Rimini, 25 agosto 2025 – Una delle più grosse disgrazie che può capitare ad un abitante del pianeta Terra nel 2025 è di inciampare in una parola apparentemente innocua, un vocabolo di appena 5 lettere: anima. Una bella fregatura. Questo viaggio inizia proprio da quell’inciampo, una terribile collisione, avvenuta nel momento esatto in cui una neomamma e un neopapà vennero messi di fronte a una sfida insuperabile: “Avete fatto un corpo, ora dovete fare l’anima”.
È un viaggio-combattimento, scomodo, urticante, persino doloroso, con una parola, con quella parola. Certo, al giorno d’oggi, i suddetti genitori possono provare a difendersi con tutto l’arsenale di armi che la modernità gli mette a disposizione: la scienza, il buon senso, gli ideali borghesi, il cinismo… Ma ad un certo punto ci si trova sempre di fronte a un bivio: organizzare per il proprio figlio un avvenire da influencer, chef, archiatra, archistar, pallone d’oro, CEO, oppure… aiutarlo ad accogliere la bellezza di una realtà donata, perché possa stupirsi tutte le volte che aprirà gli occhi. E magari riscoprire con lui la meraviglia di avere un’anima.
Intitolato “La fregatura di avere un’anima” lo spettacolo andato in scena al Teatro Oscar, di e con Giacomo Poretti, diretto da Andrea Chiodi, prodotto dal Teatro de Gli Incamminati, che indaga proprio sulla creazione di un’anima. Ogni genitore, dopo aver generato un figlio, si trova a dover plasmare anche la sua anima e si troverà dunque di fronte a un inevitabile bivio: strutturare una carriera perfetta per il proprio figlio, oppure aiutarlo a stupirsi davanti alla bellezza di una realtà donata?
“Nel 2024 qualsiasi genitore sfido, quando nasce un bimbo immagina di farne una professoressa, un medico, un ingegnere, un architetto, tutto fuorché pensare di fargli un’anima. – ha detto Poretti – Perché è una fregatura? Perché intanto i genitori nel 2024 hanno a disposizione e vivono dentro alla meravigliosa tecnologia che li aiuta in tutto quanto, quindi tutto il resto diventa superfluo. Però questa parolina qua, anima, se tu le consenti di girare nelle tue sinapsi, nel tuo cervello, è difficile liberarsene”.
I neo-genitori possono o organizzare per il proprio figlio un avvenire da influencer, chef, archistar, pallone d’oro, CEO di qualcosa, oppure aiutarlo a stupirsi tutte le volte che aprirà gli occhi, riscoprendo con lui la meraviglia di avere un’anima. “Questo è uno spettacolo molto molto comico, ha tratti anche molto poetici e per certi aspetti anche provocatori” ha concluso Poretti.







