Mattoni nuovi per lo sviluppo

Redazione Web

Rimini, 25 agosto 2025 – Il Meeting di Rimini ha dedicato uno dei momenti centrali della quarta giornata al tema dello sviluppo economico e sociale in un’epoca di profonde trasformazioni. L’incontro “Mattoni nuovi per lo sviluppo”, organizzato in collaborazione con la Fondazione per la Sussidiarietà e trasmesso in diretta su Play 2000, ha visto il confronto tra Daria Perrotta (Ragioniere generale dello Stato), Maurizio Gardini (presidente Conserve Italia e Confcooperative), Luigi Gubitosi (operating partner Advent International) e Roberto Sancinelli (presidente e AD Montello S.p.A.), moderati da Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà. Un dibattito ad ampio spettro, capace di mettere a tema le grandi sfide globali – dalla sostenibilità ambientale alla gestione del debito pubblico, dalle disuguaglianze sociali al ruolo dello Stato e dei corpi intermedi – e di individuare quali possano essere i “mattoni nuovi” per costruire un modello di sviluppo più equo e sostenibile.

Daria Perrotta: il debito tra sostenibilità e responsabilità

La Ragioniera generale dello Stato, Daria Perrotta ha aperto l’incontro con un’analisi lucida della situazione del debito pubblico italiano: “A maggio 2025 – ha ricordato – il nostro debito ammontava a 3.053 miliardi di euro, pari al 136,7% del PIL. È un dato che ci accompagna storicamente: per oltre un secolo l’Italia ha conosciuto rapporti debito/PIL superiori al 60%, e spesso anche al 100%”. La vera questione, ha sottolineato Perrotta, non è la quantità di debito, ma la sua qualità: “Un conto è il debito che alimenta crescita e investimenti, un altro è quello che genera solo oneri per interessi. Il cosiddetto debito buono deve essere orientato alla spesa in conto capitale, ma anche al capitale umano: salari, formazione, politiche che rafforzino la produttività e la coesione sociale”. Fondamentale, ha aggiunto, è la connessione tra politiche nazionali e quadro europeo: “Il costo del nostro debito dipende anche dalla Banca Centrale Europea e dalle regole fiscali dell’UE. La sfida è utilizzare bene la discrezionalità nazionale, senza paura di scegliere, ma dentro una cornice di stabilità condivisa”.

Luigi Gubitosi: efficienza della spesa e investimenti in istruzione e sanità

Luigi Gubitosi, forte della sua lunga esperienza manageriale, ha offerto una prospettiva pragmatica: “Ridurre il debito sarà complesso: la demografia negativa e la crescita dei fabbisogni – difesa, sanità, transizione energetica – renderanno inevitabile la pressione sulla spesa pubblica. L’unica via è l’efficienza: spendere meglio, non solo di più”. L’ex presidente di TIM e dell’Università Luiss ha insistito su due priorità: “Istruzione e sanità. Sono i settori chiave per la qualità della vita e per la competitività del Paese. Non possiamo permetterci di avere comuni che non trovano tecnici qualificati o università piccole e isolate incapaci di reggere la competizione. Serve aggregare, riformare, premiare la qualità”. Infine, ha avvertito: “La discesa dei tassi d’interesse negli ultimi decenni ha fatto esplodere il valore degli asset, aumentando le disuguaglianze tra chi possedeva ricchezze e chi viveva solo di lavoro. Questo genera un problema di coesione sociale: senza speranza, le persone si sentono escluse dalla comunità nazionale”.

Maurizio Gardini: la cooperazione come correttivo del capitalismo

Il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini ha portato la voce dei corpi intermedi: “Siamo davanti a una crisi del neoliberismo globale. Ha prodotto crescita, ma anche lacerazioni sociali e territoriali: povertà, aree interne dimenticate, disuguaglianze crescenti. Lo Stato non può più essere solo regolatore o assistenziale, deve farsi promotore di sviluppo insieme ai corpi intermedi”. Gardini ha richiamato il ruolo dell’economia sociale: “Cooperative sociali, agroalimentari, banche di credito cooperativo: realtà che operano non per massimizzare il dividendo, ma per servire il territorio. Sono questi i protagonisti di un patto di responsabilità che può correggere le disfunzioni del capitalismo e portare sviluppo anche nelle aree marginali”. E ha lanciato una proposta: “Defiscalizzare gli aumenti contrattuali sarebbe un segnale forte per mettere più soldi in busta paga e sostenere il lavoro dipendente, che oggi soffre più di altri la crisi. È questo un nuovo mattone per costruire fiducia e sviluppo”.

Roberto Sancinelli: dal rifiuto all’economia circolare

L’imprenditore Roberto Sancinelli ha raccontato la sua scelta coraggiosa: “Ero presidente di un’azienda siderurgica che produceva tondini per cemento armato. Ventotto anni fa decisi di chiudere la siderurgia e di puntare tutto sul riciclo. Il rifiuto non è un problema, ma una risorsa. È una miniera da valorizzare”. La Montello S.p.A., da lui guidata, è oggi leader nel riciclo della plastica e dei rifiuti organici: “Abbiamo trasformato ciò che tutti consideravano scarto in valore. Questo è un esempio di economia circolare che decarbonizza, riduce le emissioni e crea occupazione”. Ma Sancinelli ha lanciato anche un monito: “L’industria primaria è quasi sparita dall’Europa, il manifatturiero è in grande difficoltà. O avremo il coraggio di fare scelte innovative e rapide, o perderemo terreno irreversibile. Servono meno burocrazia e più visione: il tempo è finito, bisogna agire subito”.

Daria Perrotta: le uova di casorati come metafora

Nel suo secondo intervento, Daria Perrotta ha offerto un’immagine potente, ispirata alle nature morte di Felice Casorati: “Le uova rappresentano i cittadini: fragili, in bilico, ma forti quando sono unite. La vera sfida è trasformare consumatori passivi in cittadini consapevoli, capaci di condividere responsabilità e non solo pretese”. Il confine tra diritti e pretese, ha avvertito, è oggi sottilissimo: “Lo Stato deve garantire i diritti fondamentali, ma ognuno di noi deve riconoscere la propria parte di responsabilità. Solo così il debito diventa sostenibile e l’economia cresce”.

Giorgio Vittadini: i corpi intermedi come chioccia

Il presidente della Fondazione per la Sussidiarietà Giorgio Vittadini ha chiuso l’incontro riprendendo la metafora delle uova: “Perché l’uovo si schiuda serve una chioccia che lo scaldi. Così è per lo sviluppo: servono corpi intermedi che trasformino le potenzialità in realtà, che accompagnino i giovani, che sostengano imprese e comunità”. E ha aggiunto: “Il Meeting ci ricorda che non esistono argomenti solo tecnici. Anche l’economia è fatta di responsabilità, desiderio, creatività. I nostri nonni hanno ricostruito l’Italia dopo le guerre con coraggio e solidarietà. Oggi tocca a noi costruire con mattoni nuovi: responsabilità condivisa, innovazione, sussidiarietà”. L’incontro ha lasciato al pubblico un messaggio chiaro: lo sviluppo non può più essere affidato solo al mercato o allo Stato, ma nasce da una responsabilità collettiva che coinvolge cittadini, imprese, istituzioni e corpi intermedi. Solo così i rifiuti diventano risorse, il debito diventa investimento, e i territori tornano a crescere.

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