La Fraternità radice dell’umano

Redazione Web

Rimini, 22 agosto 2025 – “La fraternità radice dell’umano. Proposte per ricucire il Paese”: questo il titolo dell’incontro organizzato al Meeting di Rimini 2025 dalla Fondazione per la Sussidiarietà in collaborazione con l’associazione “Comunità di Connessioni”

L’incontro ha aperto il ciclo di riflessioni dedicate al rapporto tra fraternità, politica e società del Meeting2025. Dalla formazione alla tecnologia, dalla finanza al lavoro, dalle riforme istituzionali alla sussidiarietà, tutti gli interventi del panel hanno mostrato come il principio di fraternità possa diventare un paradigma concreto per affrontare le sfide del presente.

Il significato della fraternità secondo padre Francesco Occhetta

 Padre Francesco Occhetta, gesuita, fondatore e coordinatore di “Comunità di Connessioni”, ha detto con parola chiara che la fraternità non è un sentimento spontaneo, ma una scelta culturale e politica: «La fraternità significa rinascere accanto a un altro. Citando Eliot, Occhetta ha richiamato l’immagine del deserto come luogo di discernimento, tentazione e ricerca dell’essenziale. Ha ricordato che anche il Papa e il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, hanno più volte richiamato il principio di fraternità come fondamento necessario per rafforzare i pilastri sociali della libertà e dell’uguaglianza, che, da soli, rischiano di degenerare: «Oggi la coscienza umana non riesce più a distinguere il bene dal male, ed è per questo che la fraternità è necessaria come bussola per ricostruire il Paese», ha precisato il fondatore di “Comunità di Connessioni”.

Tre proposte per un nuovo paradigma sociale

 Padre Occhetta ha, quindi, avanzato tre proposte concrete per tradurre la fraternità in azione politica e sociale: una grande stagione di formazione; la creazione di “comunità pensanti” e un rinnovato uso delle parole come strumenti per edificare realtà comuni.

«Il principio di fraternità è alla radice della Costituzione italiana e della Dichiarazione universale dei diritti umani», ha spiegato Occhetta richiamando esempi storici come Yunus in Bangladesh, Mandela in Sudafrica e il processo di pace in Colombia: e questo dimostra come il principio di fraternità possa rivoluzionare la storia di interi popoli. Ha aggiunto, infine, che «la fraternità è un principio laico, già intuito dagli illuministi, e che oggi deve tornare a orientare le nostre scelte».

Europa tra crisi e rilancio: l’analisi di Rosalba Famà

 Rosalba Famà, ricercatrice di Diritto europeo, ha richiamato l’attenzione sull’analisi della fase di crisi che l’Unione europea sta vivendo: «Siamo in un momento in cui i pilastri su cui si è fondata l’Unione si stanno sgretolando», ha osservato.

Per Famà le cause sono da rinvenirsi nel venir meno della cooperazione internazionale, nelle difficoltà legate alla guerra in Ucraina e nella necessità di ripensare la pace come progetto creativo e condiviso. La ricercatrice ha tuttavia ricordato l’esperienza positiva della risposta europea alla pandemia, dal sostegno ai lavoratori con la cassa integrazione fino al PNRR e all’approvvigionamento comune dei vaccini: «Quando si agisce in comune e si superano le logiche dell’egoismo – ha aggiunto – si realizza una fraternità concreta che diventa bene pubblico europeo».

Tecnologia e fraternità: la proposta di Luca Santoro

 Luca Santoro, ricercatore in ingegneria meccanica, ha fatto riflettere la platea sul legame tra tecnologia e fraternità: «La tecnologia non può essere ridotta a mero profitto, ma deve essere al servizio della persona», ha affermato.

Santoro ha quindi presentato tre pilastri fondamentali: l’open source, l’innovazione digitale e il principio di sussidiarietà, citando esempi concreti, come i ventilatori low cost sviluppati durante la pandemia e il “foldscope” – un microscopio di cartoncino a basso costo diffuso in centinaia di scuole nel mondo – per mostrare come la condivisione della conoscenza possa diventare cura immediata e strumento di alfabetizzazione scientifica.

«La fraternità è il fattore produttivo più scarso e più decisivo del nostro tempo – ha concluso – e deve diventare struttura portante delle nostre istituzioni e dei nostri laboratori».

Educazione finanziaria e inclusione: l’intervento di Chiara Alvisi

 Per Chiara Alvisi c’è l’urgenza di ricucire il tessuto sociale anche attraverso la finanza: «La fraternità finanziaria è un antidoto alla logica del conflitto», ha spiegato.

Alvisi ha evidenziato come l’educazione finanziaria rappresenti una leva per garantire inclusione e cittadinanza economica, riducendo le disuguaglianze e favorendo la cooperazione. «Lo slogan che propongo – ha aggiunto – è: l’educazione finanziaria come trama per ricucire il valore dei rapporti economici».

Ha poi concluso evidenziando che l’alfabetizzazione finanziaria consente ai cittadini di distinguere tra comportamenti virtuosi e rischiosi, rafforzando la partecipazione democratica e la resilienza sociale.

Lavoro e fraternità intergenerazionale: la riflessione di Ciro Cafiero

 L’avvocato giuslavorista Ciro Cafiero ha proposto una riflessione sul mondo del lavoro, segnato da crisi demografiche e trasformazioni tecnologiche.

«Il lavoro ha bisogno di fraternità per non autodistruggersi», ha dichiarato Cafiero avanzando tre proposte: il rilancio delle carriere dei quarantenni, la staffetta generazionale e l’uso degli strumenti di welfare e partecipazione per aumentare il potere d’acquisto dei lavoratori.

Il giuslavorista ha concluso con l’immagine di un abbraccio tra un giovane e un anziano, simbolo di un mondo del lavoro in cui la trasmissione delle competenze diventa occasione di riconoscimento reciproco.

Fraternità e Costituzione: il contributo di Paolo Bonini

 Paolo Bonini, costituzionalista, ha invece analizzato il ruolo della fraternità nella Costituzione italiana: «La fraternità è implicita nel principio personalista e nella tutela delle formazioni sociali», ha spiegato evidenziando tre aspetti fondamentali: la democrazia rappresentativa, l’importanza dei corpi intermedi e il pluralismo.

Bonini ha anche richiamato la necessità di attuare pienamente l’articolo 49 della Costituzione, dando ai partiti un riconoscimento giuridico adeguato e valorizzando il principio di sussidiarietà.

«Solo ripartendo dalle comunità intermedie – ha concluso – si può ridare linfa vitale alla politica e alla democrazia».

La sussidiarietà come antidoto alla crisi della democrazia

 Giovanni Mulazzani, della Fondazione per la Sussidiarietà, ha completato il quadro sottolineando che la crisi della democrazia può essere affrontata rilanciando e rinforzando il principio costituzionale della sussidiarietà.

«Non è solo un principio programmatico, ma un criterio fattivo per costruire comunità e restituire fiducia», ha dichiarato Mulazzani richiamando l’intervento del Presidente Mattarella al Meeting, che ha esortato a connettere democrazia, diritti e sussidiarietà. «Solo così – ha concluso Mulazzani  – la democrazia può ritrovare la sua anima e non ridursi a mera procedura».

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