Luoghi da costruire e vie per raggiungerli

Redazione Web

Rimini, 27 agosto 2025 – Nell’ultima giornata del Meeting di Rimini, la Sala Gruppo FS C2 ha ospitato il panel “Luoghi da costruire e vie per raggiungerli”. Sul palco si sono confrontati Alfredo Maria Becchetti, presidente di Infratel; Stefano Antonio Donnarumma, amministratore delegato e direttore generale del Gruppo FS Italiane; Geronimo La Russa, presidente eletto di ACI; Enrico Resmini, chief non regulated business officer di ACEA e amministratore delegato di a.Quantum; e Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio dei Ministri e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ha moderato Emmanuele Forlani, direttore della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli È stata una intensa riflessione sui “mattoni nuovi” da porre per il futuro del Paese: infrastrutture materiali e immateriali, trasporti, mobilità, energia, digitale.

Un’autostrada digitale”

Il presidente di Infratel, Alfredo Maria Becchetti, ha raccontato la mission della società: «Infratel è chiamata a superare il digital divide, portando la fibra ottica e il 5G in ogni comune, scuola, presidio sanitario, isola minore del Paese. Abbiamo completato il piano delle isole minori, stiamo portando avanti il Piano Italia a 1 Giga e il Piano 5G». L’obiettivo è colmare i “deserti tecnologici”: «Interveniamo nelle aree bianche, dove il mercato non investirebbe. È lì che costruiamo con mattoni nuovi. Negli anni ’50-’60 si realizzò l’autostrada del Sole; oggi stiamo costruendo l’autostrada digitale». Becchetti ha citato uno studio condotto con l’Università Bocconi: «Ogni volta che la digitalizzazione arriva in un borgo, la popolazione cresce del 2,5% l’anno. Così si contrasta la desertificazione demografica e si restituisce vita ai piccoli comuni». Accanto all’infrastruttura, Infratel ha avviato il Catasto dei sottoservizi tecnologici (SIMFI), per mappare reti e impianti: «Un Paese orograficamente complesso come l’Italia ha bisogno di una georeferenziazione precisa per risparmiare costi e accelerare gli interventi. La vera rivoluzione è questa: costruire futuro non solo nelle metropoli, ma in ogni luogo, dal borgo di montagna alla grande città».

“Investire 100 miliardi sulle ferrovie”

L’amministratore delegato del Gruppo FS Italiane, Stefano Antonio Donnarumma, ha ricordato i numeri della rete: oltre 17mila km di linee ferroviarie, di cui poco più di mille dedicati all’alta velocità. «Il 90% del traffico riguarda pendolari e trasporto regionale. La vera sfida è ammodernare tutta la rete, spesso datata». Il Piano FS, concordato con il Ministero delle Infrastrutture, prevede 100 miliardi di investimenti in cinque anni, di cui 25 miliardi dal PNRR. «Lo scorso anno abbiamo raggiunto il record di 17,5 miliardi di investimenti; nei primi sei mesi del 2025 abbiamo già superato del 15% quel livello». Le priorità: alta velocità al Sud: la Napoli-Bari, che ridurrà i tempi a tre ore, la Salerno-Reggio Calabria, e le reti siciliane (Catania, Palermo, Messina). Nord Italia: completamento Milano-Venezia con nuove tratte già operative in autunno. Logistica: il Terzo Valico per collegare Genova all’Europa, i valichi alpini. «Quest’estate – ha detto Donnarumma – abbiamo aperto oltre 1.200 cantieri senza fermare i treni. Nonostante i lavori, abbiamo registrato il 10% in più di puntualità, grazie all’impegno di 100mila lavoratori. È la prova che l’Italia può crescere se investe seriamente sulle sue ferrovie».

“ACI, 120 anni al servizio della mobilità”

Geronimo La Russa, presidente eletto di ACI, ha ricordato i 120 anni dell’Automobile Club: «Siamo una federazione di 98 club territoriali, con oltre un milione di soci. Un tempo difendevamo solo l’auto; oggi ci occupiamo di mobilità a 360 gradi, perché nella stessa giornata ogni cittadino è pedone, automobilista, ciclista». L’integrazione fra gomma e ferro è la sfida futura: «Lavoriamo per offrire servizi integrati, anche assicurativi, in collaborazione con FS. Ma la mobilità deve essere soprattutto sicura e sostenibile». ACI investe nella cultura della sicurezza stradale, a partire dalle scuole: «La sicurezza è un fatto mentale prima che tecnico. Se un bambino impara a rispettare le regole, influenzerà anche i genitori».

“Acqua ed energia, infrastrutture invisibili ma vitali”

Enrico Resmini, di ACEA e a.Quantum, ha parlato delle infrastrutture idriche ed elettriche: «Sono le più critiche perché invisibili, ma senza di esse non c’è vita. In Italia due terzi delle reti idriche hanno più di 30 anni e un quarto più di 50: perdiamo il 40% dell’acqua prelevata». ACEA investirà 1,5 miliardi per il raddoppio dell’acquedotto di Roma, «il più avanzato mai realizzato in Europa». Ma il futuro richiede innovazione: «Robotica e intelligenza artificiale ci permettono di monitorare e gestire reti complesse, riducendo guasti e aumentando la sicurezza». Resmini ha sottolineato come «le infrastrutture energetiche vadano ripensate: il picco dei consumi elettrici, oggi a luglio per i condizionatori, fra pochi anni sarà in inverno, con le pompe di calore. Serve una rete nuova, intelligente, capace di rispondere alle sfide della transizione ecologica».

Salvini: “204 miliardi per il futuro dell’Italia”

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha chiuso l’incontro con un discorso denso di numeri e visioni: «Abbiamo in corso opere per 204 miliardi di euro, di cui 125 su ferrovie, strade, edilizia, idrico, trasporto pubblico locale». Fra i progetti principali: “Piano Casa Italia”, per giovani e famiglie, con 15mila alloggi popolari già in recupero; Olimpiadi Milano-Cortina 2026, con 4 miliardi di investimenti e un indotto stimato di oltre 5 miliardi. Salvini cita anche le grandi opere ferroviarie: Torino-Lione, Brennero, Salerno-Reggio Calabria. E poi il progetto dei progetti: il Ponte sullo Stretto di Messina: «Il più lungo a campata unica al mondo, 13,5 miliardi di investimento, 120mila posti di lavoro, 12 milioni di tonnellate di CO₂ in meno. Non è un’opera di propaganda, ma un’opera di futuro». Salvini ha insistito sulla dimensione etica: «Non bastano infrastrutture fisiche: serve una spina dorsale morale e culturale. Senza famiglia e radici, non c’è futuro».

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