Investire nello sviluppo, creare lavoro

Redazione Web

Rimini, 22 agosto 2025 – L’incontro dal titolo “Investire nello sviluppo, creare lavoro” ha posto al centro del Meeting un tema decisivo per il futuro del Paese: la capacità di generare occupazione attraverso innovazione, formazione e credito. Con Alfio Bardolla, CEO Alfio Bardolla Training Group; Enrico Cereda, Presidente Confidi Systema; Carlo Alberto Giusti, Rettore Università Link Campus moderati da Bernhard Scholz, Presidente Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli ETS, il dibattito ha permesso di mettere a fuoco le condizioni necessarie affinché sviluppo e lavoro possano camminare insieme.

Formazione continua e nuove competenze

 Alfio Bardolla ha sottolineato l’urgenza di una formazione costante: «Ogni sessanta colloqui riusciamo a trovare una sola persona adeguata al ruolo richiesto. Non è una questione di numeri, ma di competenze aggiornate. L’unica cosa fissa è il cambiamento, e occorre preparare i giovani alla velocità del mondo di oggi». Bardolla ha ricordato come le aziende non cerchino più solo abilità tecniche, ma anche capacità di leadership, collaborazione e intelligenza emotiva.

Università come ponte verso l’impresa

 Il rettore Carlo Alberto Giusti ha rimarcato il ruolo centrale degli atenei: «Le università restano il principale luogo di formazione, ma devono avvicinarsi di più alle imprese. La docenza e la ricerca non bastano: serve orientamento, dialogo con il territorio e formazione post-laurea. La collaborazione tra università e aziende è l’unica strada per creare opportunità concrete di lavoro». Giusti ha richiamato l’esempio degli Stati Uniti, dove i legami tra campus e imprese sono consolidati, sottolineando come anche in Italia siano necessari passi in avanti.

Credito, tecnologia e rapporto con i territori

 Enrico Cereda ha portato l’esperienza di Confidi Systema: «Le banche si sono allontanate dalle piccole imprese. Noi vogliamo colmare questo vuoto, unendo strumenti finanziari, tecnologia e presenza sul territorio. Non basta l’algoritmo, serve il contatto umano. Non c’è sviluppo senza un’occupazione dignitosa e non c’è lavoro senza un’economia sostenibile». Cereda ha insistito sull’importanza di ecosistemi che mettano insieme finanza, imprese e comunità locali.

Tecnologia e intelligenza artificiale: minaccia o opportunità?

 Il dibattito ha toccato anche il tema dell’intelligenza artificiale e del suo impatto sul lavoro. Alfio Bardolla ha evidenziato come «molti mestieri spariranno, ma ne nasceranno altri. Serve flessibilità mentale e capacità di adattamento». «I corsi universitari rischiano di rincorrere le mode tecnologiche, quando la vera sfida è insegnare metodo, spirito critico e apprendimento continuo» ha commentato Carlo Alberto Giusti.

Le condizioni per la crescita delle imprese

 Bardolla ha anche richiamato l’attenzione sulla difficoltà di accesso al credito per le piccole imprese e sulla pressione burocratica: «In Italia l’accesso ai capitali è lento e complicato. Negli Stati Uniti è più semplice e rapido, e questo fa la differenza per la crescita delle aziende». Enrico Cereda ha ribadito che senza reti e organizzazione le PMI rischiano di non reggere la competizione globale: «Il genio individuale non basta, serve un sistema che unisca competenze, risorse e visione».

Sviluppo e lavoro non possono essere separati: per crescere serve investire sulle persone, sulle loro competenze, sulle imprese e sui territori. «La ricchezza e il lavoro – ha ricordato Bardolla – li crea l’imprenditore, ma servono infrastrutture adeguate e fiducia nelle capacità di chi intraprende». Un impegno che riguarda università, imprese, istituzioni e comunità, chiamate a costruire insieme un futuro di opportunità.

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