Lavoro: un patto per i giovani

Press Meeting

Rimini, giovedì 23 agosto – Non solo un patto per il lavoro, ma un patto per i giovani. È di questo che parla Stefano Bonaccini, presidente della regione Emilia-Romagna, alle domande di Massimo Ferlini, presidente di FormaPer, questa sera alla MeshAREA TALK Intesa Sanpaolo B1.
“Non siamo cresciuti solo per la quantità – racconta il governatore – ma anche per la qualità del lavoro, diventando, nonostante il sisma che ha colpito la regione nel 2012, la terza regione in Italia, assieme a Lombardia e Veneto una punta di eccellenza.”
Dopo il raggiungimento di un accordo con le componenti sociali sul c.d patto per il lavoro nel 2015, ora però è il momento di concentrarsi sui giovani, guardando soprattutto ai costi che chi assume de-ve sostenere, andando incontro alle diverse esigenze anche con investimenti pubblici consistenti.
Tre sono gli obiettivi che a livello regionale ci si propone di conseguire. Il primo, sostegno delle manifatture: perché sul territorio il capitale umano ha comunque un costo più alto che altrove nel mondo, sebbene non ovunque si riescono ad avere i prodotti per cui il made in Italy è apprezzato e richiesto. Secondo, sostegno della cultura e della formazione: perché i giovani andranno svolgere lavori che oggi non esistono e devono essere colmati i gaps che spesso segnano il passaggio dal mondo della scuola e dell’università a quello del lavoro. Terzo, e chiaramente ultimo ma non ultimo – soprattutto a Rimini – il turismo, nella prospettiva di guardare a questo settore come un’energia rinnovabile e non ad un oro nero che permette di vivere di rendita.
Per questo servono forti interventi di politica sociale, in grado di accompagnare il lavoratore nell’inserimento, nel mantenimento e nel ricollocamento a seconda delle diverse esigenze del mercato. Non solo, quindi, investimenti nelle politiche di welfare – importantissime – per consentire la continuità occupazionale femminile con lo sviluppo di vere e proprie agenzie educative per la prima infanzia, ma un vero e proprio patto per i giovani. È questo l’obiettivo di Bonaccini a partire dal prossimo autunno.
Grande peso, in questi termini possono – e devono – avere le opportunità offerte dai finanziamenti europei, risorsa preziose soprattutto nel campo della formazione. Un ambito politico, quest’ultimo, che chiede di essere declinato anche e soprattutto secondo le specifiche esigenze del territorio. “Lo studio, infatti, può essere finalizzato laddove il mercato offre delle opportunità concrete”.
In questo va dunque valorizzato il modello emiliano-romagnolo, che ambisce alla luce di questi sui traguardi di conseguire maggiore autonomia e più ampie competenze in materia nei negoziati che ora si conducono con il governo nella prospettiva di nuove forme di regionalismo differenziato.
“Non si tratta di egoismo regionale, anzi – afferma Bonaccini, e continua – I sistemi e gli esperimenti che a livello lovale dimostrano di funzionare, infatti, possono costituire nuovi modelli da proporre in territori che, seppur diversi, presentano caratteristiche analoghe”. In questo, dunque, le intenzioni della regione Emilia-Romagna di opporti ai tentativi di nazionalizzare le politiche in materia di forma-zione e lavoro.
“La sfida della sostenibilità – conclude l’ospite – è quella indicata da papa Francesco nella “Laudato Si’”. E non lo dico per motivi di fede. L’invito del papa, infatti, non è tanto ad uno spirito ecologista quanto piuttosto ad una relazionalità di cura nei confronti dell’ambiente e della società. Il Meeting, in questo senso, a mio parere, veicola il messaggio che sta alla base di quel che finora è stato detto”.

Scarica