CONFERENZA STAMPA INAUGURALE

Press Meeting

“Il Meeting si apre all’insegna della certezza” – ha esordito Emilia Guarnieri, in particolare “la certezza di un cammino, come testimoniano gli oltre tremila volontari, molti dei quali stranieri, che si pagano viaggio e soggiorno come gli italiani”. La presidente della Fondazione Meeting cita in particolare gli “amici musulmani del Cairo, che tanta parte hanno avuto nelle vicende di piazza Tahrir, con cui il dialogo è cominciato quattro anni fa qui al Meeting e che oggi sono con noi a lavorare, cristiani e musulmani insieme”. Si tratta quindi “di una certezza del cuore, che non è una favola, ma storia”. A testimonianza di ciò, la presidente del Meeting cita la presenza di Vincenzo Petrone, ambasciatore italiano a Tokyo, ed annuncia per fine ottobre 2011 una “trasferta” del Meeting in Giappone simile a quella recente al Cairo. È previsto in tale cornice anche l’incontro con la comunità buddista del Monte Koya.
Passando all’altro grande tema odierno, Guarnieri aggiunge: “Siamo felici ed onorati della visita del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: abbiamo a cuore le sorti del nostro popolo, di cui Napolitano è garanzia”. E aggiunge: “Noi facciamo riferimento alle esperienze di unità, solidarietà e sussidiarietà, tutte parole che Napolitano ha usato negli anni passati”. Esperienze in consonanza con l’appello “Non abbiate paura del mondo” che il Santo Padre ha recentemente ripetuto alla GMG di Madrid. Nessuna paura, neanche del mondo di oggi: “Quanto più sono brucianti l’incertezza e la crisi, tanto più c’è bisogno di risvegliare non favole, ma il desiderio e la responsabilità di ognuno, in una società sussidiaria in grado di organizzarsi a partire dal basso”. “Noi organizzatori – prosegue – abbiamo bisogno non di ribadire qualche concetto, ma di vedere se è più ragionevole l’ipotesi della certezza o quella dell’incertezza e del relativismo”
“Ci ha molto colpiti – incalza Vittadini – il modo con cui il presidente Napolitano nel marzo scorso ha ‘letto’ l’Unità d’Italia in chiave non anticattolica, in un colloquio a distanza con un precedente intervento di Benedetto XVI, in cui il papa metteva in luce il contributo di tanti esponenti cattolici al Risorgimento”. Da qui l’idea della mostra “150 anni di sussidiarietà” (visitabile nel padiglione B5), che vuole documentare “tutte quelle iniziative e tutta la creatività, figlia di questa posizione umana, che partono dal basso e sono state determinanti per la nascita dell’Italia”. Vittadini si è poi soffermato sugli aspetti che, a partire dal titolo del Meeting di quest’anno, saranno affrontati nel corso della settimana, dall’“errore culturale” dei tagli nel mondo della scuola, ai problemi del mondo del lavoro, delle imprese, delle pensioni. “Vogliamo levare i tappi – ha terminato Vittadini – riaprendo il dibattito su tutti questi argomenti”.
Sollecitata da alcuni giornalisti a proposito dell’assenza di Roberto Formigoni, Guarnieri ha sottolineato che il presidente della Lombardia “sarà presente in un contesto di assoluto peso”, mentre Vittadini ha dichiarato che, essendo il Meeting un evento mondiale, “non ci occupiamo di futuri equilibri interni di partito”. Mentre sull’impegno dei cattolici in politica ha voluto ribadire che si tratta, in buona sostanza, di “scegliere se ritornare ad un impegno di tipo confessionale o sottolineare che i cattolici in politica sono fattore di cambiamento positivo della realtà”.

Scarica