Le nuove infrastrutture e il pilastro della sostenibilità

Redazione Web

Infrastrutture e sostenibilità: le soluzioni possibili per il rilancio del Paese

Necessaria la sinergia pubblico-privato per un rilancio infrastrutturale

 

Rimini, 25 agosto 2021 – Un panel di alto livello ha caratterizzato l’incontro “Le nuove infrastrutture e il pilastro della sostenibilità” proposto dal Meeting in collaborazione con Cdo e Unioncamere: Mario Abbadessa, Senior Managing Director & Country Head di Hines Italy; Enrico Giovannini, ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Alessio Torelli, chief Mobility Officier & CEO Snam for Mobility, introdotti da Bernhard Scholz, presidente Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli. L’incontro è stato moderato da Mariangela Pira, giornalista di SkyTg24.

Scholz ha sottolineato come la complessità dei problemi rischi di diventare un alibi per il comportamento del singolo: «Occorre invece dare spazio al comportamento del singolo, sia esso inteso come persona o come impresa finalizzato al cambiamento della collettività. Inoltre», ha precisato, «sulle criticità di questi cambiamenti è necessaria una trasparenza totale, poiché viceversa le persone rischiano di perdere fiducia e non attuare i comportamenti virtuosi».

Giovannini ha evidenziato l’importanza delle infrastrutture sostenibili: «Per capirne l’importanza occorre capire quali sono le infrastrutture in-sostenibili. Le nuove infrastrutture devono essere fatte con criteri nuovi di costruzione, agendo in modo diverso rispetto al passato. Altro fattore importante è dato dal fatto che la logica della rendicontazione si sposta da “io ho speso” a “io ho risolto i problemi”, cioè dall’input all’outcome cioè al risultato su cui il governo ha accettato di essere giudicato e valutato». Non solo fondi del PNRR: il Ministro ha esplicitato come «la verifica di sostenibilità ambientale riguarda tutte le realizzazioni e progettazioni che seguono specifiche linee guida. Anche l’innovazione in ambito di mobilità a livello locale sarà monitorata dal dicastero che potrà sostituirsi qualora riscontri disallineamenti da quanto pianificato».

Torelli si è concentrato sulle linee di azione attuate da Snam in ottica di sostenibilità: «Utilizzo del biogas, l’attenzione agli standard interni finalizzati alla riduzione degli sprechi, sono alcune attività intraprese. Lo sviluppo di una vision stabile e di lungo termine è un elemento fondamentale: lo sforzo del PNRR è cercare di stabilizzarla almeno per cinque anni. Dopodiché per rendere la mobilità alla portata di chi deve utilizzarla, senza impatti negativi su ambiente e società, è necessario consentire una finestra di transizione che tenga in considerazione tutto ciò che occorre per rendere disponibile quanto necessario in un tempo concreto, in grado di permettere anche al sistema impresa di convertire il proprio business model».

Mario Abbadessa ha sottolineato che «nessuna infrastruttura può essere davvero durabile e sostenibile se non lo è anche socialmente. È compito degli sviluppatori realizzare infrastrutture sociali in modo da venire incontro alle fasce più deboli: anziani, studenti, giovani coppie, donne lavoratrici. Tuttavia, è necessario proseguire con una velocizzazione degli iter burocratici per evitare che i progetti nascano già “vecchi”. Ed è seguendo questo principio», ha illustrato, «che negli ultimi cinque anni Hines ha investito a Milano 5 miliardi di Euro. Uno dei progetti di punta su cui stiamo lavorando è MilanoSesto, la rigenerazione urbana più grande d’Italia e tra le principali in Europa. Si tratta di un nuovo modello di living incentrato su un’offerta residenziale caratterizzata da servizi pensati per persone di età e ambizioni diverse, in cui operiamo con un approccio di lungo termine puntando sull’inclusione e la sostenibilità sociale».

Il Ministro delle Infrastrutture ha rilevato l’importanza della finanza privata in ottica di investimento infrastrutturale: «Il cambiamento delle norme che prevede la non interruzione dei lavori a seguito di ricorso al Tar velocizzerà la realizzazione di opere, rendendo più appetibile l’apporto del privato. Abbiamo un problema di riqualificazione urbana molto ampio: gli edifici con più di settanta anni sono vincolati, ma in tal modo si vincolano edifici anni ’50 che in realtà sono strutturalmente inidonei. Dovremo andare verso la sostenibilità sociale», ha affermato Giovannini, «con la necessità di investimenti privati perché la spesa pubblica non può fare tutto da sola. Il costo della transizione, invece, dipende dal punto di vista dei parametri presi in esame: si pensi ai 60mila morti l’anno per l’inquinamento, o ai costi derivanti dai disastri ambientali. Ogni anno di ritardo ha dei costi superiori a quelli della transizione stessa: dobbiamo disegnare la transizione in modo sistematico ed è qui che il Paese ha notevoli ritardi, non avendo operato in una sinergia tra tutti i settori produttivi e sociali. Servono progetti credibili, su cui il settore privato dovrà portare non solo il contributo tecnologico, ma anche di investimento concreto».

Torelli ha riscontrato, poi, la necessità di un aiuto alle imprese per affrontare la trasformazione in ottica di sostenibilità: «È importante orientare con la vision di lungo termine attuando strumenti di incentivazione, o di penalizzazione, per catalizzare le scelte che il Governo vorrà portare avanti e condividere a livello Europeo. Una sinergia maggiore tra pubblico e privato», secondo Torelli, «rappresenta senza dubbio la chiave per realizzare davvero lo sforzo infrastrutturale e di trasformazione che è necessario al Paese».

(S.Z.)

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