Educazione libera: un bene pubblico

Press Meeting

“L’educazione per essere di tutti, occorre che sia erogata dallo stato?” Questa la domanda focale dell’incontro delle 15.00 nella Sala Neri Conai. “L’educazione è fondamentale per capire lo stato di sviluppo di un paese, non solo in senso economico, ma anche in senso umano. Senza l’educazione avremo una società meno libera, poiché l’individuo non sviluppa le potenzialità che possiede e gli altri ne rimangono all’oscuro – ha affermato Andrea Simoncini, docente di Diritto costituzionale all’Università di Firenze – a nessun individuo può essere negato il diritto all’istruzione”.

“L’educazione libera deve liberare l’anima della persona umana, migliorala per migliorare la convivenza e per questo la Chiesa cristiana ha un ruolo fondamentale – ha spiegato Anthony Joseph D’Agostino, manager dell’Alliance for Catholic Education dell’Università di Notre Dame negli Stati Uniti – il mio professore rabbino all’università diceva che non dovevamo leggere ogni libro come se fosse depositario di verità. Era importante non essere chiusi alla conoscenza. Oggi, è necessario garantire a tutti l’accessibilità all’istruzione. La Chiesa cattolica ha creato ad Haiti un progetto di alfabetizzazione per i più poveri. È stato definito come pioggerella che cade sull’erba verde e consente alle cose migliori di nascere”.

“L’educazione è l’arma più potente che si può utilizzare per cambiare il mondo”, con questa citazione di Nelson ha aperto il suo intervento Alessandro Mele, Direttore della Fondazione Cometa, una realtà di accoglienza, educazione e formazione di bambini e ragazzi e di sostegno delle loro famiglie. “Nella nostra società circa due milioni 900mila sono gli studenti partiti e mai arrivati al termine della loro carriera scolastica. È necessaria una flessibilità dei modelli formativi, stiamo formando studenti su cose che non sapranno mai come applicare appena terminati gli studi, perché già vecchie. È importante avere una scuola meno idealista e pragmatista, ma realista. Bisogna partire dalla realtà per arrivare alla conoscenza. La formazione deve farci scoprire l’eccellenza che c’è in noi. ‘Dio ci ha creati a sua immagine e somiglianza’, il problema di ognuno è diventare se stesso. Il problema, come diceva Pasolini, non è ciò che fai o dici, ma ciò che sei”.

“Scuola altro non è che l’esigenza di poter tramandare nei millenni il meglio di quello che è stato creato nella storia. Il suo obiettivo è generare ragazzi in grado di proseguire il cammino della società umana – spiega Marco Bersanelli, presidente Fondazione Sacro Cuore – ognuno di noi è dentro al mondo e deve conoscere e riconoscere ciò che accade nella realtà, vivendo in maniera consapevole e non da burattino. Bisogna ridestare l’interesse e imparare ad imparare”.

Scarica