INNANZI TUTTO UOMINI

Press Meeting

“Un libro che parla di noi, di un ritorno alle origini, di un nuovo umanesimo cristiano”. Con queste parole Piero Sottopietra, vicario gnerale della Fraternità Sacerdotale Missionari S.Carlo Borromeo, presenta il libro di Marina Corradi, (assente per motivi di salute), “Innanzitutto uomini”, ed. San Paolo. In un salone gremitissimo di persone attente e silenziose riecheggiano le storie di quindici giovani padri della Fraternità San Carlo che hanno detto sì a Cristo: “innanzitutto uomini”.
“Non mi intendo di preti, ma hanno chiesto a me di parlare di questo libro, in un momento ben preciso della mia vita”. Giovanni Lindo Ferretti, cantautore emiliano, dopo un breve excursus sulla sua giovanile educazione religiosa della quale riconosce i frutti solo ora, confessa: “Ad un certo punto sono tornato a casa: ciò che credevo mio in realtà si era immposseato di me, è stato doloroso“. La drammatica situazione umana del cantautore trova una speranza in un “qualcosa”, che gli spalanca l’orizzonte: “non c’erano preti nella mia vita, ma dopo è stato tutto un fiorire”. Padre Jonah, giovane sacerdote irlandese, uno dei protagonisti del libro, irrompe nella vita di quest’uomo con il Mistero che in maniera evidente vibra nel suo modo di essere. “Sono uomini che hanno risposto ad una chiamamta antica sempre rinnovata ed inesauribile come Melchisedech, non una scelta esotica da monaco buddista”. Solo chi dura nel tempo – incalza Ferretti – oltre il tempo, può rispondere all’esigenza di infinito che pervade l’uomo, lo fa vibrare. Lindo conclude, augurando a tutti che questi giovani preti possano nutrire la nostra speranza e condurci alla verità: il destino per il quale siamo stati fatti.
“È un libro che occorre leggere non solo nei seminari, ma anche nelle famiglie! Tutta l’umanità è abbracciata, non c’è niente che non sia sacro”. Luigi Amicone, Direttore del settimanale Tempi, prende subilto la parola, ma viene interrotto da Sottopietra: “ma allora perché il prete sembra essere sotto attacco”?
Per Amicone il risentimento dell’ambiente circostante nasce dalla concezione sartriana che l’uomo sia una passione inutile. La vocazione fondamentale del prete consiste nell’amare il destino dell’uomo, perciò diventa oggetto di attacco. Ma quando il prete diviene clericale, rinucia ad essere uomo, inizia a vergognarsi di Cristo e considera la sua scelta come un semplice ”mestiere” e pertanto rafforza il risentimento della società moderna. Per il giornalista, conoscitore della “schiuma” della società moderna, è impossibile affrontare da soli questo genere di ostilità: ”l’esperienza della Fraternità di San Carlo nasce dentro un popolo dove l’umanità è cresciuta e sviluppata alla luce di una esperienza, arrivata attraverso il carisma di Don Giussani”.
“Questo libro è una parola alla Chiesa ed una parola agli uomini”. Massimo Camisasca Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale Missionari San Carlo Borromeo, non risparmia critiche ad una visione religiosa astratta e regolistica: “la fede non è un fiore nel deserto, non è l’ombra notturna della morte dell’uomo, ma si impianta sulla rinascita dell’umano”. La fede – per Camisasca – nasce quando si è accolti ed amati e non schiacciati dal peccato. E allora perchè c’è disagio nella vita sacerdotale? Il rinnovamento introdotto nella Chiesa dall’esperienza pedagogica dei movimenti religiosi del ‘900 non ha investito il clero. La crisi sacerdotale degli anni ’60 era ideologica, quella attuale è affettiva: la solitudine e l’assenza di un popolo di cui il sacerdote si sentiva padre e maestro. Per Camisasca l’amicizia e l’elezione divengono le armi con cui combattere il nemico, perché la verginità diventi un potenziamento di una autentica vita affettiva. Perche un libro così? Non certo per vanagloria, ma per testimoniare quale fioritura avviene nella vita di un uomo, quando non censura nulla, ma obbedisce a ciò a cui Dio chiama: persino il dolore diviene fonte di libertà, quando cerca la volontà di Dio. Questo libro – conclude – testimonia un nuovo umanesimo cristiano, introdotto dal carisma di don Giussani. “La Fraternità di San Carlo non è un sogno né un’utopia, ma una realtà di uomini appassionati a se stessi, che hanno a cuore solo l’unica gloria: Cristo conosciuto ed amato. Solo per questo vale la pena vivere, parlare e scrivere”.

N.L.
Rimini, 22 Agosto 2007