche vedere esperienze nel presente che sotto le macerie della guerra creano luoghi di educazione, di accoglienza e di riconciliazione. Sono esperienze che, come tante altre testimonianze di questo Meeting, dimostrano che è possibile una vita buona anche in condizioni avverse. Ed proprio questa l’intenzione del titolo del Meeting 2026, «L’amor che move il sole e l’altre stelle»: chi si lascia muovere da questo amore diventa protagonista di una speranza per tutti.

L’incontro con la stampa estera ha così confermato uno degli aspetti distintivi del Meeting: essere un luogo nel quale le vicende internazionali non vengono semplicemente analizzate, ma diventano occasione di conoscenza reciproca, confronto e costruzione di rapporti, coinvolgendo ogni anno personalità, giornalisti e partecipanti provenienti da decine di Paesi.

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