Corpi intermedi e sviluppo economico – Il lavoro per un nuovo patto sociale

Redazione Web

Rimini, 22 agosto 2025 – Il Meeting di Rimini ha ospitato uno degli incontri più significativi di questa edizione, dal titolo “Corpi intermedi e sviluppo economico: il lavoro per un nuovo patto sociale”. Un’occasione che ha visto confrontarsi esponenti del mondo delle imprese, dei sindacati, delle associazioni di categoria e delle istituzioni per delineare insieme le prospettive di un nuovo patto sociale capace di rafforzare il tessuto economico e civile del Paese. L’incontro, organizzato in collaborazione con la Compagnia delle Opere, ha avuto come protagonisti Pasquale Frega, Presidente e Amministratore Delegato di Philip Morris Italia; Daniela Fumarola, Segretaria generale della CISL; Giovanni Liverani, Presidente ANIA; Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy; e Alessandro Zehentner, Presidente di SNAM. A moderare è stato Alessandro Bracci, Vicepresidente di Compagnia delle Opere e Presidente e Amministratore Delegato del Teddy Group.

La crisi della relazione tra lavoratori e imprese

Il dibattito è partito dalla riflessione contenuta nel Manifesto del Buon Lavoro della Compagnia delle Opere, che denuncia la crisi della relazione tra chi il lavoro lo svolge e chi lo offre. Una frattura che nasce dal disallineamento delle aspettative reciproche, con lavoratori sempre più attenti ai valori, alla sostenibilità e alla qualità della vita, e imprese chiamate a ripensare i propri modelli organizzativi per rimettere la persona al centro. «Con il lavoro la persona non solo trasforma la natura, ma realizza se stessa e costruisce la propria famiglia e la società», si legge nel Manifesto, richiamando l’urgenza di un nuovo paradigma fondato sulla dignità, la responsabilità e la partecipazione.

Pasquale Frega: via la parola “dipendente”, le persone al centro

Pasquale Frega ha aperto gli interventi sottolineando la necessità di superare un linguaggio aziendale ormai obsoleto: «La parola dipendente è una parola che ho bandito dal mio vocabolario da tanti anni: l’azienda non è un’entità astratta, ma è la somma delle persone che vi lavorano. È l’azienda che dipende dai suoi collaboratori, non viceversa». Philip Morris, presente in Italia dal 1962, oggi conta su una filiera che coinvolge oltre 44.000 persone e 8.000 imprese. «La nostra filosofia – ha proseguito Frega – è quella di mettere le persone al centro, non solo attraverso politiche salariali eque, congedi di paternità e maternità estesi, pari opportunità, ma anche condivisione della visione e delle strategie aziendali. La motivazione nasce dal sentirsi parte di un progetto comune, e questo cambia radicalmente la dinamica tra datore di lavoro e lavoratori».

Alessandro Zehentner: energia e lavoro, il bene comune da tutelare

Il Presidente di SNAM, Alessandro Zehentner, ha posto l’attenzione sul ruolo strategico dell’energia: «Fare il bene comune coincide con fare il proprio bene. Ogni nostro collaboratore sa che il suo impegno quotidiano non è solo a beneficio dell’azienda, ma del Paese intero. Senza energia non c’è benessere: parliamo di milioni di posti di lavoro che dipendono dalla produzione, trasformazione, stoccaggio e distribuzione dell’energia». Zehentner ha ricordato come SNAM impieghi direttamente circa 3.900 persone e oltre 28.000 lavoratori indiretti: «Occorre maggiore consapevolezza e programmazione a breve, medio e lungo termine. Le aziende energetiche hanno bisogno di poter lavorare con serenità per garantire lavoro stabile e futuro alle famiglie italiane».

Daniela Fumarola: partecipazione e nuovo patto sociale

La Segretaria generale della CISL, Daniela Fumarola, ha sottolineato la necessità di costruire con “mattoni nuovi”, come recita il titolo del Meeting 2025: «Viviamo in un tempo fragile che richiede responsabilità e visione. Non possiamo limitarci a rattoppare vecchie mura, dobbiamo costruire un futuro diverso. La nostra proposta è quella di un nuovo patto sociale che tenga insieme parti sociali, governo e corpi intermedi, in autonomia ma con obiettivi condivisi». Fumarola ha rimarcato l’importanza della legge 76, che attua l’articolo 46 della Costituzione introducendo la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese: «Partecipare conviene a tutti. Qualifica l’impresa, accresce la qualità del lavoro, riduce conflitti e fragilità. Il sindacato deve essere protagonista di questa stagione nuova, facendo del dialogo la via prioritaria e lasciando il conflitto come estrema ratio».

Giovanni Liverani: il ruolo sociale delle assicurazioni

Il Presidente di ANIA, Giovanni Liverani, ha offerto la prospettiva di un corpo intermedio atipico: «Le assicurazioni svolgono un ruolo sociale fondamentale. Ogni anno proteggiamo milioni di famiglie e imprese, liquidiamo milioni di sinistri e permettiamo a chi guida un veicolo o gestisce un’attività di farlo senza rischiare la rovina economica». Liverani ha ricordato che il settore assicurativo conta circa 45.000 dipendenti diretti e 300.000 indiretti, e che i contratti sono per il 98% a tempo indeterminato: «Non basta garantire un ritorno sul capitale, occorre offrire motivazione e scopo ai collaboratori. Il nostro compito è mediare tra gli interessi delle imprese e quelli della società: la non autosufficienza degli anziani, la sostenibilità del sistema sanitario nazionale, la copertura delle catastrofi naturali sono sfide che possiamo affrontare insieme, creando valore per il Paese».

Il Ministro Adolfo Urso: resilienza, creatività e identità delle imprese italiane

L’intervento conclusivo del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha posto l’accento sul genio delle imprese italiane: «La resilienza è la loro prima caratteristica, la capacità di non perdere mai la speranza. Ma accanto alla resilienza vi sono la creatività e l’identità: elementi che hanno permesso alle nostre aziende di reagire meglio di altri alle crisi internazionali». Urso ha ricordato la recente legge sulla partecipazione, definendola «un sogno dei Costituenti finalmente realizzato», e ha evidenziato i risultati dell’azione di governo: «Abbiamo creato oltre un milione e duecentomila nuovi posti di lavoro in tre anni, invertito la tendenza al calo dei salari e favorito investimenti esteri come mai prima. L’Italia è tornata ad essere credibile e affidabile in Europa».

Verso un nuovo patto sociale

Il dialogo si è concluso con un messaggio condiviso: il lavoro deve tornare ad essere luogo di crescita umana, sociale ed economica, e i corpi intermedi – sindacati, associazioni, imprese – devono recuperare la loro funzione di mediatori e promotori di bene comune. Solo attraverso un nuovo patto sociale, fondato su partecipazione, corresponsabilità e centralità della persona, sarà possibile costruire un’Italia capace di affrontare le sfide globali con fiducia, resilienza e innovazione.

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