Figli di papà? La sfida e l’onore di fare impresa

Press Meeting

Parlano le nuove generazioni: tre manager nello spazio incontri di Federlegno

“Normalmente l’espressione ‘figli di papà’, che figura nella prima parte del titolo del nostro incontro, ha un’accezione negativa. Ma, parlando a pranzo coi nostri tre ospiti, è emerso invece che loro sono ben contenti di esserlo”. Così Sandro Bicocchi, della Fondazione per la Sussidiarietà, ha introdotto i relatori dell’appuntamento delle 13.45, nel padiglione C1, spazio eventi dell’area Federlegno. Sono intervenuti Alessio Bellin, Amministratore Gibus, che produce tende a Saccolongo, in provincia di Padova, il catanese Massimo Micali, CEO Emco srl, azienda di importazione e prima lavorazione del legno, e Federico Panzeri, Export Manager della Panzeri Carlo, un’azienda della Brianza operante nel campo dell’illuminazione.

“La mia formazione di partenza non è economico-aziendale – ha esordito Bellin – difatti sono architetto. Dopo due anni di libera professione in giro per l’Italia, sono tornato nell’azienda di mio padre, che non figurava tra le mie ipotesi prioritarie, e ho trovato che il mondo dell’azienda, almeno della mia, è ricco di fascino”. La Gibus, Leader nel suo settore, occupa stabilmente circa 150 persone ed ha un fatturato annuo di trenta milioni di euro. “La missione delle giovani generazioni – ha affermato l’amministratore – è portare avanti un progetto che trovi il suo compimento, è governare il cambiamento sollecitato da tutti gli input esterni”.

“Nella mia zona – parla il siciliano Micali – il passaggio di consegne dal padre al figlio viene visto spesso come un’imposizione da parte del padre. Per quanto mi riguarda è stato il contrario. Prima del mio inserimento, l’azienda era attiva esclusivamente sul mercato nazionale. L’esigenza di superare l’‘ombra’ che il padre, in qualche modo, fa ricadere sul figlio, mi ha portato ad allargare verso l’estero la grande strada intrapresa dal mio genitore”. Oggi la EMCO è presente in quasi tutte le aree orientali, dal Libano al Golfo Persico. “Se i genitori – ha concluso il manager – hanno la capacità e l’umiltà di dare spazio ai figli, metà del successo è garantito”.

Mentre gli altri relatori appartenevano alla seconda generazione dell’azienda di famiglia, con Federico Panzeri siamo alla terza. “La mia azienda – racconta – è stata fondata nel 1947 da mio nonno. Ho studiato economia aziendale e, nel campo lavorativo, sono partito da esperienze esterne all’azienda di famiglia”, prima nel campo della produzione di beni di largo consumo, poi in quello del trasporto aereo. Il “ritorno a casa” è stato legato a esigenze dell’azienda di iniziare un nuovo percorso di esportazioni all’estero. “A fine 2016 – ha segnalato l’export manager – apriremo una nuova sede a Monaco di Baviera. Mi occupo anche di digitalizzazione e sono impegnato a mantenere i valori della tradizione aziendale in cui mi sono inserito”.

Concludendo l’incontro, il moderatore Sandro Bicocchi ha sottolineato che per tutti i tre relatori l’impegno nell’azienda familiare non è stato vissuto “come atto dovuto, ma come termine di un percorso personale”. Secondo rilievo: oltre le maglie del complesso di Edipo, e magari superando le inevitabili dialettiche, “gli interventi hanno documentato un rapporto di dialogo positivo col padre, che può richiamare anche il titolo del Meeting 2016”.

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